Wednesday, December 2, 2020

9 kg di Perfezione

Sono innamorata persa di mia figlia. Non sopporto che stia crescendo cosí in fretta, ogni giorno impara una parola nuova, non faccio in tempo a registrare le cose nuove che è già passata a un'altra fase. Sto facendo del mio meglio per insegnarle più italiano che posso, e noto che nei giorni passati a casa c'è un netto miglioramento, perché io son quella che le parla di più, fuori dalla scuola. Ha dei boccoli morbidissimi di un colore meraviglioso, un biondo tiepido ma brillante, un po' rosato. La radice invece è liscia. Ha ancora 7 denti, e credo che le stia per spuntare i canini di sopra (e il quarto incisivo laterale di sotto?!?? Dove sarà?).

È la dolcezza fatta bambina, riesce a farmi sciogliere il cuore ogni giorno, e allo stesso tempo è forte e determinata. Lei ascolta. Ascolta quello che le dico, e capisce. Sento che saremo amiche. E questa è un'enorme sorpresa per me, che avevo paura che con una figlia mi sarei scontrata. Invece, ho problemi col maschietto, che tutti dicevano sarebbe stato un "mama's boy". Per ora sta andando tutto al contrario, lei è mammona e lui è tutto per papà. La vado a prendere e lei mi si butta addosso, poi prima che la metta in macchina mi appoggia la testa alla spalla per una coccola, e trovo difficilissimo interrompere questo momento per andare a casa. A casa, vuole il latte, mi siedo sul divano e lei si mette a cavalcioni sopra di me, e mi rilasso. È uno dei miei momenti preferiti, mi sento mamma, mi sento utile, voluta, felice. Mi annuso la mia bambina, le accarezzo i capelli, i piedini, la schiena, vedo quanto è perfetta. È cosí femmina! Ha un grande amore per i sandali, per i vestiti, e adesso anche per le cose per capelli. La sera ho preso a farle i massaggi e lei se li gode con un mezzo sorriso e la bocca un po' aperta. Quando le dico di dare la buonanotte a Tristan e papà, lei parte nel suo pigiamino e va a offrire il palmo della mano a entrambi, perché lo bacino (mi fa scassare!), poi dice "bye byeee", mi prende per mano e andiamo in cameretta  a scegliere un libro. Mi siedo sulla poltrona, lei accoccolata a me, e leggiamo. Quando cerca la copertina capisco che è pronta, lei si gira e mi si accoccola giusto il tempo per stringermela un pochino, poi indica il lettino, cosí la metto giù. Le do i suoi pupazzi, le ripeto quanto la adoro, e le do la buonanotte. 

Questo periodo è meraviglioso, so che non dura per sempre, ma prego che rallenti, perché non ho nessuna fretta di vederla crescere. È cosí speciale, spero che non cambi mai, è perfetta. La mia Tillina.

Adesso dice perfettamente "Tristan" e anche "Matilde(a)". 

Shame

Li chiamano I “terrible twos” ma si sbagliano. Non sono niente in confronto ai terrible 4. Non so come si faccia ad amare tanto un essere umano che ti spinge al limite, ancora, ancora, ancora. Sono sempre stata musona, dopo un litigio o un battibecco ci mette un po’ a passarmi, ma con Tristan ho imparato il significato di ‘amore incondizionato’. È letteralmente incondizionato da qualsiasi elemento o comportamento, non importa quanto cattivo: l’amore non cambia. Mi chiedo se sarà sempre cosí, o a che punto possa cambiare. Quando i figli diventano adulti? Quando ci deludono e non hanno piu la scusa di essere bambini? Quando lo fanno deliberatamente, sapendo quanto ci fanno soffrire? Per adesso la cosa non mi riguarda, perche mi basta uno sguardo pentito, un mezzo sorriso, un occhio angosciato, e la rabbia evapora. Svanisce tutta, come per magia, e resta solo la voglia di prendermi il mio bambino e abbracciarlo, per proteggerlo dai demoni che ogni tanto prendono il sopravvento e che non mi so spiegare. Stiamo attraversando un periodo difficile, e non sono sicura che lo stiamo affrontando al meglio. Sono confusa, sono basita, e sono spaventata. Mi chiedo se sia normale, e la riposta che mi do continua a cambiare.

