Sunday, December 13, 2009

Pasta sfoglia (di Paoletta)

Dovevo venire in Cina io, per cimentarmi nella pasta sfoglia!!! Una vera sfida! Ma ci sono troppe cose buone da fare con la sfoglia, e io ne sono un’assolutissima fan, così via!, alla Metro a comprare il burro, e a casa ad impastare, girare, riposare, tirare, piegare… Non la faccio troppo lunga perché il vero post sarà il prossimo, ma mi sono resa conto che non potevo postare i dolcetti senza prima postare la sfoglia, così eccomi qui… Oggi giornata postereccia!
Avevo tantissime ricette, debitamente studiate e ristudiate passo passo, perché fare la pasta sfoglia mi preoccupava assai… Poi con quel che costa il burro qui, non potevo mica fallire!
Stavolta ho utilizzato la ricetta e i suggerimenti di Paoletta, trovati qui, con una spiegazione a prova di scemo, e le foto di tutti i passaggi (io ci ho provato a farle tutte, ma da sola è dura ogni santa volta andare a lavarsi le mani per prendere la macchina fotografica…). Quindi qualche foto la metto, ma andate da Paoletta perché è davvero una spiegazione stra-perfetta! Quindi la copio pari pari, e ringrazio perché è solo dopo il suo post che mi son sentita abbastanza pronta per tentare.

Ingredienti (io ho ridotto le dosi per necessità…):

250 g farina (di cui 125 g 0 e 125 g manitoba)
5 g sale
250 g burro
137,5-150 ml acqua



Disporre la farina a fontana sulla spianatoia, al centro versare il sale e metà dell'acqua. Mescolare con le dita per sciogliere il sale nell'acqua, e con questa stemperare subito la farina.
Poi aggiungere pian piano parte o la totalità dell'acqua rimanente, impastando nel frattempo e fermandosi quando si ottiene un impasto di media consistenza, ne' troppo sodo, ne' troppo molle: lavorando il meno possibile per evitare di dargli elasticità. Saranno sufficienti 8/10 minuti al massimo.


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La quantità totale dell'acqua è in funzione della qualità della farina (NON usate tutta manitoba), e va regolata avendo in mente la necessità che questo impasto iniziale raggiunga una consistenza identica a quella del burro.
Per questo, importante motivo, non appena pronto l'impasto va coperto con pellicola e messo a riposare in frigo per 25 minuti, e nello stesso momento il burro va tirato fuori dal frigo.


Ecco qui io ho seguito talmente alla lettera la ricetta che ho usato il burro al momento indicato ma quando ancora era ben lungi dall’aver la stessa consistenza dell’impasto!! Quindi vedete un po’ voi, dipenderà anche dalla temperatura che avete in casa!


Prendere ora due tovaglioli sciacquateli bene con acqua freddissima e strizzateli molto bene, ponete uno di questi sulla spianatoia, ponetevi il burro e copritelo con l'altro panno; lasciarlo così esattamente per 20/25 minuti, lo stesso tempo che il pastello riposerà in frigo.
Tutto ciò perché è chiaro che non si può ottenere la perfetta fusione di un impasto duro con un burro molle o viceversa.
Dopo i 25 minuti, spolverare leggermente la spianatoia, tirare fuori il pastello e appiattirlo con le mani dandogli la forma di un quadrato dello spessore di circa 2 cm. lavorare poi il burro con le mani, dandogli una forma quadrata.



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1. Posizionare il panetto di burro al centro dell'impasto e facendo in modo che, posandolo al centro dell'impasto, rimangano da questo 4 cm. dal bordo.
2. Ad uno ad uno sollevare i 4 lembi non coperti di burro sul pastello.
3. Ripiegarli sul burro coprendolo interamente
4. A questo punto il pastello sarà perfettamente quadrato.

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Le girate:
Questa serie di operazioni hanno lo scopo di unificare pasta e burro sovrapponendoli uno all'altro in strati sottili, e a questo punto si capirà meglio perché burro e pastello devono avere la stessa consistenza.

