Tuesday, July 15, 2014

Le vacanze di Gaijina: Charleston, South Carolina

Il nostro ultimo viaggio si è concluso, e anche se ben diverso dai viaggi economici e avventurosi in terra asiatica, è stato comunque una piacevolissima interruzione al solito tran tran quotidiano. Siamo stati anche immensamente fortunati perché abbian lasciato la Florida proprio quando l'uragano Arthur stava bellamente passando di qua, seguendoci verso nord, per poi perderci di vista e lasciarci con un bel sole :).


Abbiamo guidato subito verso Charleston, Carolina del Sud, e dopo 8 ore di macchina ci siamo trovati in una cittadina di altre epoche. È raro trovare questo genere di architettura in America, e anche se nata e cresciuta in Italia, sono stata qui abbastanza a lungo da apprezzare una città che sa di vecchio, con la sua architettura diversa dagli edifici bassi e brutti in stile New Jersey che sono stati costruiti in tutta Fort Lauderdale.


Charleston è bellissima. Le case sono splendide e parlano da sole, la maggior parte è stata l'abitazione di grandi personalità inglesi e sono adesso residenze private, e sono meravigliose. la caratteristica principale è che hanno dei balconi con colonne che danno sul lato dell'edificio, non sulla strada come ad esempio a New Orleans. Danno sul lato, su stretti sentieri verdeggianti che poi sul retro si aprono in giardini vecchi stile, dei veri e propri parchi con sentieri per passeggiare e fontane.



Come avrei voluto suonare il campanello di alcune di queste case e chiedere di farmi fare un giro! Tutte di almeno tre piani, sembra impossibile che qualcuno viva. E ovviamente sono tutte patrimonio storico quindi carissime.


Non mi sarei stupita di vedere qualche bella signora elegantemente vestita in stile settecentesco passeggiare con un'amica tenendo in mano un ombrellino da sole, talmente la città è rimasta nello stile.


Ho fatto penso 50 foto solo alla case, che bene o male sono tutte nello stesso stile, ma che vi devo dire, erano troppo belle! Una casetta rosa, minuscola, al numero 82 ½, probabilmente costruita tra due case successivamente, col numero dato di conseguenza.


Case che tendono un po' a destra o a sinistra, e ci si chiede come stiano in piedi. Alberelli dai fiori rosa, a volte bianchi, i Crape Myrtle Tree e i Judas Trees sono dappertutto, uno dei segni distintivi della città.



Il centro città si percorre a piedi, o in carrozza, o in bicicletta, e c'è un bellissimo ponte che porta alle 'isole' di Charleston, dove si notano famiglie dirette verso la spiaggia e l'atmosfera è meno elegante e 'd'epoca', ma più rilassata. Tante persone corrono attraverso il ponte o passeggiano attraversandolo per esercizio.


Le case sono in colori pastello, molte in legno, con le assi orizzontali. Tutte hanno le finestre con le imposte.


Signore della società Gullah, discendenti degli schiavi africani che non si integrarono con il mondo esterno volendo conservare la loro immunità verso malattie del clima tropicale e che ancora oggi rappresentano una civiltà ben definita e distinta nella città, intrecciano cestini di tutte le dimensioni con diversi tipi di spighe di grano, un tipo per la struttura, un altro per dare colore, un altro per legare le file tra di loro. Avrei voluto comprarne uno per il pane ma i prezzi sono esorbitanti, vanno dai 60 ai 300 dollari!!! E io che mi aspettavo di mercanteggiare e prenderne uno a 10!! Ma quando abbiamo chiesto ci hanno detto che ci vuole un'intera giornata per fare un cestino piccolo, per non parlare delle rose sempre di spighe che i figli o i nipoti sono incaricati di fare per abbellire i cestini.



C'è un grande parco, Waterfront Park, bellissimo, proprio di fronte a un quartiere residenziale nuovo ma sempre in stile, nel parco alberi vecchissimi regalano ombra, l'oceano si stende al di sotto mentre qualcuno pesca, fidanzati passeggiano, e bambini giocano a bagnarsi nella fontana. 


Camminando ancora verso sud si arriva alla "Batteria", dove i Nordisti presero la città e combatterono contro i Sudisti rifugiatisi a Fort Sumter. La Batteria costeggia l'oceano e lií sono state costruite le case più prestigiose, ognuna da milioni di dollari. A dire la verità, non le ho trovate molto diverse da quelle del centro, che anzi secondo me ci guadagnano in carattere e posizione.


