Tuesday, June 30, 2009

Esperienze dalla Cina: una sera al ristorante (ma in cucina a spadellare)

Mi sono presentata alle 16 al Caffè come d'accordo, per dare un'occhiata alla cucina e vedere cos'altro mi sarebbe servito. Mi hanno offerto un espresso (che ho benedetto, visto che dopo la mia ultima catastrofe con la caffettiera, la mia diletta si è tenuta in vita ancora una settimana ma poi non c'è stato più niente da fare... non ce l'ha fatta), poi mi hanno accompagnata in cucina. Molto piccola... Io già sognavo spazi immensi e bianchi, super moderni, e invece... ogni tanto scordo che sono in Cina, e che comunque non ero in un ristorante, ma in piccolo caffè. Comunque, mi presentano i due cuochi, due ragazzi giovani e spaventatissimi, poveri... forse temevano che fossi lì per rubar loro il lavoro. Comunque, la volta precedente il capo mi aveva parlato di spaghetti, quindi io necessitavo solo di bacon, come ingrediente 'particolare'. E quello c'era. Bene!! Poi il tizio mi fa: "Cos'altro prepari?". Ehmm... ma... ma... per fortuna mi ero preparata su un eventuale altro piatto semplice, gustoso e senza ingredienti irreperibili e ho proposto una parmigiana di melanzane. Ma non avevano melanzane. Né mozzarella, né basilico. Per passata di pomodoro mi hanno proposto una latta di ketchup. Ho iniziato a disperare. Il parmigiano sapevo che sarebbe stato quello in scatolette, in polvere, che ha un vago sentore di formaggio, ma qui è il massimo a cui si può aspirare. Abbiamo iniziato a fare la lista della spesa... Poi mi ha chiesto di fare una zuppa. Io a questo non ero affatto preparata! Non sono una cuoca e riesco a realizzare quasi tutto se ho una ricetta sottomano da seguire, ma così su due piedi non avrei saputo da dove cominciare per una zuppa!! Poi non so perché, ma qui son convinti che la zuppa sia un piatto tipico italiano. Ce l'hanno pure nel menù: zuppa italiana. Ma quando mai??? Io al massimo di italiano considero il minestrone, o la pasta e fagioli, insomma... Mica quella brodaglia saporitissima ma assai cinese!! Comunque, per fortuna e grazie alla mia previdenza avevo con me la mia pennina usb con tutto l'archivio di ricette, così l'ho inserita nel loro computer, ho aperto la cartella "Zuppe, vellutate e minestre" e ho iniziato a scorrere la varie ricette, insieme al capo, cercando di trovarne una fattibile in Cina. Trovata la zuppa, mi ha chiesto come in Italia si cucinano le cozze. E lì di nuovo, ero impreparata: ho optato per il modo più semplice, con vino bianco e prezzemolo. Stupida io, perché avrei potuto farle ripiene e gratinate, molto più tipico. Ma non avevano il pangrattato, in ogni caso, quindi avremmo dovuto tostare il pane, poi frullarlo, e il tempo non bastava per far tutto. Comunque loro di solito le cozze le fanno semplicemente bollite, quindi le mie sarebbero già state diverse. Finita la lista sono andata col capo a far la spesa... Che uomo, mamma mia! Sembrava un pesce fuor d'acqua. Siamo andati a comprare al Jusco, un centro più costoso del Carrefour, per cui ci sono andata solo un paio di volte, e non sapevo cosa avrei trovato. Ma mi orientavo meglio di lui... Ho preso la passata di pomodoro e una scatola di pelati, le melanzane (qui hanno solo quelle lunghe, niente tonde e dolci...), un gambo di sedano, funghi. Basilico e prezzemolo non c'erano... Il capo ha proposto di sostituirli col rosmarino ma l'ho fulminato con lo sguardo e per 5 minuti è stato zitto. Poi, conoscendo abbastanza bene la Cina da essere diffidente su tutto, ho domandato se avevano una teglia da mettere in forno. Mi ha prima risposto di sì, poi, quando sempre per diffidenza l'ho pressato col mio interrogatorio, e ho scoperto che la teglia era solo quella per pizza (pfuì... pizza! Tzé!), coi bordini quasi inesistenti, mi osno messa le mani nei capelli, e ho cominciato a disperare. Oddio!!! E dove la cuocio io la parmigiana?? Niente panico, Gaijina... farò come mamma, che la cuoce sul fuoco, in un semplice, semplicissimo tegame. Ma non avevano tegami... O-mio-dio. Ho chiesto se avevano almeno una padella coi bordi un minimo alti... Mi dice di no. Basta così, gli ho detto che non c'era tempo di andare al Carrefour solo per basilico e prezzemolo, e che tanto mi sarebbe servito qualcosa in cui cuocere la parmigiana, e non volevo la comprasse apposta per me, quindi gli ho chiesto di accompagnarmi a casa mia, avrei preso la nostra padella e le mie erbe.
Quando ha visto la mia padella si è messo a ridere e ha detto che ce l'aveva quella. Ehhh beh e perché non me lo hai detto?? In ogni caso... Corriamo in cucina. Lui mi ha pure detto "Take it easy, we have a lot of time". Sì. Certo. Ma se non sai neanche cosa devo cucinare!!! Infatti poi si è visto. Mi ha detto di dare ordini ai cuochi, che avrebbero fatto tutti i lavori più noiosi come tagliare, mescolare, friggere, che io dovevo solo ordinare, che ero il capo là dentro. Figo... Peccato che non sia abituata a farmi servire, tantomeno da persone che non conosco e che mi temono come una ruba-lavoro e che mi guardano in cagnesco. E che parlano in cinese, perdipiù in dialetto e non capiscono una parola di quello che dico, il che mi fa sudare ancor di più di quanto già non stia facendo in questa cucina che sembra una sauna. Quindi ho cominciato a tagliare le 4 patate che uno dei due aveva pelato (a dire la verità le ho pure ripelate perché era più la buccia rimasta che quella tolta... va beh), e alla loro insistenza ho chiesto di tritare finemente una cipolla, visto che la cosa mi fa piangere. E qui, prima chicca. Mettono la cipolla nel frullatore. Ne esce una schiuma bianca. Con quella avrei dovuto fare il soffritto. Ok voi non conoscete la mia faccia, ma scommetto che Ale se la potrà immaginare. Ho alzato lentamente la faccia dopo aver guardato quella schiuma, li ho guardati negli occhi con la bocca semiaperta, indecisa su quali parole usare per esprimere la mia perplessità. Il capo deve avermi letto nel pensiero perché mi dice "Così è troppo forse, vero?". Non ho neanche risposto, avrei solo voluto che se ne andasse dalla cucina perché si intrometteva in tutto e combinava solo pasticci. Ok alla fine tritano una cipolla, a mano stavolta, e la butto in padella con dell'olio. Anche lì, ho dovuto usare un loro tegame, tutto vecchio, strausato, col fondo piccolo piccolo... Dopo la cipolla ho buttato le patate, e ho fatto rosolare il tutto.
Intanto ho messo dell'acqua in una pentola, con dentro una carota e del sedano, e ho fatto bollire.
Notate bene: nelle cucine cinesi di solito ci sono solo due fuochi. A casa nostra addirittura uno, perché l'altro è rotto. Ma mai avrei creduto che pure in un caffè usassero solo due fuochi... Pazzesco! E ancor più pazzesco è stato che, al mio stupore, siano andati a controllare e abbiano scoperto che in realtà di fuochi ce n'erano quattro. Mai usati prima. Fiùùùù. Che fatica raccontare... sto cercando di ricordare tutto ma certe cose di sicuro mi sfuggiranno, ho aspettato troppo.
Rosolate le patate ci ficco 200 g di funghi tagliati (non erano porcini ma funghi cinesi, e questo si è visto nel gusto diverso che aveva alla fine la zuppa, rispetto a quando l'ho fatta a casa mia), faccio cuocere 3 minuti, poi ci butto il brodo bollente (circa 2 litri, ma in Cina come ho già detto si fa tutto a occhio), salo un pochino e lascio cuocere per 20 minuti. Bene! Il capo stupitissimo, perché credeva che la zuppa che avrei servito in tavola sarebbe stata l'acqua con dentro il sedano e la carota arancione. -.- Non dico niente, va'...

Intanto, passiamo alla parmigiana. Avevamo già tagliato 4 melanzane lunghe, e adesso le stavamo friggendo. Niente infarinatura, no, perché non c'era tempo. Non è mai stato così difficile friggere qualcosa... Tutte le padelle avevano il fondo bombato così che l'oio stava solo ai lati e le melanzane lo assorbivano totalmente mentre quelle al centro tendevano a bruciare. Tanto ha detto il capo che ho dovuto lasciar friggere a uno dei due ragazzi... Io non sapevo che fare, intanto. Poi è arrivato un altro tizio, uno chef in un ristorante a 4 stelle, così mi è stato presentato. Poi sono arrivate delle ordinazioni dai clienti, quindi mi hanno chiesto di fermarmi un attimo così loro avrebbero potuto cucinare quel che dovevano. Cioè... hanno mollato le melanzane a friggere da sole!!! Quando mi sono catapultata alcune stavano allegramente scurendo... Mi sono messa lì e ci sono stata fino alla fine della frittura, sistemandole su un piatto e facendo tanti strati, con della carta assorbente in mezzo. Non in pila come stava facendo il mio collega... Ah!! Non avevano olio extravergine di oliva, naturalmente, così ho dovuto usare per tutto l'unico olio che ho trovato in cucina... L'etichetta diceva "Sansa... olive...". Non commentate please, sono stata costretta a non farmi troppe domande, non avevo comunque alternativa.
Mentre friggevo osservavo interessatissima cosa preparavano loro per i clienti... Ho visto fare gli spaghetti italiani!! Ahahahahahhaha mi son scassataaaaaaaaaa!!! Non ce l'ho fatta a trattenermi dal ridere, son partita in quarta almeno 4 volte durante la serata. Hanno messo dell'acqua in una larga padella coi bordi leggermente più alti di quelle per le crepes, poi ci han buttato dentro qualche filetto di peperone, poi gli spaghetti... Oddioooooooooo!!! Il capo tutto fiero mi diceva "Ecco, facciamo gli spaghetti taliani così!!", e io a trattenermi a stento. Divertentissimo!! Poi hanno preso dei sacchetti di plastica dal congelatore, hanno tirato fuori un po' di ragù, scaldato in pentola e sistemato sopra la pasta. Et voilà!
Poi per la zuppa ai funghi anche, hanno tirato un po' di crema fuori da alcuni sacchettini, messa in pentola (la mia, quella che avevo portato da casa... meno male che non serviva eh...), aggunto della panna o latte, mescolato un po', aggiunto qualche spezia, e voilà!
Poi hanno tostato del pancarré, sempre preso dal congelatore, in forno, e ci hanno fatto dei panini. E lì, tutto normale.

