Tuesday, January 22, 2013

Gaijina goes to Florida

Sono quasi due mesi che sono tornata in Italia, dai miei. Non ho scritto nulla al riguardo, anche se di cose da dire ne avrei avute, e parecchie. Ho deciso di non scriverle e di viverle, invece. Ho sempre pensato che preferisco avere rimorsi che rimpianti, perché questi ultimi mi fanno una gran paura. Il tempo indietro non torna, quindi voglio vivere tutto quello che sento nel momento in cui mi si presenta davanti. A volte va contro quelli che sono i propri principi, e non si sa cosa fare, ma alla fine vince la paura che il non vivere qualcosa si trasformi in un "Se solo potessi tornare indietro…" e questo non lo posso sopportare.

Mi sembra impossibile che solo pochi mesi fa lavoravo in Cina in una grossa azienda, perché inaspettatamente sono tornata qui e mi sono ri-immersa nella vita pre-Cina con una facilità sbalorditiva. Ho avuto qualche intoppo, più che altro essendo stata fuori ed essendomi persa tutti i nuovi modi di dire italiani del mio gruppo di amici, ma ci è voluto poco per reintegrarsi. E che bello quando tutti capiscono una tua battuta, quando è assolutamente chiaro se si sta scherzando o si è seri, senza che nessuno ci resti male non capendo il mio modo di scherzare! La sensazione è proprio quella di 'tornare a casa, nel proprio mondo'. E non si sta poi così male. Probabilmente dopo qualche tempo mi stuferei e tornerebbe l'insoddisfazione, ma questi due mesi sono stati proprio belli. Sono stata fortunata perché sono tornata in un bel momento, sotto tutti i punti di vista: il tempo è stato clemente, sereno la maggior parte del tempo, gli amici sono pieni di energia, hanno voglia di uscire e di vedersi, alcuni hanno finalmente preso casa. Alcune coppie son scoppiate, alla buon'ora, riportando il gruppo al suo equilibrio originale e alla serenità. Abbiamo fatto una bella vacanza a capodanno, e sono contenta di esserci andata anche se all'inizio pensavo di lasciar perdere. Devo ringraziare mia mamma e gli amici che mi han convinta. ho avuto occasione di sentirmi di nuovo parte della nostra compagnia, come se non me ne fossi mai andata. le risate che mi faccio con loro non me le faccio con nessun altro, e posso essere me stessa. Ho rivalutato tante persone, avuto l'occasione di conoscerne meglio altre, e l'impressione è stata proprio positiva. Voglio impegnarmi di più a coltivare le mie amicizie di qui perché mi fanno davvero sentire a casa e divertire da matti. 

Una nota la devo anche scrivere a riguardo di mio padre. Se sono stata tanto bene qui, è stato molto grazie a lui. Di solito poco comunicativo, spesso lamentoso e cattivello, non ha mai fatto veramente parte della famiglia. Non ci ha mai fatto mancare niente, ma non ha mai partecipato a nulla che ci riguardasse, col risultato di essere escluso dal nucleo familiare formato da noi tre donne. Noi ci siamo abituate a vedere in lui qualcuno pronto a discutere, con cui fare attenzione al modo in cui si parla, a fare piani su come prenderlo per non causare una reazione negativa, a cui era necessario nascondere molte cose, per il quieto vivere. A volte, dopo anni di questa vita, mio padre ha provato a inserirsi nei nostri discorsi, a chiedere chi fosse quella o quell'altra persona, e questo ci infastidiva perché non eravamo abituate e il suo modo di porsi non era cortese o interessato, risultava solo inquisitore. Dal completo menefreghismo alternava momenti di interrogatorio puro, che ci mettevano nel panico e sfociavano poi in discussioni e il pianto di una di noi tre. 