Market Street è la via dove si trova il mercatino, che vende spezie, scrub per il corpo, vestiti e gioielleria, oltre ovviamente a una fila interminabile di ristoranti e caffè e Candy Shops, ovviamente, dove si possono assaggiare le famosissime praline di noci pecan e diversi dolciumi che solo a vederli viene voglia (anche se poi, devo dire che ne sono rimasta molto delusa).


Altra cosa da visitare è la nave da guerra, la Yorkship, che si trova al Patriot Point in Charleston. È una nave da guerra costruita in occasione della seconda guerra mondiale. Adesso è un museo e si può visitare vagando per i diversi livelli. È una figata perché si può andare liberamente senza guida ed è interessante e scioccante vedere le brandire, la cucina, e vari aspetti della vita in nave. 




 Pensare a giovani che ci hanno speso mesi e mesi, con la paura di essere attaccati, scuote parecchio.
La cosa che voglio mostrarvi è questo, che era appeso nella vicinanze delle cucine:


La ricetta per 10,000 chocolate chip cookies!!!! Isn't it something!?


L'esperienza culinaria è stata però l'obiettivo principale della mia vacanza, ed è riuscita tanto bene che adesso la povera Gaijina è a dieta più o meno ferrea per tornare in stato presentabile per il matrimonio del prossimo febbraio.

Inizialmente siamo rimasti non molto soddisfatti della cucina, poi però abbiamo cambiato opinione. Prima sera abbiamo mangiato in una tacheria suggeritaci da un fornitore del Mister, e l'ambiente era molto gradevole, ma i tacos piccolini e poco saporiti. Per il brunch del giorno dopo ci siamo recati a Sullivan Island e abbiamo mangiato al Sea Biscuits consigliato da Wikitravel ma non ci eè piaciuto molto... Abbiamo speso 35 dollari per mangiare giusto così così. 


La sera siamo tornati su Sullivan Island per mangiare un autentico barbecue del sud e ... ommammammia quel Barbecue!!!! Tralasciando il fatto che mi sono dovuta rassegnare: il barbecue americano, neanche quello del sud, non è come me lo son sempre immaginato leggendo "Pomodori verdi fritti al caffeé di Whistle Stop", con porzioni enormi di vari tipi e pezzi di carne. Seppur buonissimo, con la carne che si stacca dall'osso con le dita, e un brisket che si taglia con le mani, letteralmente, la presentazione è molto diversa. Qualche pezzetto di carne, o di pulled pork, che eè la fine del mondo, con 2 contorni, e noi siamo andati sul classico: coleslaw e mac&cheese, con un pezzetto di corn bread. Era tutto buonissimo. E siamo usciti pieni ma senza stare male per aver mangiato troppo. Il posto, a chi capitasse di andare, è Home Team Barbecue. E questo è stato il primo pasto che davvero meritava.



Il giorno dopo, dopo una colazione da Christophe Patissier Chocolatier con un panino al prosciutto e brie per lui e un croissant alle mandorle per me -ottimi-, abbiamo fatto cena in un posto un pochino più 'di classe', ma con ottime recensioni e non troppo caro. Ci siamo finiti perché avremmo voluto andare da Jestine, ma il lunedì era chiuso e così siamo rimasti fregati. Abbiamo fatto una coda di 50 minuti ma anche qui alla fine siamo stati soddisfatti: una cena da re. Principi, dai, se vogliamo essere esigenti;).
Cestino di biscuits, che non sono biscotti ma dei panini salati, non morbidi come il nostro pane ma con una consistenza più biscottata e sfogliata. Si aprono a metà e si mangiano col burro salato. Possono essere più o meno buoni e questi erano spettacolari. Eravamo tanto affamati che saremmo andati avanti a quelli. Poi abbiamo preso una torretta di pomodori verdi fritti alternata a crabcake con una salsina di pesce. Anche buono, senza però essere esaltante. Le cozze erano fantastiche per via della salsa, ma le cozze di per sé facevano abbastanza ridere, soprattutto noi abituati a cozze di misura XXL! Però quella salsa... da mangiare col cucchiaio! Per ultimo, un classico della cucinadel sud: shrimps&grits. Non so se conosciate i grits, qui viene in genere servito come accompagnamento al brunch al posto delle patate hashbrown o del toast. È una specie di polenta -anche se non sa di polenta perché io riesco a mangiarlo, la polenta no-, bianca, che può essere condito con sale e pepe, o formaggio, o come si vuole. In questo piatto è stato esaltato dai gamberi e dalla salsa in cui è stato cotto, con salsiccia Andouille che è molto saporita. Una cosa da elevarsi di 2 metri dalla sedia, eravamo star pieni ma non riuscivamo a smettere. A fine cena il Prof, che insisteva che lui avrebbe preso il dessert, ha dovuto stare seduto fermo per 20 minuti, mentre sudava il "food sweat" per aver mangiato troppo!!! Chart House è il nome del posto. Vista magnifica, tra l'altro.