C'è stato un momento che mi son sentita davvero parte del gruppo, perfettamente a mio agio nel districarmi nella cucina con altre 3 persone più il capo sempre tra le palle, mentre ognuno di noi era impegnatissimo in un piatto diverso... Facevamo la ginkana per non darci fastidio come nelle vere cucine! Beh... era una vera cucina! Che figo!!

Finito con le melanzane mi sono dedicata al sugo. Semplice semplice, goccio d'olio, pomodoro, basilico, sale, perché la parmigiana è già un piatto pesante, quindi il sugo deve essere leggero. Ho lasciato cuocere un po', poi ho usato la mia padella e ho iniziato a fare uno strato di sugo, poi ci ho sistemato le melanzane, senza lasciare spazi tra le fette, sopra altro sugo, parmigiano, mozzarella a dadini (ho dovuto usare il formaggio che loro usano per la pizza... Non ha quasi sapore ed è compatto come un muro... ma di nuovo, ho dovuto adattarmi). Poi altro strato di melanzane, pomodoro, parmigiano e mozzarella, fino a finire le melanzane. Sopra l'ultimo strato parmigiano e mozzarella più abbondanti. Quando il capo ha visto come veniva, ha detto che era olto bella e che sembrava una pizza. Lui all'inizio credeva che le melanzane fossero pronte così, fritte e basta. E poi andrebbe messa in forno. Ma io l'ho messa sul fuoco, al minimo, coperta. Il coperchio della mia padella è senza pomello, perché si è rotto, quindi immaginate... Ah non ho detto una cosa importante!! In Cina è impossibile 'cuocere a fuoco lento'... I fuochi sono tutti enormi!!! Hanno l'abitudine di alzare sti fuochi a fiamma altissima, e quando dicevo più basso, non capivano proprio... E anche al minimo, era troppo alto per me.
Mi sono disperata di nuovo quando mi sono resa conto che il sugo era troppo liquido... avrebbe dovuto essere molto più denso... Va beh non impanichiamoci, ci metterà più tempo ma prima o poi si raddenserà.

Poi mi sono dedicata alle cozze. Devo ammettere che, se dapprima il passare i lavori noiosi agli altri mi scocciava e imbarazzava, quando ho visto le cozze tutte già belle pulite e grattate, non mi è dispiaciuto affatto, anzi ho iniziato a prenderci gusto...
Per le cozze mi vergogno un po', ma sono andata in pappa. Le ho semplicemente buttate in una pentola, cosparse di prezzemolo, fatte aprire leggermente e poi cosparse di vino bianco (cinese... non dico niente) e poca farina (un trucchetto che ho imparato dalla mamma di un mio ex di Savona... le cozze più buone che io abbia mai mangiato, ma questo trucchetto non mi riesce come dovrebbe... la farina entra nelle cozze e l'aspetto è davvero brutto. Forse dovrei metterla prima? Boh! Migliorerò! L'obiettivo è che formi col vino una cremina appiccicaticcia e gustosissima sopra le valve della cozze... che ti verrebbe voglia di leccare tutti i gusci!) e fatte aprire completamente, girandole di tanto in tanto. E anche questa è fatta, male ma fatta.

Sono tornata alla mia zuppa... L'abbiamo messa nel frullatore, lasciando da parte un po' di brodo da aggiungere dopo per arrivare alla giusta consistenza. Ho aggiustato di sale e messo un bel po' di pepe nero, e frullato il tutto. La consistenza mi è venuta molto meglio dell'altra volta!! Infatti ho avanzato un po' di liquido. Io avrei voluto servire la zuppa, poi gli spaghetti, poi la parmigiana. Le cozze o dopo o come antipasto. Ma il capo ha detto di cominciare, e così ho fatto. Avrei voluto almeno scaldarla, ma lui ha detto che andava benissimo così... Ho tostato delle fette di pane in forno, poi le ho tagliate a cubetti e sistemate su ogni piatto, al centro. Poi cosparso con un filo d'olio (voglio l'extravergineeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!), e servito. Andata... Con un'ansia degna di nota ho aspettato il resoconto.
Il capo mi aveva detto che aveva invitato solo amici stretti, e che dopo mi avrebbe presentata loro. Intanto ho continuato a dedicarmi a pregare la parmigiana di sbrigarsi a cuocere.
Non so perché Henry non sia rimasto di là con gli ospiti a chiacchierare e mangiare la sua zuppa, anziché rompere le scatole a me con le sue proposte assurde. Vedendo che la parmigiana ci impiegava più tempo di quanto pensasse, mi ha proposto prima di mettere la padella in forno (1. il manico è di plastica; 2. il tempo è quello che è, non è che si accorcia di molto, in forno), al mio sguardo allibito mi ha poi detto di traferirla in un'insalatiera e mettere in forno quella (di nuovo, era di plastica, e secondo... COME POSSO TRASFERIRE UNA PARMIGIANA ANCORA LIQUIDA IN UN ALTRO CONTENITORE???? AAAAHHHHHRRRRGGGGHHHHH!!!!). Al mio urlo non sapeva più cosa proporre, così gli ho detto di stare tranquillo e di avere pazienza che si sarebbe addensata, ma che era normale ci volesse un po', e che se avessi saputo di dover preparare tutta quella roba sarei andata lì prima. Figuratevi che mi aveva pure chiesto la pizza!! A parte che non penso di essere capace (ehm... oddio sì, lo ammetto... non ho mai provato! Ma mia mamma è talmente negata che mi ha trasmesso la paura e temo pure l'incapacità), ma poi qui mica c'è il lievito di birra... Né la mozzarella. Né la nostra farina. Quindi... il fallimento sarebbe certo. Ma temo che un giorno dovrò abbassarmi e provarci lo stesso, o ammettere che non l'ho mai fatta, al che tutte le mie possibilità di collaborazione metteranno le ali...
Comunque, finalmente la parmigiana è pronta e così cerco di tagliarla e servirla. Io mi munisco di una sorta di spatola affilata, e lui, appena vede che ho qualche difficoltà a tagliare fette nette senza semidistruggerle (ops... mi sono dimenticata di levare la buccia alle melanzane!), dice di lasciar fare ai cuochi... che prendono un coltello (aaarrrgghhhh!! la mia padella!!!), e combinano il mio stesso disastro. Ma non voglio vedere, li lascio e seguo lui che vuole presentarmi agli amici. Io timidissima per le recensioni mi avvio, vergognosa di puzzare sicuramente di cucina, e lui mi tranquillizza dicendo che è una cena molto informale, e poi... mi chiede se voglio passare dal bagno per truccarmi!!! E meno male che era informale!! Ma che cacchio!
Gli ospiti erano la moglie e due donne... Qui le chiamano cognate ma non necessariamente sono parenti. Più i rispettivi bambini. Due ragazzine e un maschietto. Mi hanno subito fatto i complimenti (e meno male che il capo mi aveva assicurato che loro non sapevano che avessi cucinato io... mai fidarsi), e lui mi ha indicato i piatti completamente vuoti dei bambini. Questo mi ha molto lusingata, perché in genere loro non puliscono mai il piatto, cosa che mi fa soffrire perché io sono una di quelle ragazze educate a "Se non finisci tutto quel che hai nel piatto non ti alzi che ci sono i bambini che muoiono di fame".
Mi sono letteralmente innamorata di una delle due donne: è bellissima, identica alla mia prima babysitter di quando ero bambina, è gentile, sempre sorridente e così allegra!! Parlicchia un po' d'inglese e anche quando parla cinese capisco con facilità, più almeno di quello che capisco quando parla la moglie del proprietario. Ho mangiato anche io un po' di zuppa, ma avevo lo stomaco chiuso. Poi è arrivata la parmigiana. Anche questa è piaciuta molto! La donna buona continuava a sorridermi e a farmi i complimenti, chiedendo ai bambini se gli piaceva, e loro dicevano di sì, e mangiavano, mangiavano...! Mi ha detto che a sua figlia piace tutto il cibo occidentale e poi non mangia i ravioli! Hanno pulito di nuovo i piatti... stavolta anche la capa!! Che onore!! Io l'ho assaggiata pochino pochino perché sono a dieta e avevo paura, ma non era malaccio. Diversa dalla parmigiana di casa, ma comunque gustosa e piacevole. E un'altra è andata. Le cozze le avevano già portate, insieme a dei gamberetti che avevano fatto loro, ma non le ho assaggiate. Poi il capo mi dice che adesso posso andare a preparare gli spaghetti.
Sì... perché in Cina non esiste 'antipasto-primo-secondo-contorno-dessert', no... Tutto viene portato insieme, e loro mangiano spiluccando un po' dovunque... magari un cucchiaio di zuppa, poi una forchettata di insalata, poi un pezzetto di pizza, un boccone di bistecca, peperone, una patatina, altro cucchiaio di zuppa, così. Alla cena dell'altra volta sempre con loro una donna è stata capace di mangiare altra zuppa (ormai gelida) e insalata dopo la frutta.