E' stato un processo lento ma costante, ma in questi due mesi ho realizzato qualcosa che fino a prima giudicavo irrealizzabile. Non so ancora se sarà definitivo, ma lo spero tanto perché ne vale la pena. Ho cercato di mettere al corrente mio padre, fin da subito, di tutto ciò che era nuovo e di cui si sarebbe parlato in famiglia, in modo che, sentendone parlare poi, sapesse già di cosa si stesse parlando e potesse fare domande pertinenti. Mi sono sforzata di tenerlo aggiornato su tutto, quanto faccio con mia madre, che vedo e con cui parlo più spesso. L'ho coinvolto in tutto ciò che ho fatto, dal principio, col risultato che non solo mi ha aiutata dovunque ha potuto, ma ha anche iniziato a parlare con noi, a partecipare alle nostre chiacchierate, con un fare totalmente diverso dal suo solito. Si è creato così un rapporto molto più leggero, più amichevole, anche con mia madre e mia sorella, e anche dove non ci troviamo d'accordo, nessuno si incattivisce e si finisce sempre col fare una battuta e un mezzo sorriso. Alla fine non ci voleva molto, bisognava solo accettarlo come parte integrante della famiglia e abituarsi alla sua presenza. E anche lui, sapendo cosa succede alle sue figlie e a sua moglie, chiede, si informa, aiuta e partecipa alle nostre vite. 

E' uno dei successi più belli che abbia mai ottenuto. Non sono mai stata tanto bene in famiglia. Spero che le due donne di casa riescano a continuare a coinvolgerlo dopo la mia partenza, perché alla fine viviamo meglio tutti. Forse perché ci vede finalmente come adulte quanto lui, ha cominciato a trattarci in modo diverso, quasi da pari a pari. Per la prima volta nella mia vita di quasi 28enne, mi sono sentita parte di una famiglia vera, di quelle belle che invidiavo alle mie compagne a scuola.

Anche con mia sorella il rapporto è migliorato molto. Per la prima volta non abbiamo mai litigato, lei è stata carinissima, per il suo compleanno le ho fatto una mega torta e ci siamo sbronzate di brutto, poi lo scorso sabato mi ha portata dalla sua parrucchiera e non mi ha fatta pagare, poi lo stesso pomeriggio mi ha trascinata dal fotografo e abbiamo fatto un servizio fotografico per avere delle foto nostre da regalare a mamma… Quanto sarà contenta quando le vedrà! All'inizio eravamo imbarazzatissime, poi abbian preso a fare le stupide e alla fine ci siamo anche divertite. 

E la mamma… beh che dire, la mamma è sempre la mamma. Ho cercato di essere sempre paziente e di insegnarle a usare l'iPad con cui adesso si sfida pure col mio Prof. Bear e altri amici a Ruzzle, ma la vedo felice di avermi qui e mi coccola tantissimo. 

Il Prof. ha scritto una lettera ai miei, per presentarsi formalmente e tranquillizzarli un po'. L'ha scritta tutta in italiano (se l'è fatta tradurre dalla mia amica), e lei si è commossa e gli ha risposto e così adesso sono in contatto. Sta anche studiando inglese, e lo fa per me e questa è una dimostrazione enorme di amore materno. Una donna di 61 anni che si mette a studiare inglese su Livemocha e a fare i compiti e le lezioni e a registrarsi è tenerissima!!!! Insomma dai!!! Solo una mamma (e non tutte) lo farebbe.

Ho avuto anche qualche momento di crisi, realizzando cosa porterà la decisione che sto prendendo. Il pensiero di cominciare una vita negli USA se vissuto giorno per giorno non spaventa, è eccitante, ma se penso a come sarà se tutto dovesse andare bene, allora spaventa un po'. Nulla è come ho sempre immaginato. I miei che conosceranno i nipotini su Skype, e li vedranno poche volte, dopo un viaggio di parecchie ore. I miei che invecchiano e avranno bisogno di cure, e io sarò lontana e mia sorella dovrà occuparsene da sola. Crescere una famiglia in un Paese che non è il mio, avere pochi giorni di vacanza, poche occasioni per vedere i vecchi amici e la famiglia, e ogni volta affrontando le spese di viaggio. Tutto questo mi ha spaventata non poco, soprattutto se comparato con la facilità di tutto qui. Ho gli amici, ho la famiglia, conosco tutto e mi sento sicura. E c'è il mio ex ragazzo che è finalmente uscito da una relazione sbagliata, e con cui dopo cinque anni c'è ancora la stessa identica complicità che c'era allora. 