Tristan è geloso, questo lo so. Ne ha ragione, o forse lo credo per via del mio senso di colpa, perché lavoro e passo davvero troppo poco tempo con lui. Prima tutto quell poco tempo lo dedicavo a lui, ora invece c’è anche Matilde, e anche me stessa. Quella persona che per 4 anni si era dimenticata di esistere si è svegliata e si è ricordata che esiste anche lei, che prima che arrivassero i figli era una donna, e una moglie, e da febbraio si ritaglia 30 minuti 5 giorni a settimana per allenarsi, e per sentirsi meglio. Ho messo da parte il senso di colpa e mi sono presa del tempo per me. Non troppo, eppure sembra tantissimo adesso che sono tornata a lavorare in ufficio e che torno a casa più tardi. Sembra tantissimo quando il tempo totale che posso passare coi miei figli si reduce a meno di 3 ore ogni notte (le lott… ehm.. le preparazioni mattutine non contano). Sembra tantissimo quando 2 di quelle tre ore trascorrono con capricci e scene isteriche che ci lasciano senza parole. 

Tristan è un bambino meraviglioso quando vuole. È educato, gentile, generoso, allegro, socievole, curioso, affettuoso. Eppure, ultimamente, quando gli si dice di no impazzisce. Non ascolta e provoca la lotta. Gli si scatena una rabbia dentro che è incontenibile. Io mi chiedo che motivo abbia un bambino di 4 anni da giustificare tutta questa rabbia. Parlo con altre mamme, e mi dicono che hanno gli stessi problemi, eppure quando queste scenate succedono, a me sembra ci sia altro, più a fondo, per tutta questa rabbia. I capricci sono normali, ma qui non si tratta solo di quello… è come se lui cercasse il confronto per avere la scusa e far uscire questa rabbia intenso che lo corrode. Non lo capisco. Va in uno stato particolare dove non gli si può parlare perché strilla di rabbia cosí forte che non ci si sente parlare, e più gli si parla più urla di non parlargli e di lasciarlo solo, però se lo si lascia solo ti cerca e chiede di non andartene. Torni e ti riurla di non guardarlo e non parlargli. Non ne fai una giusta insomma. Non vuole la risoluzione del conflitto, anche se gli si offre la possibilità. Gli parli con calma, cerchi di ragionarci, urli, lo ignori, ma nulla funziona. Poi, cosí com'è cominciata, la crisi passa. All’improvviso ti lascia avvicinare e allora torna normale. Torna in sé, ascolta, si pente, si scusa, capisce, fa quello che deve fare, e accetta il perdono. Eppure, la scena si ripete alla prossima occasione, come se ciò che è appena successo non gli avesse insegnato niente. 

Ieri l’ho preso da scuola, e in macchina e successa una cosa bellsisma: è riuscito a pronunciare il suogo “g” di gatto. E un impedimento che ha, dovuto al frenulo sotto la lingua che è troppo corto e che gli sta causando problemi a parlare chiaramente. Ero felicissima e orgogliosa come un pavone, e lui era contento di vedermi felice, e continuava a chiedermi se il mio cuore era pieno di felicità, e se ero orgogliosa. Un bambino dolcissimo.