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1. Spolverizzare con un velo di farina il piano di lavoro e il quadrato di pasta e burro, e col mattarello spianare il quadrato allungandolo davanti e sé in una striscia di circa 1,5 cm. di spessore.
2. Ripiegare sul centro la terza parte del rettangolo più vicina a sé e premerla leggermente col mattarello.
3. Piegarvi sopra l'altro terzo del rettangolo di pasta e di nuovo passarvi lievemente il mattarello, ma senza premere troppo.
4. Si ottiene così, di nuovo, un rettangolo; fargli fare un quarto di giro in modo che il dorso delle pieghe vengano a trovarsi alla vostra sinistra.

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5. Tirare col mattarello una striscia rettangolare identica alla prima.
6. 7. E nell'identico modo di prima, piegarla in tre, premendo sempre molto lievemente col mattarello.

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8. Si sono dati a questo punto i primi 2 giri, marcateli con due "buchi" come nella foto.

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Coprire la pasta con della pellicola e farla riposare in frigo per 25 minuti.
9. Dopo 25 minuti riprendere la pasta e stenderla a circa 1 cm. di spessore.

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10. 11. 12. Dare il 3 giro, avendo cura che il dorso delle pieghe si trovi a sinistra.

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13. 14. 15. Dare il 4 giro, sempre marcando. (qui da me manca la foto di questo quarto giro)

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16. Altro riposo di 25 minuti.
17. Stendere ancora la pasta dopo il riposo, questa volta a circa 7/8 mm. di spessore.

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18. 19. 20. 21. 22. 23. Dare ora il 5 e 6 giro, gli ultimi.

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24. Riporre in frigo ancora 25 minuti.
I riposi sono serviti per far perdere alla pasta elasticità, i giri per distribuire il burro in modo uniforme così che la pasta cuocendosi si divida in un gran numero di fogli sovrapposti.
La pasta ora è pronta per l'uso, si mantiene in frigo fino a due o tre giorni.

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Al momento dell'impiego se ne può prendere una parte e stenderla da 2 o 3 mm. fino a 5 o 6 mm. secondo l'uso alla quale sarà destinata.
E' possibile riporla in freezer (magari tagliata in due o più parti, secondo la quantità) ben coperta da pellicola e farla scongelare in frigo qualche ora prima di usarla.
Cottura:
La pasta si stende e si taglia nelle forme desiderate poi si cuoce in forno statico molto caldo, 220° (nel mio 240°) e a temperatura costante. E' indispensabile che il forno sviluppi calore nella sua parte inferiore.

Allora io non so come faccia Paoletta, ma io ho fatto un pasticcio! Burro da tutte le parti, una sfoglia che rettangolare assolutamente non è, insomma… proprio una dilettante! Ma quel che mi interessava era averla pronta in freezer da utilizzare all’occorrenza e che sfogliasse, alla fin fine… Chissà, avrà sfogliato?? ……… Lo scoprirete nel prossimo post!!! ;)

Sunday, December 6, 2009

Pandispagna (ricetta originale, ovvero senza lievito)

Il pandispagna è una base fondamentale: l'ho imparato dopo averlo fatto la prima volta. Da allora, ogni volta che mi capita di dover fare una torta e non so decidermi, questa è la via d'uscita... La fantasia si può sbizzarrire a piacere, può scegliere la bagna, le creme, gli strati, la copertura e la decorazione... Dopo che si comincia, non lo si molla più, perché rappresenta una garanzia nella realizzazione di una torta buona, morbida e se decorata anche di un cert'effetto! Ovviamente a meno di non rovinarlo con la farcitura ma facciamo finta che non esista questa possibilità!!







Tutto quel che ho imparato sul pandispagna l'ho trovato qui. Tutto viene spiegato con estrema precisione da una vera esperta, per cui non si può sbagliare...! Narijet linka pure il video di Greedy (la conoscete?? Io l'adoro, ha una voce piacevolissima e spiega tutto in maniera molto precisa e poi ogni tanto si percepisce la presenza dei suoi piccoli aiutanti e in pratica si impara divertendosi un sacco ad ascoltarli!!!), molto molto utile!!

Ingredienti (per un pandispagna da 6 uova (tortiera 24-25-26):

6 uova
180 g zucchero
1 pizzico di sale
180 g farina

Montate le uova con le fruste elettriche insieme allo zucchero e al pizzico di sale... Non abbiate fretta e siate pazienti. Ci vorrà tempo, anche 20 minuti, ma pensate che più a lungo le sbatterete e meglio verrà il vostro pandispagna... ne guadagnerà in sofficità. Devono diventare chiarissime... quasi bianche.