Torno in cucina, un po' più rilassata e sicura, poi stavolta non c'è manco il capo a combinare pasticci, così mentre taglio il bacon inizio a fare amicizia coi due cuochi. Chiacchiero un po', mi scuso per il disturbo, loro timidissimi prima mi fanno fare il mio monologo, poi iniziano a dire qualche parolina pure loro. Butto il bacon in padella con un filo d'olio, faccio rosolare, poi spengo e butto gli spaghetti nell'acqua bollente salata. Intanto metto 5 tuorli e un uovo intero in una ciotola, aggungo pepe, parmigiano e due cucchiai di latte e mescolo con una frusta. Al momento di scolare gli spaghetti aggiungo il bacon al composto di uova, poi verso il tutto sopra la pasta scolata e rimessa in pentola. Mescolo velocemente e impiattiamo subito. Vietato rimettere sul fuoco la pasta condita perché le uova così si romperebbero!! Tanto si cuociono già col calore della pasta, fin troppo. Avevo chiesto una promessa al capo: almeno la carbonara, mangiatela calda, se no fa schifo. Mi aveva detto va bene.
Io intanto continuo il mio chiacchiericcio coi cuochi... Faccio loro assaggiare la carbonara e loro mi fanno assaggiare la loro cena: spaghetti di riso conditi con una salsa leggermente piccante e oleosa che a me veramente non è piaciuta affatto, ma loro erano tutti fieri! Poi chiedo loro di insegnarmi qualche nome di ingrediente e anche come fare la salsina che accompagnava la carne l'altra volta... Era strabiliante. Mi mostrano e mi elencano tutti gli ingredienti, e io contenta come una pasqua perchè era la stessa salsina che avevo già assaggiato al giapponese e da noi non l'ho mai trovata e vale davvero la pena, lo giuro... Semplicissima ma veramente speciale!! Adesso conosco gli ingredienti, ma mi han promesso che mi insegnaeranno quindi credo che mi invierò a casa gli ingredienti che in Italia non credo di trovare e posterò la ricetta... Potrei tenerla segreta, ma è troppo buona per non farne godere alle mie amiche-blogger!!
Poi ho salutato i cuochi e sono andata di là a vedere come andava con la pasta. Quando mi sono avvicinata al tavolo e ho visto i piatti intatti dopo un quarto d'ora, ho lanciato un urlo. "Aaaahhhggg!! Lei mi aveva fatto una promessa!!!". Non avevano cominciato per aspettare me, e io facevo la scolaretta coi cuochi.
Io disperata, sapendo per certo che avrebbe fatto schifo... Beh no schifo non faceva, l'hanno finita tutti tranne il capo che però non mangia una mazza. Solo io l'ho solo assaggiata, sempre causa-dieta e chiusura di stomaco e cenetta in cucina con gli spaghetti di riso. Ma era buona... anche se aveva perso perché appena tiepida.
Parlando parlando mi è scappato che era la prima volta che facevo la parmigiana e la carbonara, il che è vero, ma che problema c'è? Mica ci vuole una scienza! E' vero, ero un po' agitata, ma non era certo un terno al lotto, o no? Il capo ha sgranato un po' gli occhi preoccupato, invece la donna buona mi ha detto che devo avere un talento per cucinare. Io non penso proprio, ma intanto mi beavo dei complimenti. Ne ho pure approfittato per spargere un po' la voce sul lavoro che stiamo cercando, e lei ha discusso un pochino col capo e poi mi ha chiesto se sarei interessata anche a dare lezioni private di inglese, non per froza nelle scuole, a ragazzini come sua figlia. Le ho detto di sì, e che avevo una certa esperienza coi bambini, anche se più piccoli.

Alle 22 meno 10 mi hanno detto che potevo andare a casa e che mi avrebbero chiamata il prossimo weekend per parlare. Mi hanno chiamato un taxi e me l'hanno pure pagato...
Sono tornata a casa felicissima!!! Che bella esperienza!!!
Mi è un po' spiaciuto non fare le foto ai piatti, dei piatti carini con un impiattamento più serio di quello che faccio io a casaccio per le foto, ma non mi sembrava il caso di mettermi a scattare in cucina...

Non so cosa mi diranno... Io non sono molto fiduciosa perché ci metto troppo tempo a cucinare, bisognerebbe trovare delle ricette tipiche e buone che sia possibile congelare e tirar fuori al momento opportuno, come fanno loro per le altre cose.

Niente dolce, stavolta, non c'era tempo... Ma meglio perché lì sì che ho una paura matta!!! Mica si può fare sempre a caso!!

Comunque... Questo weekend probabilmente sarò a Pechino oppure a ballare il flamenco di nuovo (ci hanno richiamate!) se ci pagheranno bene, quindi è tutto rimandato alla prossima settimana.
E questo è tutto sulla mia avventura! Ci sarebbe l'ultimissima di Sako, che oggi mi ha fatta uscire dai gangheri, ma per ora passo e chiudo.

Saturday, June 27, 2009

Crauti, barbecue e balletti



Continua la dieta... E devo ammettere che è stata una bella soddisfazione quando venerdì sera, al barbecue russo organizzato da Semolino, abbiamo incontrato Jean (il Kazaco, ve lo ricordate? Quello del nostro dormitorio per cui abbiamo cucinato la prima volta, mesi fa...), che ci ha detto: "Non so come stia procedendo la vostra dieta, ma siete pciù! (e si è baciato le dita)". "Ma dai, ci trovi dimagrite???", gli ho chiesto. "Sì, altroché! Soprattutto tu". Quella sera per festeggiare ho mangiato come una maialina.
Quindi, in nome della dieta pubblico una ricetta di una semplicità disarmante, che però è buona, e poi vi piazzo anche un paio di foto del barbecue, visto che il loro sistema è diverso dal nostro, e per me tutto ciò che è diverso è interessante.

CRAUTI



Anche questo è un piatto entrato da poco nella nostra famiglia, nato così... Per far fuori gli avanzi del cavolo verza che usiamo per gli involtini di verza.
Una volta non mi piaceva neanche la verza, adesso ne mangio in quantità imbarazzanti, soprattutto cotta.

Ingredienti:

cavolo verza
aglio
olio
sale

Mettete un filo d'olio in padella, poi la verza tagliata a listarelle sottilissime, e uno o due spicchi d'aglio interi, per insaporire. Salate. Cuocete coperto a fiamma bassa, mescolando per non fare attaccare.



Considerate che si ritirano moltissimo, quindi abbondate pure che altrimenti dopo averli finiti resterete così delusi quando vi accorgerete che non ce ne sono più perché ne avete cucinati pochi!!!





Non mi sono venuti proprio come a casa, perchè ho usato una verza diversa, poco aglio e quasi niente olio, quando tornerò li rifarò come si deve e posterò di nuovo, d'accordo? In genere vengono più scuri e 'appassiscono' di più. Così...



Dunque come dicevo venerdì Semy ha organizzato un barbecue (come dio comanda, non come il tedeschino che prima mi invita e poi mi dice che dovevo portarmi la carne... tzé!!) sulla spiaggia. Ecco come in Russia preparano la carne per fare il barbecue:



In pratica tagliano pomodori e cipolla, li condiscono, e ci ficcano dentro la carne, ad insaporirsi, per almeno 12 ore. Poi pescano la carne e la cuociono.

Per il pollo, invece, fanno una salsa con maionese, cipolle, pepe, sale e non so che altro.





E questa è l'insalata di accompagnamento... pomodori e cetrioli tagliati enormi e sconditi. Però loro usano fare così: prendono un cetriolo, ci mettono sopra maionese e pezzi d'aglio, e mordono. Non ho provato... ma solo perché l'aglio crudo mi dà il vomito. Però....! Ho provato la maionese, nonostante la dieta. A me i cetrioli non fanno impazzire, o forse semplicemente non sono abituata perché non piacendo a mia mamma, da piccola non li ha mai comprati, e quindi non ho proprio la cultura. Oh, avete mai provato la maionese coreana?? Qui a Qingdao, essendo una città vicinissima alla Corea, è pieno di ristoranti e negozi coreani, e devo dire che la roba è buonissima! Finora ho provato solo la marmellata e questa maionese, ma ho sgranato tanto d'occhi! La maionese è leggerissima e gustosa, davvero una scoperta! Peccato che non possa leggere gli ingredienti perché scritti in coreano, e io questa lingua ancora non l'ho studiata ;P:



Vederdì siam finiti tutti a casa nostra perché si è messo a piovere... Eravamo le uniche straniere, tutti gli altri erano russi!! Abbiamo mangiato poi siamo usciti. Abbiamo fatto nottata e io sono tornata alle 6. Ale proprio non è tornata, si è fermata da Semy che non stava tanto bene (chi vuol capire capisca).
Io son stata contenta quando al Lebang abbiamo incontrato gli amici di Sako, perché con loro mi trovo meglio, così mi hanno offerto qualche tequila e poi hanno proposto il karaoke. Io non ci ero mai stata e quindi volevo provare assolutamente!! Alla fine ero l'unica insieme a Philipp, Domenico, Hovig e un ragazzo (ragazzo... gli avrei dato 20 anni e invece ne ha 32, più moglie tedesca e figlioletto... -.-) cinese. Loro erano abbastanza brilli, quindi è stato divertentissimo!! Ho scoperto che sono simpaticissimi e mi spiace che Pippo sia partito la mattina stessa e Domenico stia per partire per 3 settimane. Abbiamo cantato tutta la notte!! Mi sono divertita un casino. Poi verso le 4 è arrivata anche Lara, la ragazza di Domenico, quindi alèèèèèè!!! La lista delle canzoni si è allungata ancora. Io ero uscita dicendo "Stasera non voglio fare tardi", perché sabato alle 16 dovevamo incontrarci con i tipi del flamenco e io prima avrei dovuto lavarmi i capelli e truccarmi e avevo bisogno di tempo, e invece... le 6. Aaaahhhh!!! La libertà, che bella cosa. Nonostante la stanchezza quando sono uscita e ho visto la luce del giorno mi sono sentita frizzantissima a pensare che a casa non avrei mai potuto fare niente del genere.

Comunque, mentre eravamo al karaoke mi ha scritto Sako, dicendomi che erano a Ostia ed era pieno di belle ragazze, tutte di pelle scura, e che stava diventando pazzo. Ma oh!!!! 1) cosa me lo vieni a scrivere 2) se ti piacciono quelle con la carnagione scura perché non ti traferisci anziché star qui che è pieno di russe? Tsk!! Che tipo... Ero nervosetta ma poi quando ho trovato i suoi amici, che anziché essere imbarazzati o freddi per il mio comportamento di sabato sera, erano amichevolissimi con me (ad essere sincera, Pippo mi ha pure fatto delle avances... spero sia stata colpa della birra perché altrimenti vorrebbe dire che Sako non ha manco detto ai suoi amici che c'è qualcosa tra me e lui... grrrr), mi hanno ringraziata per la piacevolissima serata e non mi hanno letteralmente lasciata andare via prima delle 6 (e già lì ho dovuto impormi, dicendo che il giorno dopo dovevo lavorare), gli ho risposto per le rime, gli ho detto dov'ero e con chi ero, e lui dopo avermi chiesto se ero l'unica ragazza, non mi ha più risposto. Bene, l'ho zittito! Pippo mi ha pure invitata a Colonia. Credo che visiterò parecchio della Germania, prossimamente. Visto che adesso è ripartito e si incontrerà con Sako ad Amsterdam, spero che gli dica quanto quella ragazza italiana sia carina simpatica e divertente e che Sako si senta un coglione per avermi tanto fatto pesare la faccenda di sabato scorso. Ce l'aveva tanto col fatto che erano presenti tutti i suoi amici, e che adesso non sarei piaciuta più a nessuno, e che mi avrebbero considerata una bambina, e invece... Non mi dà il giusto valore.Non pensate sia presuntuosa vi prego, chi mi conosce sa che non penso di me nessuna di queste cose, ma sto cercando di prendere da Sako tutto ciò che di positivo può insegnarmi... e questa fa parte delle lezioni di autostima.