I classici bivi, avete presente? Il sentiero al lato del bosco, soleggiato, fiorito, senza intralci; e la via scura, un passaggio impervio, buio e con molte difficoltà. Sono li davanti e io devo solo prenderne uno. E il sentiero è così allettante! Sono stanca e sarebbe la via perfetta e renderebbe felici moltissime persone. Però io la via facile non l'ho mai scelta, e non l'ho fatto nemmeno questa volta. Non l'abbandonerò senza almeno averci provato. 

Devo ringraziare il mio Prof. Bear, che deve aver intuito il mio stato d'animo nervosetto (mi sono messa a piangere al telefono senza motivo) quando lui non trovava lavoro ed eravamo già a fine dicembre e io non avevo idea di quanto ancora ci sarebbe voluto per poterlo raggiungere), e mi ha scritto delle bellissime parole, quelle di cui avevo bisogno, e mi ha chiesto di raggiungerlo il prima possibile, senza aspettare che lui trovi un impiego. "When you are together and happy things can work out differently than when you are apart and sad", mi ha scritto. E lo stesso mi ha scritto sua mamma. E non avete idea di quanto il mio umore si sia trasformato non appena ho avuto una data! Sapere quando partirò mi ha risollevato il morale incredibilmente!

E cosi, dopodomani partirò per la mia nuova avventura. I rischi sono parecchi, ma questa avventura l'abbiamo cominciata insieme e mi sembra giusto stare insieme anche nella merda, se serve. Io qui non faccio nulla in attesa di partire e mi innervosivo solo. Vedremo come andrà, e incrociamo le dita. Siamo entrambi pronti a fare qualsiasi cosa, abbiamo esperienza e voglia di darci da fare, dobbiamo solo trovare qualcuno che lo capisca e ci voglia aiutare a cominciare.

Il posto in cui lo raggiungerò si chiama Delray Beach, Florida, a circa 45 minuti a nord di Miami. Probabilmente ci sposteremo verso sud, a Fort Lauderdale, dopo sembrano esserci più opportunità lavorative. 

Il posto sembra delizioso e il Prof. mi ha già piantato un sacco di erbe nel piccolo patio davanti a casa: basilico italiano e tailandese, pomodori, rosmarino, salvia, menta, peperoncini, e altre erbe che non vedo l'ora di assaggiare come una menta al limone che sembra perfetta per i cocktail e una salvia all'ananas che mi ispira da matti.

So che sarà difficile tornare a una convivenza con un uomo, dopo due mesi a casa mia, e che non potrò neanche dettar legge più di tanto, essendo l'ultima arrivata. Speriamo di farcela senza carneficine… ;)

Comunque vi terrò aggiornate, con foto e news sulla mia nuova città. Per adesso vi dico solo che abbiamo già in programma due viaggi a febbraio: uno a Orlando, dove incontreremo la sorella del Professore col marito e le due bimbe (lei ha 1 anno più di me ed è incinta del terzo… sembra una modella) per una cena, e poi a New Orleans dove siamo stati invitati da un suo cugino per il Carnevale. Non vedo l'ora!!! 

E, vi ricordate la mia amica di avventure cinesi? Beh, lei è in California, sposata e adesso pure assunta! Non siamo proprio vicine ma è già un gran passo. Abbiamo solo 5 stat americani che ci separano!

Insomma, qui le ultime novità senza tediarvi con le mie mille seghe mentali dei mesi passati. La cosa importante è che sto bene, sono felice, sono pronta, energica, innamorata, ottimista. E non ho rimpianti.