Che poi, dopo un paio di volte, capirete al tatto e a occhio quando è pronto, senza bisogno di guardare l'orologio... Già perché le uova quando sono pronte 'scrivono'. Lo fanno davvero, guardate un po'!



Quando scrivono aggiungete a poco a poco la farina, setacciandola... Anche qui, portate pazienza... dovete aggiungerla poca per volta... Io in genere setaccio 3 cucchiaiate alla volta, poi amalgamo pian piano, con delicatezza, senza smontare il composto che deve rimanere sempre bello gonfio, facendo attenzione a non dimenticare della farina sul fondo (tende a rimanervi per via del fatto che non viene data una bella mescolata, quindi occhio!).


Una volta amalgamata tutta, versate il composto, pian piano, facendolo scendere lentamente, in una tortiera (io uso una a cerniera con cerchio apribile da 26 cm) imburrata e infarinata. Mentre scende sentirete già lo 'sgnek push' tipico delle spugne...


Fate cuocere in forno pre-riscaldato a 180° da 20 minuti a mezz'ora, a seconda del forno... Io in genere dopo 15-20 minuti abbasso a 160°-150°, per poi lasciarlo a forno spento e chiuso gli ultimi 5 minuti (della mezz'ora).

Quando schiacciate i bordi sentirete il rumorino di spugna... Dovete sentirlo anche al centro, se invece percepite una sensazione di 'crudo' sotto, lasciatelo finire di cuocere al centro mettendo il forno a 150° e lasciando lo sportellino un pochino aperto.

Anche qui, a forza di farlo lo conoscerete come un figlio, la mia terza volta è stata la migliore, ero sicura di me e il risultato è stato perfetto!


Una volta pronto, dopo qualche minuto (che non bruci ma sia ancora caldo) copritelo con un telo, capovolgetelo sul telo, poi avvolgetelo e lasciatelo raffreddare così (quindi è dritto, avvolto nel telo).

Marijet dice di capovolgere il pandispagna nel suo stampo e di ricoprirlo con pellicola, per ottenere una superficie liscissima... Io personalmente ancora non l'ho fatto (non avevo ben capito cosa intendeva), ma appena mi ricapita una tortona decorata seguirò il suo consiglio!!




Una volta freddo potete tagliarlo (io uso un filo), vengono 3 dischi.




Trucchi per un buon pandispagna:

- usare uova a temperatura ambiente
- montarle a lunghissimo con lo zucchero: devono 'scrivere'
- incorporare gentilmente la farina e poco alla volta
- imburrare perfettamente la tortiera. Io mi trovo benissimo a fondere un poco di burro e a spennellare la tortiera con un pennello in silicone... Dappertutto, fino all'orlo... Poi infarino e sbatto fuori l'eccesso.


Wednesday, December 2, 2009

Torta iper-super-ultra cioccolatosissima!

Ricetta presa da qui, cercandone una coi seguenti requisiti:

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- tutti gli ingredienti già in casa a portata di mano

- semplice e veloce
- di sicuro successo unanime

Direi che non avrei potuto scegliere meglio.

Ho solo fatto un’aggiuntina… Che direi ha reso questa torta ancora più speciale!!

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Ingredienti:

200 g cioccolato fondente
70 g burro
3 uova
125 g zucchero
cocco grattugiato

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato col burro; montare i tuorli con 100 g di zucchero e montare il rimanente zucchero con gli albumi, facendo una meringa.
Aggiungere il cioccolato ai tuorli, mescolare bene, aggiungere una bella pioggia di cocco (va a gusti ma ci sta da dio, fidatevi!),

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poi pian piano aggiungere la meringa, senza smontare il composto, girando con movimenti dal basso verso l’alto, delicatamente.

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Versare in uno stampo imburrato e infarinato e cuocere a forno già caldo a 180° per 15-20 minuti.

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E’ bruttina da vedere, vero? Lo so lo so, è tanto brutta che mia mamma mi ha consigliato di portare quella di rose che era più bella (avevo fatto due torte, una per ospiti a casa e l’altra da portar via), ma meno male che ho portato questa!!!! E’ stata una goduria sensazionale!! Mentre quella di rose… beh vi spiegherò poi!