Ieri sera poi aveva dei compiti da fare, che non ha fatto prima di cena perche voleva guardare la televisione e, visto che io ero impegnata a preparare cena, non ho insistito visto che tanto non lo potevo seguire. Dopo cena era di nuovo davanti alla tv, cosi gli ho proposto di venire a fare i compiti e tenermi compagnia mentre lavavo i piatti, cosi lo avrei potuto aiutare. Mi ha continuato ad ignorare, cosí ho iniziato a dirgli di mettere il cartone in pausa altrimenti avrei spento la tv. Gliel’avrò ripetuto dieci volte senza risultato. Alla fine prende il telecomando e lo fa cadere e, anziché raccoglierlo e mettere in pausa ha iniziato a strisciare sui cuscini e farsi scivolare perdendo un sacco di tempo mentre io aspettavo. Ho contato fino a tre e ho spento. Apriti cielo. Scenata #1. Io cercavo di parlargli e dirgli di venire a fare i compiti in fretta cosi avrebbe potuto finire il cartone dopo, e lui continuava a scappare e a urlare che era arrabbiato e di non parlargli. Torna suo padre dalla passeggiata con Matilde e me la molla, mentre l’altro continua a fare il matto. Vado in bagno e chiudo la porta mentre lavo Mati, visto che questo dovrebbe essere “quiet time”. Tristan arriva, apre la porta e si  mette a urlarci davanti di tenere la porta aperta. Suo padre dopo aver provato a parlargli rinuncia anche lui e si chiude in camera, cosí Tristan urla pure a lui di aprirgli la porta. Apro la porta per uscire e vado in camera, e lui mi segue urlando. Suo padre gli dice di calmarsi altrimenti non può entrare, ma non serve a niente, e alla fine lo mette in camera sua dicendogli di non uscire da lí. Andiamo avanti cosí fino a che non porto Mati in camera per dormire e chiudo la porta, lui esce di camera e sempre urlando mi apre la porta. Gli dico che se si calma può entrare ma lui non sente, non vede, e nella sua ‘zona matta’ ed è impossible farsi ascoltare. Adam esce e lo porta in garage o in camera e si arrabbia, perde le staffe. L’altro urla e dice che non vuole ma ricomincia non appena Adam cede. È snervante. Alla fine sento che Adam usa un approccio diverso, lo blocca fisicamente e lo costringe a farsi ascoltare, finche luI si calma (dopo mille urla e una lotta fisica). Quando metto a letto Mati li trovo che fanno i compiti. Finiti quelli, comincia un’altra scenata perche lui vuole uno snack, ma ormai è troppo tardi quindi gli diciamo di no. Questa ce la scampiamo grazie alla distrazione, e alla fine e a letto che dorme. Alle 22.30 sentiamo delle lagne ed è lui, che piagnucola e si lagna nel sonno. La cosa mi fa quasi ridere perche questo tono lagnoso e proprio insopportabile, e mi sento male perche penso che sta sognando il litigio che ha lasciato incompleto, perché si è addormentato prima che io potessi salutarlo.

Alla fine si sveglia scalciando e piagnucolando e mi accorgo che ha il naso chiuso, e del muco. Passiamo la notte a implrarlo di farsi soffiare il naso, o di prendere un cucchiaino di miele, o di smettere di piangere visto che lamenta un mal di testa. Lo portiamo fuori per calmarlo, lui si calma ma poi riprende. Alla fine inizia a dire che ha mal di testa, poi che ha male all’orecchio. Non so neanche se credergli più. Gli do medicina e lui si calma, e alla fine va a dormire in salotto con suo padre, ma lo sento ancora parlare all’una e mezza. Alle due sto per addormentarmi e sento l’altra che piange. Si è svegliata con tutto quel trambusto ma si era limitata a dare calci al lettino. Adesso, anziché lasciare che si calmi da sola, vado dentro perche non voglio che svegli lui. Si sveglia di nuovo un’ora dopo. Alla 6 lui si sveglia ripetendo a non finire “I want daddy I want daddy”. Non riesco a intervenire, è inutile, è un disco rotto. Riesco a distrarlo e a fargli fare colazione e vestirsi. Siamo in ritardo, tremendo ritardo. Mati ha fame, non vuole entrare nel seggiolino, strilla, io apro la porta del garage e lui comincia a piangere e urlare che c’è puzza e a tapparsi il naso. Io ho il naso fino, non c'è nessuna puzza. Gli dico di salire in macchina e lui non ascolta, poi mi urla “GET OUT OF MY WAYYYY” mentre io ero chinata a legare Matilde. Io perdo la ragione perche non sopporto questa mancanza di rispetto. Sale in macchina e continua cosí, poi non vuole la musica, io che sono pronta a sbattere la testa contro qualsiasi muro che incontro. Piove a dirotto e le sue urla mi distraggono. Penso che non voglio fare un accidente per colpa di questa urla che mi straziano. Poi, all’improvviso, il silenzio. Io non dico una parola, e mi dispiace perche in macchina vorrei cantare e chiacchierare prima di mollare i miei bimbi a scuola. Matilde assiste a tutte queste scene e chissà cosa pensa. Mi dispiace per lei che deve sentire tutte ste urla, e magari pensa sia normale.