Ma voi volete sapere del flamenco!!! Ahahahhaha povere... ho scritto un post lunghissimo sarete stese per terra!
Dunque che dire? E' andata! Ci siamo incontrate ieri alle 16, siamo salite sul pullman che avevano mandato per noi e siamo andate al posto... Un'oretta di viaggio, poi il pullman si è anche perso. Noi dopo la serata eravamo piene di sonno, poi Ale aveva le sue cose e stava male, i vestiti erano tremendi, proprio chinese style, altro che flamenco, più lunghi di qua, più corti di là, con una parte che ci lasciava scoperto mezzo petto e quindi ce lo eravamo dovute ricucire noi (sempre sabato, dopo la nottata... immaginate) alla bell'e meglio, le scarpe spaiate (io ne avevo una 36 e una 37, con tacchi di altezze diverse... ma non ridete, perché le scarpe erano l'unica cosa perfetta per me: credo seriamente di avere un piede più lungo dell'altro perché non è la prima volta che mi capita... e pure una gamba un pochino più corta, quindi ho avuto fortuna che il tacco più alto fosse dalla parte giusta!), piene di spille da balia per stringere il vestito in vita, coi fili che già si scucivano (non i nostri, quelli del vestito proprio). L'unica cosa fighissima erano i fiori per i capelli, ma se li è ripresi la tizia che ci ha ingaggiate. Damn!

Il posto però era fighissimo, davvero lussuoso, e quando abbiamo visto il palco, le sedie, l'organizzazione, ci siam sentite male perché ci sembrava impossibile che davvero stavamo per mostrare la nostra misera performance in un'occasione così importante. Era in pratica l'inaugurazione di un nuovo quartiere a Qingdao, molto ricco. Peccato che sia così lontano dalla città perché ho visto gli edifici e pure i modellini arredati degli appartamenti e sono davvero bellissimi!
Siamo state le prime. Non ho visto ancora il video quindi non so dire come sia stato ma nessuna è caduta e a nessuna si è strappato il vestito. Forse si è vista solo qualche chiappa ma chissene. A parte la figura finale... Ma quella è stata colpa delle russe testone, perché anche alle prove gliel'avevo detto che dovevamo stare più vicine, ma nessuno che mi dava retta! Pace!

Dopo siamo andate a mangiare quello che ci avevano preparato, ci siamo cambiate, abbiamo aspettato la fine di tutto e ce ne siamo tornate a casa sul pullmino. Ah già! Alla fine c'erano un sacco di fuochi d'artificio! I cinesi sono proprio grandi in questo, bisogna dirlo: una meraviglia! E poi tanti!! Mi sono presa a schiaffi per non aver fatto un video con la macchina fotografica ma pioveva pure quindi ho lasciato perdere. Non mi aspettavo che sarebbero stati tanto belli. Alcuni scoppiavano e poi scendevano le stelle. Che bravi...

Saremo arrivate a casa per le undici, capatina al pc e subito a nanna.

Stamattina mi sono svegliata con un mal di testa come da tanto non mi veniva. Ma c'erano tutte le pulizie da fare... ancora da venerdì, sì... ci hanno lasciato un casino in casa inimmaginabile... E ieri non abbiamo avuto il tempo materiale per fare nulla. Così, abbiamo pulito tutto, e abbiamo scoperto che ci hanno mangiato pure tutte le banane!! Certo che i russi son strani... hanno un così grande senso dell'onore, dell'amiciza, della lealtà ma a volte si comportano in maniera così rude... anche le ragazze, ho visto ravanare dentro il contenitore della carne con 3 mani in contemporanea dopo essersi appena alzate dalla sabbia...
Anyway, alle 16 ho un impegno...
Vi ricordate quando ho scritto che Sako si è fatto perdonare giusto prima di partire? Bene, quel giorno subito prima che lui andasse in aeroporto mi ha presentata al proprietario di un nuovo caffè qui a Qingdao, un posto bellissimo. Gli ha detto che mi piace cucinare e che quindi potevamo farci una chiacchierata visto che questo signore cinese, Henry, vorrebbe migliorare la cucina italiana del suo locale. Così martedì sono stata dalle 18 alle 23 nel suo locale, a parlare con lui e la moglie. Poi sono arrivati alcuni loro amici, e mi hanno invitata a cena con loro. Ci sarebbe un altro post da scrivere solo per parlare di questa cena-miscuglio di culture e cucine, ma questo sta già venendo troppo lungo quindi non voglio tediarvi... magari un'altra volta. E poi ho fame, e devo ancora cucinarmi qualcosa per pranzo. Comunque, dico solo che ci siamo accordati e oggi pomeriggio andrò a cucinare per loro. Vogliono gli spaghetti, loro. Non capiscono che non sono gli spaghetti, ma il condimento che ci metti sopra, che rende il piatto 'italiano' e gustoso. Ho pensato a una carbonara, sperando abbiano il bacon e che abbiano il buon gusto di mangiarla calda, visto che loro generalmente lasciano freddare tutto. Non so come andrà, sono un po' in ansia... Sako suggerisce, nel caso Henry fosse davvero interessato a una collaborazione, di andarci gratuitamente, una volta ogni tanto magari, per farmi esperienza e un nome. A me non farebbe schifo guadagnarmi qualcosa veramente, soprattutto se mi viene richiesto un impegno fisso, ma cucinare mi manca così tanto che sarei capace ad andarci davvero, anche solo a guardare e a respirare aria di cucina. Sako dice che non lo ascolto mai e che se lui è arrivato dov'è ora è perché magari un po' di esperienza se l'è fatta e sa cosa dice, e che anche lui ha lavorato gratis, all'inizio. Credo che lo ascolterò, ma sono agitata lo stesso. Il posto mi piace tantissimo, sarebbe un piacere per me lavorare lì!
Incrociamo le dita... Incrociatele anche voi please così se sono tante magari fa più effetto!!!


Thursday, June 25, 2009

Un Sako a Roma e una Gajina con le nacchere

Aaaaallora: state tranquille, col mister ho risolto... anche se adesso mi scoccia da morire essere stata così male per lui che quando vuole sa proprio essere un deficiente!
Insomma, lunedì non l'ho sentito tutto il giorno, cosa che non era mai successa, allora martedì gli chiedo se sa se parte per l'Italia o no, e lui mi dice che partirà, la sera stessa... Oh, cacchiolina!! Così gli dico che andrò da lui nel pomeriggio e alle 14 sono lì.
Mi accoglie con un gelo notevole, per di più era in orario di lavoro quindi c'era anche Lucy, la sua segretaria cinese, a lavorare. Fargli il mio discorsetto non era possibile. Tirandogli fuori le parole di bocca e ascoltando alcune telefonate sono venuta a conoscenza della varie tappe della sua vacanza/lavoro: Qingdao-Pechino-Dubai-Parigi-Roma-Milano-Parigi-Amsterdam-Dubai-Pechino-Qingdao. Son già stanca. Tornerà il 9... Oddio... tutti quei giorni!!! Va beh... Lo aiuto a scegliere un ostello a Roma, poi mi dice "Andiamo a fare la valigia", e così, gli faccio la valigia. Notate bene: non pensate a me come alla schiava che fa tutto quello che le ordini, eh... Sì lo so, tendenzialmente sono una donna da sposare, ma in questo caso volevo solo farmi perdonare la mia deficienza di sabato sera!!! E poi, mi piace fare le valigie.
Gliel'ho fatta meravigliosamente, tutto ben piegato e ci ho fatto stare un botto di roba... Solo quando faccio la mia, lo spazio non mi basta mai.
Poi, insomma... lui finalmente ha smesso di essere così freddo. Ci siamo salutati in pace... Anche se mi ha fatto esplicitamente capire che non mi considera la sua esclusiva così come lui non si considera la mia... Tanto casino per sabato sera, e poi non mi considera neanche la sua pseudo-ragazza??? Ma allora vaff........!!!!! E io che ho pure pianto!! Di nuovo, non pensate che io sia innamorata o simili eh, io ho nel cuore ancora il mio Vj, colleziono ancora tutte le sue foto che trovo su facebook e temo il mio ritorno a casa perché se lo rivedo mi si riapriranno vecchie ferite non ancora cicatrizzate... Ma io tendo ad affezionarmi in fretta alle persone, e con Sako ho condiviso tante cose. Per di più, da quando sono in Cina tutto ciò che accade sembra più intenso, più vero, più importante, più sentito. Un po' adesso capisco i concorrenti del Grande Fratello quando dopo una settimana si salutano piangendo a giurandosi amore eterno. Ho sempre pensato "Che coglioni", però in effetti forse in certe situazioni le emozioni sono più forti. Chissà!
In ogni caso... vedremo come andrà quando sarà tornato.
Io ne approfitto per divertirmi e conoscere gente e legare coi suoi amici, mentre lui non c'è... Anche perché non voglio stare a casa ad aspettare che si connetta...