Poi questa mi è venuta tutta rotta ai bordi perché dovevo uscire ma volevo preparare tutto prima di andar via in modo da nasconderla nel caso di attacchi improvvisi di fame paterni o fraterni… E così l’ho sformata senza aspettare che raffreddasse. E vedete il pessimo risultato. Ma chissenefrega, è un dolce quasi al cucchiaio, altro che tagliare fette!!!
Sembra cioccolato fuso, un po’ rappreso, aromatizzato al cocco.

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Io l’ho coperta con zucchero a velo (in modo che la nota al cocco fosse una sorpresa) e decorata con degli ovetti tagliati a metà… La torta l’ho portata alla Laura, la donna più donna del mondo, nonché la persona con cui ho il rapporto più speciale al mondo, e alla sua bambina, che quando le facevo da babysitter, anni fa, guardava me e sua madre farci fuori un chilo di gelato con nutella a pranzo o a cena senza il minimo interesse eccetto per le sue penne integrali Misura (… che tristezza…!), e che da qualche tempo a questa parte ha cominciato a mangiare e ad assumere l’aspetto sano di una bella bambina robusta (sia lodato!), e che stavolta, finalmente, ha partecipato alle porcate insieme a noi! E’ stato bellissimo affondare i cucchiai direttamente nella tortiera, chiudere gli occhi e dire… “Mmmmmmhhhh…. Mamma mia!!!!”, e poi accorgersi che non ce n’era più.

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Un consiglio? Provatela anche fresca di frigo… Secondo me diventa ancora più spettacolare.


Adesso il motivo del mio buonumore… Ieri mi ha chiamata Sako per invitarmi a casa sua, e, indovinate un po’? Non per cucinare! Infatti sono arrivata ed era solo, in cucina, a prepararsi il pollo bollito col riso… Da lunedì ha cominciato a mangiar così perché deve rimettersi in sesto, il suo stomaco continua a dargli problemi. Fatto sta che entro in cucina e sento delle voci, che provengono dal computer, poggiato sul distributore dell’acqua, vicino al frigo. Sako mi dice che suo papà mi vuole vedere. Infatti dal monitor si sente chiamare: “Shakira! Shakira!” –.-‘

Mi avvicino (dopo essermi tolta gli occhiali e quindi senza vedere una mazza), saluto, poi inizio a chiacchierare un po’ con sua sorella… Veramente non sapevo cosa dire, alla fine non li conosco mica e mi sentivo abbastanza in imbarazzo! L’altro che cucinava tranquillo tranquillo e mi ha smollata lì coi parenti!! Fatto sta che alla fine suo papà mi ha invitata!!!! Mi ha detto “Come to Lebanon!”, e sua sorella mi ha ribadito “He’s inviting you, come here!”. Io devo essere diventata color porpora, e ho solo detto “Really??? Oh, thank you!!! I really want to learn how to cook your food!” (accidenti, ma non riesco a pensare ad altro che al cibo io???).

Poi lo chef ha finito così ci siam spostati in soggiorno, mentre lui si pappava la sua cena e io facevo la bella statuina davanti alla cam. Parlando e scherzando, quando Sako mi ha detto che aveva mal di schiena e quindi magari ci stava un massaggino, io ho detto a sua sorella che il suo fratellone mi chiama sempre solo quando vuole un massaggio o che io cucini! E sapete cosa mi ha detto lei? Senti senti, mi son sentita una deficiente… Mi ha chiesto: “E tu ci vai, quando ti chiama?”. E io, che già iniziavo a farmi piccola piccola: “Sì…”.
“E perché?? Se ti chiama e fa il prepotente tu non ci andare!”
“I know! You’re right! But… but… I always go…”
“E perché?”
”Because I care about him..”

E la fine è stata: “Ohhhhh….!!!! You are so sweet!!!!!!” con la mia lacrimuccia finale, per la serie: sto suscitando pietà anche nei suoi parenti, sono proprio patetica. PA-TE-TI-CA!!!