E infine, l'ultimo giorno, finalmente... Jestine! Jestine è famosissimo in Charleston, eè autentica cucina del sud, e la proprietaria ha chiamato il suo ristorante in onore di Jestine, la governante di colore che ha lavorato per la sua famiglia per anni quando lei era bambina. Qualcuno di voi ha visto il film o letto il libro "The Help"? Se non lo avete letto, ve lo consiglio caldamente prima di vedere il film, che salta moltissimi fatti, se invece sapete di cosa sto parlando, immaginatevi una famiglia come quelle. La schiavitù era sparita da un pezzo, eppure i rapporti tra famiglie e i lavoranti di colore era ancora molto problematico, e nella maggior parte dei casi le persone di colore era sotto pagate e non rispettate. Invece Jestine ha lasciato un grande segno nella famiglia per cui lavoroò, e ancora adesso è celebrata nel ristorante che cucina i suoi piatti tipici e si chiama come lei. Il posto eè modesto, ma molto carino e pieno di carattere. Le foto di Jestine e della famiglia sono sparse per la sala.
Il posto è sempre pieno. Noi ci siamo andati a mangiare alle 3,30 di pomeriggio per non fare la coda. Cosa abbiamo preso? Pollo fritto, ovviamente!! E cosa se no? Punto forte della cucina del sud, non l'avevo mai mangiato prima. EÈ arrivato accompagnato da coleslaw, mac&cheese, fagioli all'occhio di bue. Il pollo era buonissimo ma tutti i contorni puah! Mi dispiace ma non li ho quasi toccati. Mac&cheese stracotti, coleslaw intriso d'aceto, fagioli all'occhio di bue a me non sono piaciuti ma al Prof. si quindi non contano. Altra cosa buona è stata la fetta di meatloaf, un polpettone di tacchino che è stato passato alla griglia prima di servirlo, conferendogli un sapore tutto particolare.

Ma al punto forte dobbiamo ancora arrivare... Sapevo che lo volevo e ho mangiato in modo da lasciarmi spazio per il dolce. Jestine ha anche una pasticceria, affianco, ma era chiusa perché qualche settimana fa ha preso fuoco. Per fortuna la cucina era ancora operativa e siamo riusciti ad avere il dolce... una Coconut Cream Pie che avrei potuto morire stecchita lií e sarei morta felice. Unica cosa negativa l'ho dovuta dividere col Professore che diceva che era troppo pieno ma quando l'ha assaggiata poi è andato avanti imperterrito a servirsi -.-.
Una cosa cosi buona era parecchio che non la mangiavo. Amore al primo morso. La voglio fare e ci sono tantissime versioni, voglio trovare quella delicata e leggera di Jestine. Peccato sia a dieta perché voglio sperimentare prima che mi dimentichi la bontà di quella tarte.



Il giorno dopo avrei volentieri preso un'altra fetta di quella torta per colazione, pranzo e cena, ma il Professore si è rifiutato dicendo che a Savannah ne avremmo trovate a bizzeffe, e così siamo partiti per la seconda tappa del nostro viaggio del Sud. Come souvenir, tre sacchettini di spezie mischiate in casa da una coppia Gullah. Tutte avevano un ottimo odore e abbiamo già provato quella per il pesce! Ottima!


E qui finisce il resoconto del nostro viaggio a Charleston. La tappa successiva è stata... Savannah! Alla prossima!

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