Monday, January 14, 2013

Flourless Peanut Butter (Chocolate Chips) Cookies (Biscotti al burro d'arachidi senza farina)

Non so quanti si ricordano del mio piccolo problema di dipendenza, di cui avevo già accennato quiqui e soprattutto qui, ma non sono ancora guarita. Mi sono allontanata dal corpo del delitto, ho fatto finta di niente, ma quando le cose vengono… Io dico che era destino, e dico anche che sono destinata a morire sommersa da un mare di burro d'arachidi che non riuscirò a inghiottire abbastanza in fretta per impedirgli di schiacciarmi.
Approfittando che mio padre poche sere fa ha tirato fuori che lui NON HA MAI ASSAGGIATO IL BURRO D'ARACHIDI, io subito me ne sono uscita con un: "Non è possibile!!!! Lo DEVI assaggiare!! Domani vado a comprarlo!". E non ho perso mica tempo. Problemino, all'Auchan non lo trovavo, anche se ero sicura di averlo già comprato li, e poi alla fine mi sono ricordata che lo tengono nel reparto frigo con latte e burro. Non l'ho mai capita, questa… Perché mai si ostinano a tenerlo al freddo quando sul barattolo c'è chiaramente scritto "Dopo l'apertura, conservare in frigorifero". Così son tornata a casa ed era un blocco di ghiaccio giallo ocra. In più, non ci sono qui i barattoloni americani, te lo vendono in piccole confezioni da manco 400 grammi!
Va beh, meglio così, perché mi ci ero già attaccata prima ancora di svuotare le borse. son riuscita a fermarmi ma ho pensato che ero rovinata se l'avevo in casa, e sapevo già che sarebbe finita che avrei informato mio padre della presenza della droga in casa, lui ne avrebbe preso atto, ma non l'avrebbe toccato per giorni e giorni… Mentre io ci avrei fatto sogni su sogni di giorno e di notte. E alla fine avrei ceduto e l'avrei fatto fuori. E ovviamente, la sera stessa del giorno in cui io avrei ceduto, lui avrebbe avuto voglia di burro d'arachidi, lo avrebbe cercato, non trovato, chiesto al riguardo e tutti avrebbero guardato me e scoperto che mi faccio di peanut butter. SÍ, MI FACCIO DI PEANUT BUTTER! Di tanto in tanto, con dosi di 400 grammi a serata, ma solo occasionalmente. insomma, non sono drogata finché non mi fornite la materia prima.
Onde evitare tutto ciò, mi sono ricordata di una ricetta che avevo in archivio da settimane, e che non avevo ancora provato perché vivevo da sola e non volevo fornirmi, appunto, la materia prima di cui parlavamo su. E per produrre la ricetta, avrei dovuto far fuori quasi tutto il barattolo comprato, lasciandone giusto un pochettino da assaggiare a mio papà.
E cosi mi son messa al lavoro, con leccate varie di tanto in tanto, nel frattempo mio padre è arrivato, gli ho ficcato in bocca il cucchiaio di burro d'arachidi, ovviamente gli è piaciuto, poi mi ha chiesto cosa stavo facendo, gli ho detto dei biscotti, e il suo commento è stato: "Perché? non è già buono così?". Si, ma fidati, gli ho detto.
Neanche 15 minuti dopo gli portavo su un piattino 3 dei biscottini più profumati che abbia mai prodotto. Lui: "Ma nolo, che è quasi ora di mangiare…!". Cinque minuti dopo sono passata e i biscottini non c'erano più. Se li sarà presi il gatto…..
Allora io la ricetta l'ho presa da qui, poi l'ho vista simile da Araba Felice qui che l'ha presa da Martha Stewart. Insomma alla fine mi son decisa a provarla pure io, e meno male!!! Ho seguito la ricetta di Araba Felice per comodità, essendo le dosi in grammi, poi ho fatto delle piccole variazioni. Li ho rifatti in doppia dose pochi giorni dopo la prima sfornata. che dire………. profumatissimi, buonissimi, morbidissimi, quasi cremosi, addictive-issimi. Da sballo. Una droga."Di quelle cose che, anche se non ce la fai più, continueresti a mangiarne a palla" (cit. Willy, bf).
Ma quanto chiacchiero!!! Forse perché ho un piccolo indizio su quando raggiungerò il mio Professor Bear?? Ehhh no! Adesso vi cuccate i biscotti, per le mie news dovrete aspettare! Scaramanzia, si chiama. se siete fortunate, ve le potrete leggere davanti a un bel vassoio pieno di questi bocconcini di paradiso.

Flourless Peanut Butter Cookies 6


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...