Poi mi è stato ribadito l’invito, anzi l’invito lo hanno fatto a lui, gli hanno detto di andare in Libano e di portarmi con sé, mentre ovviamente lui faceva il deficiente e diceva “No no, with her??? Never!”, e dopo mi prendeva la testa, diceva a loro “Guardate cosa le faccio!” e spettinava all’inverosimile la mia chioma già naturalmente troppo vaporosa.
Poi si è accomiatato e abbiamo passato la serata guardando delle giacche di Zara su Taobao (il sito cinese da cui compriamo online… è lì che ho preso le fruste!!), e uno show televisivo americano, che si chiama “So you think you can dance”, che io non conoscevo ma che mi è molto piaciuto e mi ha fatto pensare che i ragazzi di Amici in confronto a loro sono delle schiappe. Poi è arrivato Jack, e come al solito ha trovato Sako abbarbicato al mio grembo in stato comatoso e io che me lo coccolavo allegramente. Così di nuovo mi ha detto che quando è con me Sako diventa un gatto, non fa niente se non dormire e prendersi le coccole (non vorrei dirlo, ma alla fine si dicon le buone e pure le cattive no? Ci credete che a questo punto della serata quello scemo di 28enne che mi fa tanto soffrire a volte, si è messo a fingere di fare le fusa? Le goccioline sulla mia fronte aumentano… –.-’’’). Tra l’altro, magari la mia gatta fosse così! Quella appena la prendi scappa! Quanto mi manca, però, soprattutto adesso che veniva a dormire con me tutte le mattine appena mia mamma la faceva uscire dalla sua camera!

A mezzanotte faccio per andarmene, dopo aver fatto gli auguri a Jack (oggi è il suo compleanno!), e ovviamente il gatto si sveglia, e inizia a giocare. Mi tartassa, mi solletica, mi insegue, mi acchiappa, mi soffoca, mi mette al tappeto mentre io invano cerco di atterrarlo minacciandolo di morte se non la smette, scatenando così solo ulteriori risate. Tutta sudata alla fine prendo la porta. Non sono ancora entrata in ascensore che mi accorgo di avere un sorriso a 28 denti stampato sulla faccia.

Tuesday, December 1, 2009

Frittata di zucchine e curry (light)









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Io non sono una tipa da uova… sode le odio con tutta me stessa, al padellino mi piace solo pucciare il pane nel rosso, e quando ero piccola imploravo mia mamma perché mi facesse lasciare il bianco, ma niente da fare, quindi facevo che rinunciare, e adesso che potrei lasciare quello che voglio e mangiare solo il tuorlo, m’importa il fatto che è la parte grassa e che fa alzare il colesterolo quindi nada; resta la frittata che però è fritta, appunto, nonché fatta di anche tuorli, e poi l’uovo alla coque. Devo dire che è l’unica versione non fritta dell’uovo che mi piace… Da quando però mi son fissata con dieta e colesterolo, pure quello ha una pecca: il rosso. Quando ero a casa proponevo a mia madre di mangiare solo l’albume e di buttare il tuorlo, ma lanciava certe urla sul buttare il cibo che allora proponevo di passare il rosso a mia sorella, ma anche qui non avevo successo, avendo mia sorella tendenza all’ipercolesterolemia da quando era una bambina. Adesso che potrei fare il cavolo che voglio, sembra anche a me una stupidata cuocere un uovo alla coque e poi buttarne metà, quindi non ne mangio e faccio prima.

Però… però… L’altro giorno ho avuto una voglia improvvisa e inarrestabile di zabaione, ed è una cosa che posso fare, avendomi mia mamma mandato un’intera bottiglia di marsala Floriovo!!! Quindi, eccoti fatta la merenda! (tra l’altro… quante fisse per ste uova, e poi mi faccio fuori una ciotola di zabaione da 3 tuorli, fai te… e poi dico che non sono matta!).

Coi tre albumi avanzati mi son preparata la cena… light, per compensare la iper-merenda.

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Ingredienti per 1 persona:
3 albumi (anche 4)
1 zucchina
sale
pepe
curry

Tagliate la zucchina longitudinalmente in 4 sezioni, togliete la parte bianca centrale, poi tagliate la zucchina a cubetti piccoli.

Ungete la padella con una goccia d’olio che spargerete con un pezzetto di scottex, poi mettete a ‘grigliare’ i cubettini, girandoli spesso in modo che griglino da tutti i lati.