Arriviamo a scuola e lui, come se niente fosse, mi dice “Mommy, look! Yesterday there was a duck there!”.

Che cosa faccio?!?? Siamo noi? Perché quello che provo la maggior parte delle volte dopo che la tempesta si calma, è vergogna?


Update: dopo essere arrivati al fondo, per qualche settimana Tristan sembrava essersi un po' calmato. Capricci normali, come un bambino di 4 anni, ma niente scene isteriche. Ne ha fatte un paio la settimana scorsa... E ogni tanto ci riprova. Se noi siamo stanchi e sbagliamo atteggiamento, è finita. So che gli manco, perché ultimamente suo padre sta con lui fino a che si addormenta mentre io cucino o faccio qualcosa, ma ieri Adam era di pessimo umore e l'ha mandato a cagare al primo accenno di capriccio, cosí è toccata a me. Ero pronta ad allenarmi e invece ho fatto la mamma. Ero contenta e sono riuscita a gestirlo bene. L'ho addormentato raccontandogli degli aneddoti di quando ero bambina, e quando si è svegliato stamattina era un mammone.  


Thursday, November 12, 2020

Amore e gelosia, lacrime e capricci

Caro Tristan,

Amore Mio, se mai leggerai questo post, forse ti renderai conto dell'amore che provo per te. O forse no, dovrai diventare padre per capirlo, per capire questo amore incondizionato che non cambia e non diminuisce per nessun motivo, nulla lo può scalfire. Non i capricci, non le ore a ripetere la stessa richiesta in tono lagnante dopo parecchi "no", non le urla isteriche di cui ci grazi ultimamente, non le scenate vergognose che avvengono in media due volte al giorno, non gli sguardi carichi di rabbia che storpiano il tuo bel faccino.

Questo è certamente il periodo più duro con te. Ci stai mettendo seriamente alla prova, tutti i giorni, ad ogni occasione. Ci arrabbiamo, ci preoccupiamo, non sappiamo come gestire la situazione, dubitiamo dei nostri metodi, e infine ci angosciamo sentendoci in colpa.

Voglio dirti che ti vedo, ti sento, ti ascolto. So che stai provando delle emozioni nuove che non sai gestire. So che patisci per le attenzioni che riceve Matilde, per il tempo che dedichiamo a lei. So che ti senti grande ma a volte vorresti essere piccolo per godere delle stesse attenzioni, perché sentirsi dire "Ormai sei grande" non è quello che ti serve, ma allo stesso tempo è umiliante sentirsi trattato come un piccolo, a meno che non sia tu a richiederlo.

Capisco tutto questo. Lo capisco perché ci sono passata, e anche se sono ormai 30 anni me lo ricordo come fosse ieri. Sono emozioni forti, e forse te le ricorderai anche tu.

Vorrei esserci di più, per avere più tempo per entrambi. Vorrei avere i nonni vicini, per potergli lasciare Matilde e poter fare qualcosa solo io a te, per venirti a prendere un giorno all'asilo e dirti "Andiamo al ristorante o a prenderci una cioccolata calda io e te?!" e vedere il tuo viso illuminarsi.