Mi ha scritto ieri e mi ha fatto ridere: mi ha detto che Roma è bella e che han già visto il Colosseo e dintorni, e che però non la smettono di mangiare!!! E' pieno di posti in cui fan la pizza e il gelato, e quindi vanno avanti a mangiare dal mattino alla sera! Ahahahahahahhah!! Spero non si rifissi con la dieta quando tornerà perché io ho un sacco di piatti da propinargli e da postare!!
Prima di salutarlo ero arrabbiatissima e delusa comunque, ma poi ha fatto qualcosa per me, di cui parlerò poi, se la cosa andrà bene, e... non ho potuto non perdonarlo!!! ;)

Ho anche un'altra novità... questa mi vergogno un po' a dirla, ma mi pagano, quindi... Siamo state reclutate per metter su un balletto di flamengo da esibire sabato sera all'inaugurazione di una compagnia insieme ad altre 4 ragazze. Ci siamo conosciute mercoledì e ieri il balletto era finito... Oggi pomeriggio lo proviamo coi costumi. Oddio... chi lo avrebbe detto che sarei venuta in Cina a ballare il flamengo??!!??

Monday, June 22, 2009

In cucina con leggerezza: Padellata di verdure










Post difficile... Ci ficcherò dentro una ricetta per renderlo meno triste, agitato, penoso.

PADELLATA GUSTOSA DI VERDURE



E' un piatto che abbiamo cominciato a fare a casa solo da poco, e che persino mio padre aveva gradito. Cioè, mi spiego: non è che lui non gradisca di solito, gradisce, gradisce... solo che non lo manifesta mai. Lui parla solo se si deve lamentare, su quello non risparmia mai fiato. E invece la volta che mia mamma aveva presentato questo contorno lui aveva detto che era qualcosa di molto buono, e di diverso. Da allora è diventato un piatto stabile del nostro menù, e soprattutto della mia dieta. Spesso la sera quando tornavo dalla palestra cenavo con un piatto enorme e mi sentivo piena e soddisfatta.

Ingredienti per 2 persone*:

* dipende ovviamente dalla quantità che desiderate mangiarne: se lo servite come un contorno, ce nè anche per 4! Ma se fate come me che ne mangiate in quantità industriali, a me di solito basta per due pasti.

1 melanzana di quelle lunghe (se è rotonda ne basta metà)
1 zucchina grossa
1/2 peperone giallo
1/2 peperone rosso
1 carota grossa
2 patate di media grandezza
1 finocchio (se ce l'avete, se siete in Cina come me e non lo trovate, fate senza)
olio
sale
rosmarino
aglio (facoltativo)

questa è la versione di casa, con finocchio, aglio e rametto di rosmarino



questa è la versione cinese, più colorata per compensare la mancanza del finocchio...



Poi in realtà potete usare le verdure che avete in casa o quelle che vi piacciono di più!

Tagliate tutte le verdure a cubettini piccoli della stessa grandezza, e metteteli in padella. Sarà bella piena ma non preoccupatevi perché le verdure si ritireranno parecchio e potrete girarle senza troppi problemi. Cospargetele con un filo d'olio, salatele, se volete metteteci uno e due spicchietti d'aglio interi, e un rametto di rosmarino. Io qui il rosmarino fresco non ce l'ho, così ho cosparso il tutto con quello tritato secco.

Mettete sul fuoco bassissimo coperte. Ogni tanto spostatele un pochino con un cucchiaio per non farle attaccare -se preferite potete fare mettere l'olio sotto, farci rosolare l'aglio, e poi buttarci le verdure, ma secondo me così sarebbe meno light-, e quando le vedrete appassite e saranno cotte assaggiate, aggiustare di sale e rosmarino o se volete pepe, e spegnete.



Per me è una vera bontà.


Ok, sto per andare a casa di Sako. Ho postato anche per calmarmi un po', prima. Sabato sera ho combinato un pasticcio e adesso le cose tra noi sono... finite? ... stanno finendo? ... rovinate? Non lo so, sto andando per scoprirlo.
Pregate per me, perché io ci tengo molto. Adesso che il tedeschino se n'è andato potevo finalmente vivere tranquilla senza più bugie né sensi di colpa che non mi facevano stare bene, e invece rischio di rovinare tutto. Mi sembra di essere tornata a qualche mese fa, quando avevo fatto la scenata all'happy davanti a tutta quella gente, piangendo disperata per il Vj, e poi ero stata male. Di nuovo domenica non volevo mostrare la mia faccia in giro... E invece voglio sistemare tutto con coraggio e determinazione, e quindi adesso vi lascio, mi vesto e andrò a cercare di capire come andranno le cose, e se si possono sistemare oppure no.

In ogni caso, il mister stasera parte, indovinate per dove? Per l'Italia! Andrà a Milano e poi a Roma... Quindi se qualcuno di voi abita in una di queste due città, faccia attenzione. Lo convinca a non avercela con me, please...!!
Ah!! E soprattutto, non faccia caso a quello che dice... Mentre eravamo in viaggio per scherzo gli ho insegnato a dire "Bella gnocca, sono arrapato", ma lui pensa che sia una forma gentile per fare un complimento a una bella ragazza. Scusatemi eh, ma mi dava fastidio che andasse in giro e si trovasse pure una ragazza italiana!!! Se per caso fosse una di voi, la 'prescelta', sappia che non è così deficiente come sembra da questa frase... Ma per favore me lo lasci!!!

Un bacio a tutte, se avessi buone notizie sicuramente scriverò, se non mi sentite... Beh, statemi vicine da lontano.


Ps. Messaggio per Blacksnow da parte di Sako (quando ancora mi parlava, ovvero sabato): dice che è molto orgoglioso di te, visto che hai provato la sua pasta all'arrabbiata e ti è venuta bene. Beata ingenuità!

Friday, June 19, 2009

Storia di una torta in Cina: la morte di una frolla e la rinascita di un ripieno





Ed eccoci qui, inizia l'avventura del secondo dolce preparato in Cina, stavolta in occasione della laurea di Semolino. Gli era talmente piaciuto il cheesecake dell'altra volta, che ho pensato di restare su un gusto simile, preparando una crostata (volevo fargli assaggiare la pasta frolla), che avevo già sperimentato, e che mi aveva fatta letteralmente impazzire. Ovviamente, avrei dovuto modificare la ricetta, sempre causa mancanza ingredienti, ma ormai ci sto prendendo gusto, perciò non ero più spaventata come l'altra volta. Poi, la frolla non mi ha mai dato problemi, e gli ingredienti qui ci sono, indipercui...

Ero solo un po' preoccupata per lo zucchero, che qui è parecchio strano: sembra bagnato. E' praticamente una crema, quindi non sapevo se avrebbe influito sulla realizzazione della frolla. Però giovedì siamo andate al WalMart, e lì abbiamo trovato dello zucchero normale, non bagnato, e quindi abbiamo preso quello.

Come ho detto, la ricetta è stata stravolta, ve la scrivo come l'ho fatta (per forza di cose) ieri, se volete la ricetta originale e approvata, andate qui.

CROSTATA RICOTTA E MARMELLATA, versione made in China



Ingredienti:
per la frolla:
100 g burro (ce ne sarebbero voluti 120, ma il burro costa e prenderne una confezione da 250 e non usarla sarebbe stato stupido)
2 cucchiai d'olio
250 g circa di zucchero (ovviamente, è una pazzia, ce ne sarebbero voluti 150 scarsi)
2 uova (le uova cinesi sono piccole, e quasi tutto albume... puah!)
la buccia grattugiata di un limone (ci sarebbe voluta la vanillina, se mettete il limone basta mezza buccia)
pizzico di sale
250 g circa di farina
2 cucchiai di farina di riso (avrei voluto la fecola, ma in mancanza...)
1 cucchiaino di lievito

per il ripieno:
400 g di Philadelphia normale
50 g di zucchero (se mettete lo zucchero giusto nella frolla, qui vanno bene 100 g)
2 uova
200 ml panna da montare non montata
1 vasetto di marmellata ai frutti di bosco

Lasciate ammorbidire il burro, poi lavoratelo con lo zucchero. Qui, c'è stata la presa di coscienza di cui parlavo ieri: troppo zucchero!!! Va beh, non voglio ripetermi. Altro problema: lo zucchero era a cristalli grossi come uova!!! Insomma... non andava bene!! Per di più, non avendo né frusta manuale, né elettrica, né niente, è stato un problema farli sciogliere... E già qualcosa era anormale nella lavorazione burro e zucchero.
Aggiungo le uova, e porca miseria!! Troppo liquide, poco tuorlo, troppo albume.
Metto il limone, e non penso a metterne solo metà, perché pensavo alle vacche, come dice Micaela. Pizzico di sale.
Ok, è il turno della farina: come misurarne 250 grammi? Ho preso la scodella da colazione, e ci ho versato lo zucchero rimasto nella confezione, che avrebbe dovuto essere circa 200 grammi. Ho preso l'altra scodella, uguale, e ho versato tanta farina da arrivare allo stesso livello dello zucchero nell'altra ciotola, poi ne ho aggiunto ancora un po', un mezzo cm circa. Poi mi ci sarebbe voluta la fecola... Ovviamente qui nada de nada. Quando siamo andate a comprare al Walmart, abbiamo chiesto a una signora cinese quale farina andava bene per fare i dolci... Lei ci ha fatto prendere la farina di grano, 00 o 0, qui non esiste. Va beh, che grano sconosciuto sia...
Arrivata a casa, mi rendo conto che la farina che avevo usato l'altra volta per la besciamella, e per il ripieno del cheesecake, era una farina di riso. Mmmh... boh, non ho la fecola, e se usassi la farina di riso? Io non la conosco, non so che cosa cambi, ma ho voluto tentare. Ho pensato che l'avrebbe resa più friabile. Così ne ho aggiunti 2 cucchiai a quella normale, ci ho ficcato dentro il lievito, e ho iniziato ad impastare la mia frolla. Ecco... turna qualcosa che non va. Liquida!!! LI-QUI-DA!!! Ma com'è??? Boh, aggiungiamo farina. A manciate, ho continuato ad aggiungerne, finché non ha preso la consistenza abbastanza solita... Un po' troppo morbida, ma ho pensato che, stando in frigo per un giorno intero, si sarebbe solidificata un po', fino ad arrivare alla consistenza giusta.
Avvolgo in pellicola e lascio in frigo, fino al giorno dopo.

L'indomani piglio la mia frolla, il resto degli ingredienti per il ripieno, impacchetto tutto e mi trasferisco a casa di Sako, quella fornita di forno.
Piglio la mia frolla, ungo l'unica teglia disponibile (sarà un 24 che si allarga a 26, ad occhio) con poco burro che per fortuna ho trovato a casa sua (altra cosa introvabile qui: carta forno), stendo la frolla a mano, facendo un bel bordino intorno. Consiglio il mattarello perché sottile è mooooolto meglio!