Intanto sbattete gli albumi (ehm… forse era meglio averne 4-5… ok lo ammetto a me sembravano pochini quindi ci ho aggiunto un uovo) con un pizzico di sale, pepe e una bella spolverata di curry, e quando le zucchine sono pronte rovesciateci il tutto sopra, muovendo subito la padella per creare una base uniforme. Coprite e lasciate cuocere a fiamma bassa fino a quando la parte sopra si è rappresa, poi girate la frittata e fatela cuocere anche dall’altra parte.
Servite.

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Oh!!! Mi è piaciuta assai!!! A parte che è leggerissima, ma poi è gustosa!!! Il curry non si sentiva tantissimo, anche se avevo abbondato, ma la rendeva comunque delicatamente saporita e dava un po’ di colore al tutto… mi è piaciuto molto l’accostamento con le zucchine!! Poi io le ho lasciate un po’ croccantelle e non mi è dispiaciuto (anche se non l’ho fatto intenzionalmente) perché così il piatto mi sembrava ancora più leggero!
Insomma, se non l’avete capito qui si sta cercando di fare una dieta!! Ma non si riesce, non si riesce… Non so che mi prende in sto periodo è più forte di me!! Ho solo voglia di cucinare di tutto di più e di provare cose nuove e gustose, altro che fare una dieta!!

Poi ho finalmente trovato il pane!!!! Non quello schifoso cinese, ma il nostro pane, la nostra baguette!!! C’era già, e non era male, ma non era comunque la stessa cosa. Ma adesso al Mykal ha aperto una nuova Bakery e lì fanno una Signora Baguette!!! Esattamente identica a quella francese, grandioso!! E oggi, uscita dalla palestra, vuoi che io non passi a prendermela? Per di più qui non esiste la panetteria che al mattino ha il pane fresco, qui il pane appena sfornato lo trovi al pomeriggio. E quindi stasera me sò magnata ‘il culetto’ (non vi scandalizzate, io lo chiamo così da quando sono bambina) della baguette!! Più altre due fettine tostate da accompagnare alla vellutata di funghi! E non vedo l’ora che sia domani per farci colazione con pane e marmellata come facevo quando andavo in vacanza in Costa Azzurra coi miei… Ogni mattina a piedi a prendere il pane poi una meravigliosa colazione con la marmellata Bonne Maman alle fragole… col caffelatte! Maaaamma che bontà!!! Se poi penso a anni prima quando non mi facevo problemi e ci mettevo pure il burro… oddioooo che libidineeee!!! Ehm… ti-ti-ti… non si capisce che mi mancava il pane, eh?

Friday, November 27, 2009

La pappa buona che non fa ingrassare

Mi è capitato più volte di leggere ricette light che però si vantavano di essere gustosissime… parliamoci chiaro: o non erano veramente light (e io sono molto severa e rigorosa quando intendo ‘light’), o non sapevano di niente. Non so cosa darei per riuscire davvero a creare la versione light di ogni ricetta, senza una percepibile differenza. Eh eh lo so… è impossibile. Una parmigiana in cui le melanzane non sono fritte ma grigliate, una pasta al forno senza besciamella, una torta di soli albumi e senza burro… magari non sono male, magari saranno pure buone, ma non saranno mai come il loro originale. Però… sì, c’è un però…, può capitare di trovare una ricetta, di farla per caso, di trovarla gustosa, ma così gustosa da non pensare nemmeno che possa essere light e invece poi ci si pensi e, toh!!! è light!!! Ma light davvero, perdindirindina!!!

La ricetta che propongo oggi è in assoluto uno dei miei piatti preferiti: quando sono a dieta (anche rigorosa), se mi cucino questo mi alzo da tavola soddisfatta come dopo chissà quale piatto. L’avevo già proposto tempo fa in versione croccante con l'orzo, lo ripropongo, perché secondo me ne vale la pena, e visto che, (buffo ma vero), qui in Cina mi è riuscito persino meglio.