Voglio dirti che sei amato, sei stato voluto tantissimo, e non c'è giorno, ora o momento che io rimpianga l'averti qui. 

Soffro, a vederti soffrire, a non sapere qual è il metodo giusto, posso solo sperare che questa fase passi, per il bene di entrambi.

Spero un giorno di avere con te il rapporto che hai con papà, anziché cozzarci con le nostre capetoste, mentre tu impari l'umiltà io sto imparando la maturità.

Avrei voluto terminare con una frase struggente per dirti quanto ti voglio bene ma hai appena cominciato con un altro capriccio perché vuoi guardare più TV anziché lavarti i denti e andare a dormire quindi... Scheeeeeerzo. Certo che ti voglio bene, ma devo intervenire quindi termino qui.


Thursday, October 22, 2020

15 mesi

Oggi, a quindici mesi, ti sei addormentata in braccio a me. Era da tantissimo che non succedeva. So che dovrei metterti giù, perché è l'unico momento in cui potrei fare qualcosa, ma non lo faccio. Mi piace stare qui, guardarti, contare le tue ciglia, osservare ogni piccolo dettaglio del tuo viso, notare una palpebra un po' rossa, il taglio sul nasino, la guancia appoggiata a me, e vederti serena. Mi piace l'idea che su di me ti senti al sicuro. Tutti incoraggiano all'indipendenza, al dormire da soli, ma ogni tanto è anche bello dimenticarsene e godersi questi piccoli momenti, finché esistono. Sei bellissima, sei perfetta, sei mia. Ci intendiamo alla perfezione io e te. Non c'è bisogno di parole, so sempre cosa vuoi, cosa pensi, perché piangi. C'è una connessione tutta speciale. Anche se stai iniziando davvero a farti capire, conosci un sacco di parole oltre a ripetere tutto ciò che senti. Mela, pappa, tato e tata (è cosí che ti riferisci a te stessa e a Tristan, perché senti me chiamarvi cosí), pasta, all done, amo, ciao, hello, bye bye, dirt, mamma, papà, Tristan, mine, mia, I love you, nanna, no, sí, bird, acqua, milk, latte, duck, dog, gatto, e probabilmente altre che non mi vengono in mente.

Oggi sei a casa perché sembra tu abbia una forma leggera di hand foot mouth disease, e sei bravissima. Tutti in Italia dicono che sei uguale a me da piccola, e io sono tutta contenta. Ho sempre voluto un maschietto che fosse la copia del papà e una femmina che assomigliasse a me, e sembra che sia andata proprio cosí. Ti piacciono i libri e sei molto osservatrice, impari dopo una sola dimostrazione, credo che sarai una persona brillante.

Insomma non potresti rendermi più felice di quanto fai. Il tredicesimo mese è stato meraviglioso, eri la bambina più facile del mondo, mangiavi, dormivi, eri sempre sana come un pesce, la mattina ti sedevi da sola nel seggiolino. Adesso cominci a rifiutarti e ad essere più difficile nel mangiare, e ti stai svegliando parecchio la notte, però stai anche sviluppando una bella personalità. Peccato che tu abbia il pessimo esempio di un quattrenne nella fase più capricciosa fin adesso... E inizi a copiare pure lui. I no, i rutti finti, il buttare le cose. Ti basta guardarlo una volta per ripetere. E lui ovviamente lo trova divertente e non si fa scrupoli a istigarti ancora di più. Ti fa sempre arrabbiare e tu fai arrabbiare lui, se però non lo vedi per qualche tempo poi sei contenta e lo vai ad abbracciare.

Sono una mamma fortunata.

Saturday, August 29, 2020

Nella mente di un quattrenne

Chiacchierando in macchina mentre andiamo a scuola.