Bucherello il fondo, e ci spalmo sopra mezzo vasetto di marmellata. Scusate per la foto, non capisco ma quando fotografo la marmellata mi viene sempre così!




Lavoro il Philadelphia con lo zucchero, poi ci metto un uovo, mescolo bene, infine aggiungo la panna liquida. Ricordavo che la prima volta che l'avevo fatta il composto era molto liquido, stavolta invece, avendo usato il philadelphia al posto della ricotta, era denso. Quindi così, a casaccio, ci ho aggiunto un altro uovo cinese, quello tutto albume che rende tutto più liquido. Ecco, ora ci siamo, va un po' meglio.



Assaggio, non è molto dolce, ma con la frolla da diabete andrà bene.
Verso il composto sopra lo strato di marmellata,



livello, poi scaldo il resto della marmellata con un cucchiaino d'acqua, 30 secondi bastano, e ce la scatafacchio sopra con grande dote artistica. Spataplash! Spataplash!



Metto il tutto in forno a 170° per circa mezz'ora (sto forno mi farà impazzire, dopo 5 minuti la frolla sopra era dorata, non vi dico lo stato d'ansia durante tutta la cottura vedendo il ripieno così liquido e non potendo controllare il fondo!) o , per i forni normali, 45 minuti.



Quando sarà cotta il ripieno apparirà ancora abbastanza liquido, ma si raffredda poi, non preoccupatevi!

Fate raffreddare. Come un cheesecake, il giorno dopo è migliore.



Dunque dunque... Che dire? Ero molto fiera di me quando l'ho sformata, perché la frolla era cotta perfettamente. Era un po' troppo alto il bordino, e a me non piace molto, ma l'aspetto era bello.
Poi tagliamo... e già impreco perché è troppo spessa. Se c'è una cosa che non sopporto, è una frolla troppo spessa! A me delle crostate piace la frolla insieme al ripieno, ma devono essere nella giusta proporzione: troppa frolla rispetto al ripieno, non mi va bene, perché necessito di tazzina di caffè in cui pucciarla. Gli invitati addentano, e fioccano complimenti. "Yuuuummm... it's great, really!". Io e Ale assaggiamo e... "Che schifo!" dico io. "No, questa non è frolla" dice Ale.
Beh, non so cosa sia successo, ma tutto era fuorché frolla.

La scorsa domenica abbiamo rifatto la nostra colazione porca (stanno diventando sempre più frequenti, queste colazioni... -.-'), e io, che avevo una voglia matta di frolla, avevo scelto come dolcino questo qui, che sembrava una fetta di crostata:



Non so se si può capire dalle foto, ma quando l'avevo addentata avevo detto "E questa sarebbe frolla??? Ma vaaaaaaaaaaaaaaaaaaa'!!!". Ecco, la mia era uguale. Era morbida. Non morbida come una pasta margherita o un pan di spagna, ma... della frolla aveva al massimo il gusto, vagamente. Sembrava, avete presente? le torte margherite o allo yogurt (insomma, avete capito) quando ne rimane una fetta e dopo qualche giorno nessuno la vuole più mangiare perché è un po' secca? Ecco... più secca di una pasta margherita ma meno dura di una frolla. Questo è stato il mio risultato ieri. Non so quale tra tutti i fattori che hanno giocato contro di me sia stato quello determinante, o se sia stata colpa di tutto quanto messo insieme, fatto sta che io pensavo a quando abbiamo speso per questa torta e mi scocciava da matti che non fosse quella cosa libidinosa e paradisiaca che era stata l'altra volta. E poi, avevo tanto parlato della frolla, che volevo fosse perfetta!!

Però, l'interno era fantastico! E' stato ufficialmente approvato il Philadelphia come sostituto della ricotta!! Io e Ale ci siamo guardate, ci siamo lette negli occhi e senza manco parlare abbiamo deciso cosa fare della frolla: avremmo mangiato a cucchiaiate il ripieno e avremmo farcito la falsa frolla con la crema Caffarel che le è arrivata ieri nel pacco!!! Soluzione facile e indolore!

Vi evito il numero di fette che ci siamo mangiate appena se ne sono andati tutti e le nostra colazione di stamattina, dico solo che era davvero migliorato stamattina, come sempre accade, e che la falsa frolla pucciata nel caffè non era poi così male... In ogni caso, qui non si butta via niente!!!

Se avete idea di cosa possa fare la prossima volta che tenterò una frolla qui, o di quale sia stato il motivo principale del fallimento, me lo scrivete?? Ve ne sarei gratissima!! Io ci tengo un sacco a fare la frolla, visto che qui è l'unica cosa per cui non mancano gli ingredienti... Anche per dei biscotti dico!! Che frolla è se è così molla?? Quasi spugnosa... Insomma... aspetto notizie!! Intanto però la ricetta la consiglio, nella versione originale però, perché era la prima che volevo fare appena tornavo a casa, tanto era stata buona!!!

Thursday, June 18, 2009

Chiamate un esorcista che mi rimetta in sestooooo!!!!

Oggi è stato decisamente un giorno 'no', per tutto ciò che riguarda la cucina e Gaijina. Oggi proprio non sono andate d'accordo.

Partiamo da ieri sera, quando ho fatto la frolla per la crostata di stasera. Qui non esistono le bilance da cucina. Abbiamo pure chiesto a un'insegnante e non ha saputo neanche dirci il termine in cinese, perchè loro fanno tutto a caso e non fanno dolci. Benissimo... Dedico questo pezzo di post a tutte coloro che, come me, sono precise, amano avere una ricetta sottomano da seguire, le dosi esatte, che vanno nel pallone se si trovano con 10 g in meno del previsto (adesso mi viene in mente Babi perché ne abbiamo parlato da poco, ma ce ne sono tante in giro nel web... non faccio nomi per paura di sbagliarmi ma so che ce ne sono). Leggete, care, leggete.
Dunque per facilitarmi la misurazione, abbiamo comprato 400 g di zucchero. A me in tutto ne servivano 250 grammi, quindi abbiamo pensato: poco più della metà.
Non starò a descrivere TUTTI gli altri problemi della frolla perché me li riservo per il post sulla torta, parlerò SOLO dello zucchero...
Arrivo a casa, preparo tutti i miei ingredientini, tutti ordinati, come al solito, perfettina, poi arriva il momento dello zucchero e io, avendo in testa '250 grammi', com'era scritto sulla lista della spesa, mi calcolo l'esatta metà più poco più del sacchetto (contando le righe scritte sulla confezione... sono fissata lo so), e inizio a versare, amalgamando col burro. SE io avessi più fiducia nella mia esperienza, anche se piccola, SE io non fossi così pignolina precisina rigida, SE io mi lasciassi un po' più andare al piacere dell'improvvisazione, all'uso dei sensi, mi sarei fermata quando il burro ha formato col lo zucchero la cremina classica della densità giusta. E invece no, io avevo in mente quei benedetti 250 g, e manco ho pensato sul momento che erano stranamente troppi... mai messo tanto zucchero in una frolla! Niente da fare, se io ho un numero, non capisco più niente, vado avanti per la mia strada senza più pensare nè preoccuparmi di niente. Tanto più che la ricetta lavevo già sperimentata ed era stata un successo.
Faccio sta benedetta frolla (vi racconterò...), la sbatto in frigo, finisco la mia giornata.

E' notte, sono nel mio letto. Mi sto addormentando con sottofondo di musica classica, la mente viaggia tranquilla... penso a cosa farò domani, come organizzarmi per la torta... ripenso a oggi, che cos'ho fatto... la spesa... la ricetta... la ricetta... mmmh domani cosa devo comprare ancora? Philadelphia, 400 g. Poi zucchero, uova, panna, vanillina niente... Quindi, Philadelphia più zucchero, poi l'uovo... no, aspetta... lo zucchero? Oddio, non dirmi che... No! Aspetta, nooo.... Cacchio, com'era la ricetta? Cacchio noooooo!!! Era 100 di zucchero nel ripieno!! Non tutti nella frolla!! Merda merda merda!!!! Ma nooooooooo ma daiiiiiiiiiiiiiii ma miiiiiiiiiiii ma che deficienteeee!!!! Ma si può??? Ma dio santo, ma ecco cos'è che non andava!!! Ma che testaaaa!! Ma quando mai 250 g dizucchero nella frollaaaaaa???? Boh cacchio faccio adesso??? Devo diminuire lo zucchero nel ripieno? Devo rifare la frolla?? Domani scrivo un post e chiedo aiuto. Non posso rifare la frolla, dai. Non ho più niente!! Magari se non dico niente nessuno se ne accorge... Ma poi magari è strana e pensano che sono io che non sono capace... Vabbè domani vedo. Miiiiiiii peròòòòò!!!! M aperché devo sempre combinarne una delle mie??

E con questi pensieri, me ne vado a dormire.

E' mattina. Mi alzo, mi stiracchio nel lettone. Guardo fuori e faccio "Bleah" le nebbie di giugno, che palle. Va beh. Vado in cucina, preparo la mia ciotola di frutta e yogurt, perché oggi vorrei stare leggera visti i giorni precedenti che avrebbero dovuto essere di dieta e invece non lo sono stati. Finisco, vado di là, mi lavo, mi vesto, mi siedo al computer. Copio le vostre ricette, leggo le mail, scarico la musica. Controllo gli scontrini, faccio i calcoli delle spese. Ritiro la roba stesa. Che odorino c'è, cosa sarà? Ah sì, forse Ale sta tostando il pane. Bah, aveva detto che non faceva colazione, e si tosta il pane? Più stramba di me quella lì.
Ah ma che palle sto tempo, ma possibile che a giugno sembri novembre?? Veda di finirla che devo andare in spiaggia, io! Ma mizzica, ma quando se l'è tostato, il pane? Non l'ho più vista in cucina... Sembra quasi odore di caffè, se l'avessi messo su penserei che si stia bruciando... Meno male che non l'ho messo su, sarebbe grave se non me lo ricordassi!! No no, sono sicura di non averlo messo su. (flashback... me con un bicchiere in mano... ci sto mettendo lo zucchero... era per il caffè...). Oddio... l'avevo messo su.

Non so se vi è mai capitato di bruciare il caffè, non di dimenticarvelo un pochino, ma di bruciarlo proprio. A me non era mai successo, e cominciare la carriera di bruciatrice lasciandolo 40 MINUTI a fuoco allegramente accesso è sicuramente una carriera più che promettente.