Pappa di riso e cereali filante al pomodoro e melanzane

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Ingredienti per 1-2 persone:

1/2 melanzana
2-3 pelati +un po’ del loro succo
80 g di riso misto a farro/orzo/grano (potete anche usare solo una di queste qualità. Usando i cereali verrà un piatto più croccante, aggiungendo il riso sarà più una… ‘pappa’)
1/4 di cipolla

basilico
2-3 fettine di Galbanino (facoltativo)

sale
1 cucchiaino d’olio (facoltativo)

Come prima cosa tagliate a cubetti la melanzana dopo averla lavata, e fatela grigliare in una padella, girando i cubetti per non farli bruciacchiare. Quando saranno pronti metteteli in una ciotola.

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Nella stessa padellina ancora calda mettete il cucchiaino d’olio, poi versate i pelati tritati e la cipolla affettata sottilmente, aggiungete il sughetto, salate e lasciate cuocere, coperto e a fiamma bassa, mescolando spesso. Se avete il basilico fresco lo consiglio vivamente.

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Intanto mettete a bollire il riso in abbondante acqua leggermente salata.
Quando il sugo sarà pronto spegnete e lasciatelo aspettare fino a un minuto prima di scolare il riso.


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Allora aggiungete le melanzane al sugo e riaccendete a fiamma bassissima, poi il riso scolato, e mescolate, fino a che tutto diventerà di un bel rosso.


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Allora aggiungete il Galbanino tagliato a cubettini, lasciate che si sciolga un pochino poi mescolate bene.

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Servite con basilico tagliato a pezzetti.

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E’ una vera bontà.