“Mommy, on July 30 I’ll go on fire”

“Whaaat? What do you mean?”

“I can’t tell you. It’s a secret”

“You can tell mommy any secret”

“All right... I have fire in my bones. But it only works if I want to. Is July 30 coming tomorrow?”

“No, but in 2 days it’ll be August 30. Are you sure it’s not August 30?”

“No... When is July 30?”

“It was a month ago... you have to wait a year for the next one”

“Mmhh... when is it a good time to go on fire?”

“Ahem... why would you want to go on fire at all?!?”

“Eh... I can’t tell you. I just can! But only if I want to”


Troppa TV?

Primi passi e grandi passi

 Il 19 agosto Matings ha camminato per la prima volta e io, piccola Cenerentola sempre in cucina, me la sono persa -.-'.

Per fortuna che il giorno dopo l'ha fatto di nuovo, cosí senza pensarci, si è staccata dal divano e ha fatto un paio di passettini per prendere un gioco. Io ho strillato eccitata e lei ha capito e ha preso a tornare al divano e a fare qualche passettino. Dopo un po' mi sono allontanata e le ho teso le mani e lei ha camminato fino a raggiungermi a braccia aperte ed entrambe ridacchiavamo come due scolarette! È stato bellissimo. Adesso ogni volta che si mette in piedi da sola o cammina ci guarda piena di aspettativa perché vuole una reazione. Tristan ha camminato dopo un po' che si tirava su da solo e stava in piedi in equilibrio, lei invece ha fatto il contrario: solo dopo i primi passi ha iniziato a tirarsi su da sola. Alla fine hanno camminato entrambi passati i 12 mesi, lei quasi 13.

Mati è una bambina molto intelligente. Lo capisco perché quando le leggo Cappuccetto Rosso lei bussa quando giro la pagina, prima ancora che io legga la frase "Bussò alla porta". È sveglia perché cerca di mettersi la calze e la scarpe da sola, e sa dove si mette la mia pinza per capelli. Ieri le stavo leggendo un libro in cui c'era uno starnuto e lei è scesa ed è andata dal suo 'walker' a forma di leone che se gli schiacci il naso starnutisce. Ci intendiamo benissimo, la capisco cosí, senza sforzo. Quasi sempre so cosa vuole o cosa vuole dire. Adesso ha capito come funziona il sapone e mette una mano sotto mentre con l'altra cerca di schiacciare il dispenser. 

La mia piccina è coraggiosa, è una tosta. Giovedì l'abbiamo portata a fare una frenectomy sotto la lingua e al labbro superiore. È stata dura per me. Non la parte dell'operazione, che si fa dal dentista quindi se ti fidi del chirurgo sei a posto, la parte difficile è stata dopo, quando lei ha due ferite aperte e lui ti fa vedere come fare gli stretches, che vanno fatti ogni 6 ore per 4 settimane, poi meno sovente per un totale di 8 settimane. Gli stretches servono a impedire che la ferita si richiuda troppo velocemente, quindi in pratica la mantengono aperta e la devo ingrandire, per dare tempo a cellula nuove di formarsi nello spazio aperto. Se non si fanno si rischia che si richiuda esattamente com'era prima, e si sia fatta l'operazione per niente. E stiamo parlando di $1,280 di operazione, mica $50. Lo metto lí perché sarà interessante fra qualche decennio vedere quanto costavano queste cose. Insomma il dottore mi ha insegnato ma ovviamente lei urlava disperata e io sono crollata perché mi sembrava di causarle dolore stirando sta ferita. Per fortuna Adam cede meno all'emozione cosí i prima 3 li ha fatti lui, mentre io la tenevo ferma. Da allora in poi sono riuscita e adesso li faccio bene e lei mi perdona subito, dopo. È un amore. Quando su un libro c'è il disegno di qualcosa che le piace, e di morbido, lei si abbassa per metterci la guancia sopra. Adorabile!