Ne ho passato altri 20 a pulire e raschiare la mia caffettiera italiana, che sembrava diventata un pozzo petrolifero, piena di una sostanza nera come la pece e dura come legno, a cercare di sistemare la guarnizione mezza fusa e ad insultarmi. Io, che sono caffè-dipendente, adesso rischio di stare senza, solo perché la mia testa bacata ogni tanto sciopera!! Beh, da bambina mi chiedevo se fosse così grave bruciare il caffè, quando vedevo mamma correre a spegnere sotto la caffettiera. Che dire, la mia curiosità è stata soddisfatta, e grandemente.

Per l'ultimo elemento negativo aspettate domani, insieme alla torta, d'accordo? Datemi tempo di assimilare gli eventi, altrimenti potrei deprimermi a rileggermi!!! ;););)

Ancora penne all'arrabbiata, per mantenere una promessa... da mani diverse

Devo fare un post post scriptum riguardo alle penne all'arrabbiata, perché stamattina mister Sako mi ha richiamata per chiedermi di andare a studiare/cucinare da lui. Vedo che ci sta prendendo gusto...
Comunque... Abbiamo pranzato con un'insalatona mista (ci si prova entrambi a far la dieta, vedete), poi io ho preparato la torta per Semolino, di cui abbiamo abbiamo festeggiato la laurea stasera. Sapendo che c'era la torta, non pensavo di cenare, o al massimo di tenermi leggera. Ma alle 18 il mister fa "Adesso ti preparo le penne all'arrabbiata!". -.-' -.-' -.-'
Ma le abbiamo mangiate ieri sera!!!! Comunque, non volevo smontarlo visto che voleva mostrarmi la sua maestria, quindi gli ho promesso che le avrei assaggiate e sono andata ad assisterlo. Ecco perché mi aveva chiamata!! Per mostrarmi la sua bravura... ;).
Prima cosa che voleva fare era versare i pelati nella pentola, senza prima mettere né olio nè aglio nè peperoncino. Ma ragazzo, dov'eri ieri quando ti facevo vedere???? Comunque, gli ho dato istruzioni e ha fatto tutto lui. Stavolta aveva comprato i pelati come dicevano tutte le ricette, quindi abbiamo proceduto esattamente come ieri.
Il risultato però... non è stato altrettanto buono. Non do certo la colpa a lui, ma sapete una cosa? Ero tanto preoccupata per sta salsa ma alla fine... La salsa è molto meglio dei pelati!!! Non so se era solo questione di marca, ma stavolta erra molto meno gustoso, e poi i pelati erano più dolciastri. Pooooovero il mio man!!!! Si è accorto anche lui che qualcosa non andava ed era così mortificato!!! Gli ho spiegato che era colpa dei pelati e che avevamo poco peperoncino e lui mi ha detto che aveva comprato i pelati perché io volevo quelli!! Insomma, per consolarlo e assicurargli che era stato bravo, ho mangiato anche io la sua pasta... Che era buona eh, per carità, ma non mi ha entusiasmata come quella di ieri sera, sono sincera. Pelati bocciati, quindi.
Sempre per tirarlo su ho fotografato la sua pasta e gli ho promesso che l'avrei messa sul blog. Questo sì che l'ha fatto contento! Non mi ha più detto che sono matta a fare tutte le foto, e anzi ha cercato (a modo suo...) di abbellire il piatto (rovesciandogli sopra un quintale di prezzemolo... metto la foto per farvi ridere un po' dai). Quindi ecco l'arrabbiata da Sako! Prima lezione di cucina italiana!



Dopo una 'sistemata coreografica'



Dai, direi che se l'è cavata, ma assolutamente non può essere lasciato solo!! Tanto lui dice che gli piace cucinare solo se c'è qualcuno (=io) con lui... quindi... direi che la città è ancora salva! Solo che adesso, quanto se la tira!!!! Ha passato la serata a menarla ad Ale solo perché aveva fatto la pasta all'olio per questioni di tempo. Ah... gli uomini. Armeni, libanesi, italiani... sono sempre gli stessi.

Tuesday, June 16, 2009

Penne all'arrabbiata

Ieri sera sono andata ad occuparmi della cena dell'uomo. Quando c'è Felix, il suo coinquilino tedesco, se la cavano, perché quest'ultimo cucinicchia... Una volta ho assaggiato una sua pasta, e devo dire: era buona! Ma... beh insomma, secondo me poteva avere lo stesso sapore con la metà degli ingredienti che ci aveva messo!!! Aveva fatto un impasto a base di macinata e uova, poi il sugo con pomodoro, aglio, cipolla, e TUTTE le spezie immaginabili... Aveva messo pure melanzane e altre verdure, e mischiato il tutto. Il gusto era di pasta con sugo di melanzane, ma le calorie superavano quelle di 2 porzioni di lasagne!!!
In ogni caso... mangiavano. Adesso che Felix è in vacanza a casa sua, l'uomo reclama. E io vado, perchè ogni volta che ho occasione di mettermi ai fornelli mi sento felice.

Che avevo detto? Che mi sarei messa le mani nei capelli? Beh l'ho fatto... Ma povero, non perché aveva preso una cagata, ma semplicemente perché temevo di fallire e non volevo assolutamente che pensasse che non ero capace a far qualcosa. Alla fine aveva optato per le penne all'arrabbiata perchè non aveva pazienza di aspettare che cuocesse il ragù. Per l'arrabbiata si usano generalmente i pomodori maturi, oppure i pelati. I tempi di cottura sono davvero minimi, giusto il tempo di far asciugare il liquido. Per quetso ieri, quando ho versato la Tomato sauce che aveva comprato, ho lanciato un urlo. Era liquida come acqua!! Oddiosantissimo, e adesso che faccio? Ho pensato. Verrà uno schifo, è liquidissima!!! Non quella bella salsa densa e corposa che volevo io!! Insomma tutta preoccupata a giustificarmi dell'imminente insuccesso gli ho detto che era colpa sua perché non può pretendere che io gli dica che salsa comprare se non so che sugo vuole, e che se verrà cattivo il motivo sarà la salsa e insomma... gliel'ho menata un po'. E poi, invece...

Ingredienti (2 persone):
1 spicchio d'aglio
1 punta di peperoncino fresco
una scatoletta di pelati da 400 g (io ho usato una tomato sauce della Del Monte)
sale
pepe
prezzemolo fresco (io ho usato quello secco)
250 g penne (preferibilmente rigate, perché trattengono meglio il sugo. Ovviamente il mister ha preso quelle lisce... ma cosa ci si può aspettare da uno che chiama 'maccheroni' le tagliatelle???)

Mettete a bollire l'acqua salata per la pasta, e intanto tritate l'aglio e il peperoncino, e metteteli in padella a soffriggere leggermente con un filo d'olio. Occhio a non bruciare l'aglio eh!!



Poi aggiungeteci i pelati col loro liquido, tagliandoli prima a pezzettini. Salate e pepate a piacere, mescolate e lasciate cuocere a fuoco bassissimo con coperchio per circa 5 minuti. Dopodiché scoprite per fare asciugare il liquido e spegnete.

Intanto avrete buttato le penne. Scolatele al dente e conditele col sugo abbondante. Spolverate di prezzemolo fresco e, se lo avete, con del pecorino romano grattugiato.



Da qualche settimana Sako me la menava con ste penne all'arrabbiata, voleva assolutamente che gliele cucinassimo. Io non le avevo mai fatte, così mi ero informata. Come mi sembrava, il sugo all'arrabbiata non è altro che un semplice sugo di pomodoro con peperoncino. Tié, tutto lì?? E chi può impazzire per così poco?? Mah... mi sembra strano...
Fatto sta che io anelavo a preparare lasagne, cannelloni ripieni, maccheroni in crosta e altre mirabilie! Altro che arrabbiata!
Ma ieri arrabbiata è stata, per forza di cose. Io la devo smettere di sottovalutare i sapori semplici, perchè mai, mai e poi mai avrei pensato che anche io sarei impazzita per questo sugo. L'aglio e il peperoncino insieme danno un profumo divino che già mi faceva sperare in bene nonostante la liquidità della salsa, poi il mister ha comprato quella buona, quindi anche se era un po' liquida il sugo è venuto benissimo!!! Lui a forza di sentirmi giustificare e lamentare si aspettava una schifezza, e invece quando l'ha assaggiato ha sgranato gli occhi, mi ha guardata, ha sorriso e ha fatto "Yuuuuuummmmm!!! So tasty!!!! It's great!!! Thank you!!!". Io, che avevo mangiato la pasta di riso a pranzo, e fatto merenda abbondante poco prima di andare da lui, non avevo pensato di mangiare ancora... Ma dopo un po' ho sbattuto gli occhioni, mi sono avvicinata quatta quatta e gli ho detto "Ehm... posso finire la pasta che è avanzata??" e così ho fatto. Ma che buona era????!!!?? Lo dico, ripeto e sottoscrivo: viva la cucina italiana!!!

Monday, June 15, 2009

Gaijina in viaggio... terza tappa: Yiwu, ma siamo in Cina o in Arabia???

Col treno abbiamo percorso tutta la provincia del Zhejiang, tra risaie, distese di prati verdi e cieli azzurri. Da Yiwu ci aspettavamo un piccolo villaggio, e invece altro che piccolo, è una vera città! E a me è piaciuta tantissimo. Siamo andati in hotel e poi siamo usciti per cena. Per andare nella downtown ci siamo fatti portare dal carretto tipico... Avrei voluto fare un video mentre eravamo sopra ma il conducente era troppo simpatico, e chiacchierando mi sono dimenticata.

(vista dall'hotel)



Yiwu è la città dei mercati... e ci sono un sacco di arabi che commerciano lì. Di conseguenza, la città è tutta arabeggiante, le vie sono piene di ristoranti e caffè arabi e nell'aria si espande profumo di shawarma e kebab. A Sako gli arabi non piacciono, perché dice che sono dei ... moroni?... insomma, che guardano le tipe come se non avessero mai visto una ragazza (e in effetti più volte mi sono sentita arrossire sotto lo sguardo insistente e che non lasciava spazio all'immaginazione di parecchi di questi 'signori'...), per cui non si sentiva molto a suo agio. Io invece stavo già scalpitando dalla voglia di un bel kebab del kebabbaro, e non sapevo più dove guardare.