Mi aspettavo che mi odiasse perché ultimamente fa l'offesa quando le pulisco il naso a forza, e invece mi ha sorpresa... Strilla durante gli stretches ma smette non appena la tiriamo su, e poi vuole venire in braccio a me. La cosa mi riempie di gioia perché l'amore che provo per questa bambina è davvero smisurato e non sopporto che qualcosa possa scalfire il nostro rapporto speciale.

Tristan ha cominciato il VPK che qua è l'ultimo anno prima della scuola dell'obbligo ovvero il Kindergarten che corrisponde all'ultimo anno della scuola materna. Ha passato un periodo un po' pesante in cui faceva capricci a si lagnava in continuazione ed è stato proprio difficile, poi finalmente suo padre che lo vizia in maniera imbarazzante, a volte, mi ha finalmente ascoltato e gli ha tirato giù due urli cosí abbiamo resecato la situazione. Ogni tanto ha bisogno di capire chi comanda, perché tende a dimenticarselo.

L'altro giorno era in bagno e l'ho sentito che contava in inglese fino a 30 senza errori, poi passava allo spagnolo dall'uno al dieci, e poi ha continuato in italiano dall'undici al venti. Poi si è messo a cantare la sigla dei PJ Masks che è il suo cartone del momento, poi ha urlato a squarciagola "I'm DOOOOONEEEEE"  e io, che lo stavo registrando fuori dalla porta, mi son presa un accidente.


Wednesday, July 22, 2020

22 luglio

Cara Matilde,

A quest’ora un anno fa ti stavo guardando con meraviglia, chiedendomi se tu fossi davvero mia. Annusavo il tuo odore di neonata come se fosse una droga a cui non potevo resistere. Ti tenevo stretta e ti facevo foto a palla.
È un anno che ti coccolo, ti allatto, ti fotografo, ti vesto, ti nutro, ti insegno, ti difendo e ti proteggo. È un anno che mi godo la tua compagnia e mi beo di te. Mi godo i tuoi sguardi innamorati, i tuoi baci bagnati, i tuoi sorrisi sgangherati. E ti sento sempre più mia. Grazie per essere nata. Grazie per essere diventata realtà. Grazie per aver completato la nostra famiglia. Grazie per avermi dato una seconda possibilità di essere mamma, la possibilità di non ripetere gli stessi errori fatti la prima volta. Mi hai resa una mamma migliore, più capace, più sicura. Mi hai fatto capire che ce la posso fare. Mi hai reso le cose più facili, chissà come hai fatto. Mi hai regalato un anno fantastico, che ripeterei all’infinito, se solo potessi, perché vederti crescere è bellissimo ma mi da’ anche tanta, tanta, tanta nostalgia. Non ricordo bene le notti lunghe, il dolore, i problemi. So che ci sono stati, semplicemente le cose belle superano di molto tutte le difficoltà. Rifarei tutto daccapo. Vorrei vederti nascere, e crescere, e addormentarti su di me, ancora e ancora e ancora.

Il tuo primo compleanno sarà low-key, per via di sto virus che non se ne vuole andare. Ma ti farò una torta, tutta per te, e comprerò palloncini e ho impacchettato i tuoi regali perché sarà il tuo giorno. E voglio che, per una volta, tu possa sentirti speciale. Perché tu sei nata per seconda, e raramente hai del tempo da sola con noi, la nostra attenzione ininterrotta. E non sembra che a te importi, e probabilmente è solo nella mia testa, ma voglio che tu possa sentire la differenza, e che possa capire che è una giornata tutta dedicata a te. 

Sento tanta nostalgia. Stai per camminare e in quest'ultima settimana hai fatto enormi progressi, e io mi impanico a vedere quanto cresci in fretta e ho paura che avrei sempre meno bisogno di me, e non sono pronta.

Tanti auguri piccola mia. Non hai idea di quanto tu sia stata voluta, desiderata e la gioia provata quando abbiamo saputo che saresti arrivata.

La tua Mamma