Con Sako è difficile mangiare, non si fida di niente e cambia mille volte idea. Ho perso il conto delle volte che sceglieva un posto, entravamo, ci sedevamo e poi lui cambiava idea e diceva "Andiamo in un altro posto". Io mi sarei vergognata da morire ma lui ha sempre fatto così, e i camerieri cinesi anziché mostrarsi infastiditi ci hanno sempre dato un sacco di suggerimenti riguardo ad altri posti in cui andare.
Anyway, il mio stomaco stava protestando alla grande, per cui dopo 40 minuti che giravamo indecisi, ho scelto io e mi sono seduta in un posto, minacciandolo di svenire se avesse avuto da ridire. E così abbiamo mangiato un bel panino di pollo grigliato io, e un barbecue di kebab lui. Tra l'altro, ho scoperto che quello che io chiamavo kebab, non è il paninazzo o rotolo dei kebabbari ripieno di carne (quella appesa, lo shawarma), ma semplice carne condita, che loro grigliano e servono su un piatto. Non ho fatto foto perché avevo troppa fame.

Al ritorno siamo andati a piedi fino all'hotel, per digerire... Che bella città, c'era un grandissimo parco pieno zeppo di gente seduta per terra, o di famiglie coi bambini che giocavano a volano (qui è molto in voga), o a calciare un aggeggino colorato che rimbalzava. Tutto al buio!! Un sacco di biciclette coi carretti che facevano da taxi, un sacco di scooter, un sacco di banchetti... Insomma mi è piaciuto molto!!


Il giorno dopo Siamo andati ai mercati. Io non ci sarei mai dovuta andare, e voi capirete sicuramente il perché. I mercati di Yiwu non sono mercati normali... si estendono per non so quanti chilometri, e sono al chiuso: una serie infinita di negozietti ordinati in corsie numerate, 6 piani divisi a seconda degli oggetti in vendita, mezz'ora a piedi solo per andare dalla zona della cancelleria a quella delle posate di plastica. Immensi non rende l'idea.



Infatti questa è l'unica foto che ho fatto, perché ho preferito fare dei video che meglio rendevano l'idea della vastità del posto e del tutto comprabile lì. Dico 'comprabile', ma non è esatto... Infatti non ho potuto comprare niente!!! Avete presente tutto il Made in China che si trova dappertutto? In ogni cosa, dai peluche, alle posate, alle carte regalo, alle penne, ai quaderni, ai tovaglioli di carta, alle pentole, alle carte forno o pellicole o alluminio, ai cacciavite, alle sveglie, insomma, qualsiasi cosa?? Beh, la maggior parte viene da lì. Tutti questi negozietti sono di esposizione, nel senso che gli esportatori o i loro agenti vanno, controllano la qualità e si informano sui prezzi, confrontano i negozi uno con l'altro, e se decidono di comprare iniziano la trattativa e ordinano vari container da spedire in Europa, America o chissà dove.
Quindi si poteva comprare solo a quintalate, non certo a pezzi. E io sono quasi impazzita quando ho visto dieci corsie tutte dedicate ai pirottini da muffin e da cioccolatiniiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!! Diecimila colori e disegnini diversi, tutte le grandezze, insieme agli stampi in silicone e a mille teglie... Sako ha dovuto letteralmente trascinarmi via. Ogni video finisce con me che strillo che voglio comprare mentre lui mi tira per le braccia. Insomma... è stata una vera tortura!! Avere il TUTTO a portata di mano e non poter comprare NIENTE. E non si fa!!!

Mi sono consolata al ristorante arabo, per fortuna... Dopo altro tempo interminabile prima di scegliere, il boss ha optato per un posto carino, e devo dire che ci ha azzeccato, perché è stato uno dei pasti migliori. Ha pure ordinato per me e gli è andata bene che ci ha azzeccato perché altrimenti avrei mangiato lui!

Abbiamo cominciato con l'altro tipo di insalata libanese... E ne sono diventata dipendente.



E' semplice insalata di lattuga, pomodori e cipolla con dei crostini di pane arabo abbrustoliti... Avete presente i famori Crostini dorati della San Carlo?? Ecco, uguali.... solo che più sottili. E poi non so con quale spezia era condita... Fatto sta che era favolosa, soprattutto se accompagnata dal......

.....l'hummus!!!!



Un'autentica scoperta per me, che non amo i ceci, mi sarei leccata la scodella. L'hummus in teoria sarebbe dovuto servire per accompagnare il barbecue



di pollo, vitello e agnello (per lui, a me l'agnello non piace), ma io l'ho messo un po' su tutto!!
Anche su questo, ve lo ricordate?? Piatto armeno di pollo e verdure che avevo già mangiato a Guangzhou.



Il tutto ovviamente accompagnato da pane arabo, da tagliare a pezzetti e farcire come dei piccoli panini con hummus e carne,



e per tradizione da un bel bicchiere di yogurt salato



che a me però non è piaciuto.

Io sinceramente avrei tanto voluto provare anche un dolcino tipico ma il mister si lamentava che era troppo pieno e così non mi sono osata a proporre di mangiare ancora... Io non capisco, evidentemente le italiane mangiano tanto perché qui sono tutti sconvolti e strasazi dopo quello che per noi è a malapena un assaggino!!

Mi è dispiaciuto lasciare Yiwu... più che altro per la cucina, visto che ai mercati non potevo comprare.

Adesso resta solo più Ningbo, in cui siamo arrivati tramite pullman e in cui abbiamo trovato pioggia tutti i giorni... Mi lascio l'ultima tappa per un altro momento insieme alle mie riflessioni personali pre-during and post viaggio visto che il mister mi sta chiamando per la terza volta in 10 minuti stamattina, per chiedermi di cucinare per lui oggi. Prima vuole il vero tiramisu italiano con gli ingredienti giusti, poi quando legge il prezzo del mascarpone e non trova i savoiardi dice che allora va bene anche un tiramisu cinese del suo amico. Man, un falso tiramisu te lo so fare pure io, e viene anche buono, ma non sarà più lo stesso!! Poi vuole le penne all'arrabbiata e mi chiede cosa comprare, poi mi richiama perché vuole la carne nel sugo, lui... Gli faccio notare che l'arrabbiata non prevede carne ma lui replica "Who cares???". E piglia sta carne, facciamo un ragù allora!
Scommettete che al posto della passata di pomodoro o pelati che gli ho detto di comprare, ha preso qualche cagata cinese tipo Spaghetti sauce? Anzi l'aveva già presa e gli ho detto di cambiarla, ma quando ci scommettete che quando stasera arriverò da lui mi metterò le mani nei capelli a vedere cos'ha comprato?
Io non li sopporto, gli uomini in cucina. ;)


Gaijina in viaggio... seconda tappa: Shanghai, la New York d'Oriente

Eh sì... sono andata pure a Shanghai! A dire il vero era lei, la mia agognata meta... Ma purtroppo ci ho passato meno di 24 ore! Essendo stato un viaggio di lavoro, ho dovuto adattarmi alle esigenze del 'capo'... Ma ci tornerò, questo è sicuro.

Siamo arrivati in aereo, era già sera e dal taxi ho fatto un sacco di video alla città che vedevo scorrere dai finestrini... Non volevo perdermi nulla!!



Posate le borse in albergo, neanche il tempo di cambiarci ed eravamo già fuori! Sako voleva portarmi in Nanjing lu prima che spegnessero tutte le luci...
Che meraviglia!!! Era sabato sera, la via era piena di gente, piena di luci e negozi, ristorantini, centri, piazzette dove le famiglie portavano i bambini a pattinare! Alberi e parchi, il trenino turistico, e tutto illuminato.



Abbiamo camminato tutta la sera, mentre io guardavo estasiata la bellezza e la ricchezza di questa città. Avrei voluto mille giorni a disposizione per provare tutti i posticini, per sedermi in ogni locale, per entrare in ogni negozio e percorrere ogni via.





Sako voleva portarmi sul battello sul fiume, ma non è stato possibile per via di certi lavori che stanno facendo (tra qualche tempo la città sarà ancora più bella!), quindi per vedere la parte della città nuova, dalla sponda opposta del fiume, siamo andati a bere una cosa in un locale che lui conosceva... E' anche un ostello, molto carino ed economico, ma l'abbiam scoperto solo allora. Si chiama Captain Hostel e per arrivare al locale bisogna prendere l'ascensore. Una volta arrivati, si prende posto sulla terrazza, e da lì si può godere di una magnifica vista della città, sorseggiando un cocktail.



Poi abbiamo girato ancora un bel po', volevamo andare in un locale un po' bellino (lui, voleva andare... io lo seguivo come un cagnolino adorante). Quando siamo arrivati al posto, però, siam scoppiati a ridere vedendo come era vestita la gente che entrava e com'eravamo conciati noi!! Così abbiamo ripiegato su un altro posto, sottoterra e da tutt'altra parte della città. Non era granché, ed eravamo stanchissimi, per cui poi ce ne siamo tornati in albergo.
Peccato non essere riuscita a scattare una foto decente della Tv tower by night perché era proprio bella, ve ne metto una trovata su internet giusto per darvi un'idea!




Il mattino dopo, sveglia, bagagli alla reception e di nuovo in giro! Stavolta siamo andati dall'altra parte della città, la Shanghai nuova...













Grattacieli, Tv tower e la Grand Mall, per la quale sono quasi impazzita... Dopo mesi di abiti e shopping cinesi, all'insegna del risparmio, trovarmi tutt'a un tratto faccia a faccia con cinque piani di vestiti di marca mi ha dato qualche problema!!



Qui dei bimbi stavano disegnando delle magliette...




Stavolta abbiamo mangiato giapponese! Beh oddio... un giappo-cinese... Ma devo dire ottimo!!! Sako è molto attento e va solo in posti che conosce...

Pollo con salsa al curry per lui... (dio mio che bontà!!!)



E zuppa alle verdure per me!!! De-li-zio-sa!!!!



Ed infine via! Di corsa alla stazione, per prendere il superveloce fino a Yiwu. E questa era la stazione... Più che altro sembrava un aeroporto!!! I cinesi hanno fatto delle grandi cose, bisogna proprio riconoscerlo!!



Siamo in viaggio verso Yiwu... tappa numero 3!!



Alla prossima!!


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