Proseguendo la telenovela Sako-Gaijina, lunedì ero di pessimo umore. Poi la sera mi ha chiamata, tutto gentile, per chiedermi perché non ero andata in palestra, per ringraziarmi di nuovo della pizza, per dirmi che era buona e per chiedermi quando sarei andata a cucinare di nuovo. Gli ho chiesto “Tu quando parti?”
”Non so se vado a Shanghai, forse sto qui”
”Allora se stai qui facciamo il prossimo weekend, se invece parti facciamo il prossimo weekend che sarai qui”
”Ah ma tanto ci sarò, non voglio andare a Shanghai”
”Ok, no problem”
”Maaa… quand’è che ti trasferisci a vivere qui?”
”Ahahahah non lo so! In ogni caso avrei bisogno di tutta la mia roba per cucinare”
”Non c’è problema, porti tutta la tua roba qui!”
”Il prossimo mese prendo il forno così poi posso cucinare quando voglio!”
”Non prenderlo il forno, non prenderlo! Se no poi non vieni più”
A me è bastata questa telefonata per cambiare umore da così a così. Stupida Gaijina.
Martedì mi ha scritto un messaggio per chiedermi se andavo in palestra.
Mercoledì mi ha chiesto come stavo e se avevo bisogno di qualcosa (ero raffreddata), mi ha chiesto se avrei lavorato il giorno dopo (poi capirete il perché) e alla fine ci siamo visti al Qbar, alla ladies’ night, dove si è comportato bene, nel senso non ha fatto lo scemo con altre ed è stato sempre con me. Però poi ognuno è tornato a casa sua :(.
Durante la serata mi ha detto che il giorno dopo sarebbe andato a prendere la macchina, ed era eccitato come un bambino!
Giovedì…….. gli ho chiesto com’era la macchina e se era felice, e lui mi ha detto di sì, ma che aveva di nuovo problemi di stomaco quindi sarebbe andato a mangiare la zuppa di riso alle 7, in un posto specializzato in mille tipi diversi di zuppe. Mi ha detto che sarebbe venuto a prendermi alle 7 e che saremmo andati là.
Lo so, lo so, non era un appuntamento e probabilmente ci sarebbe stato anche Jack, e sapevo benissimo che era un modo per usare la macchina, e che non c’era nulla di romantico in tutto ciò, ma io mi sentivo eccitata come a un appuntamento!! Con Sako alla fine di appuntamenti ne ho avuto solo uno, la sera sul suo balcone con le candele, la sera in cui tutta Qingdao sapeva che eravamo insieme perché dalla via dei locali guardavi in alto e vedevi le nostre sagome sedute fuori al 16° piano, con la bottiglia di vino e la candela. Quindi per me era comunque una novità.
Per fortuna che ho molti amici maschi e quindi conosco abbastanza bene il cervello maschile, perché alle 6.10 mi ha chiesto se ero pronta e che stava partendo! A volte è proprio un bambino, che non può aspettare di giocare col giocattolo nuovo!! Io comunque ero pronta quindi è passato a prendervi. Era solo!! Pure vestito bene! Mi ha fatto fare un giro, poi siamo andati a prendere Hovig per accompagnarlo all’incontro di calcio, poi siamo andati in questo ristorante… Un posto immenso, enorme, pieno di roba da mangiare!!! Mi è sembrata una vera bestemmia andare lì per mangiare solo una misera zuppa di riso… Ma visto che dopo l’acquisto della macchina anche lui si dovrà dare una calmata (ecco perché non va a Shanghai), e che eravamo lì per mangiare la zuppa, mi sono adattata ripromettendomi di tornarci!
Poi siamo andati da lui, ed è stato molto carino. Ogni tanto mi accorgo che io con Sako non parlo molto. A parte che ultimamente non siamo mai da soli, ma poi quando capita parliamo di stupidate, in genere si scherza e si ride, ma nient’altro. Invece quella sera abbiamo parlato un sacco, delle nostre culture, delle nostre famiglie, di come siano cambiate le cose negli ultimi anni, di come si siano persi i valori e le tradizioni, almeno in Europa. Mi diceva che il motivo per cui suo padre è tanto preoccupato che lui sposi una ragazza europea è proprio che sa come le cose stiamo degenerando, di come le ragazze europee di oggi non rispettino il compagno e non si dedichino alla famiglia e poi prendano e se ne vadano. Gli ho raccontato di me e dell’educazione che ho ricevuto, molto severa, da mio padre, e che anche se da bambina è stata dura, adesso sono contenta di essere come sono, perché so stare a tavola in maniera corretta, sono educata e so fare le cose che una donna deve saper fare. Ma che in Italia non tutti sono così, ho tante amiche che (scusate il termine) sono delle vere troiette viziate, che in casa non fanno una mazza e non sanno manco cucinarsi un uovo sodo. Che rispondono ai genitori, che portano a casa un fidanzato a settimana e i genitori permettono che dormano insieme in casa loro (da me, piuttosto la morte!). Lui mi ha detto che in Libano questo non esiste… In famiglia c’è il rispetto assoluto, le figlie sanno fare tutto in casa, l’uomo si occupa di lavorare e la moglie non è tenuta a fare un altro lavoro, ma non perché debba essere dipendente dal marito, ma perché fare la mamma e la moglie è considerato un lavoro vero e proprio, quindi mica può farne due!!! Quindi se la donna vuole lavorare lavora, ma allora si prenderà un aiuto in casa, una donna delle pulizie. Io pensavo che per certe cose la cultura libanese mi piace, voglio dire… non è poi così diversa dalla mia. Mi piace che ad esempio lui mi abbia assolutamente impedito di far sedere Hovig davanti, in macchina. Mi ha detto che nella loro cultura non esiste che, se c’è una ragazza in macchina, lei stia dietro. Io mi ero offerta pensando di fare cosa gradita, perché tra i miei amici se la ragazza va dietro e lascia il posto davanti ai ragazzi è wow, cool! Invece… Cioè, sembra quasi una contraddizione, laddove per certi aspetti la donna è com’era da noi negli anni ‘50, per altri non è affatto sminuito il suo valore… anzi!! Sako non smette mai di dire quanto sua madre e sua nonna siano fantastiche, perché tutto il giorno cucinano e puliscono, come instancabili, e come siano state perfette a condurre una famiglia. Mi ha detto che in Libano non esiste che uno dei due coniugi metta le corna all’altro… mai. Assolutamente. Ma non perché lo nasconda bene o cosa, ma perché proprio nessuno, neanche il peggiore dei peggiori, farebbe mai una cosa simile. Per questo lui adesso è così… perché quando si sposerà esisterà solo lei, e sarà la donna più fortunata sulla terra. Dice che l’uomo è tenuto a comprare una casa e una macchina e a provvedere alla famiglia, altrimenti che uomo è? Poi gli ho detto che io amo i bambini, ma sono preoccupatissima di crescerli al tempo d’oggi… Perché potrò educarli bene quanto vuoi, ma appena metteranno piede all’asilo, entreranno nella società, saranno influenzati dagli altri bambini, che hanno il cellulare alle elementari, che rispondono male ai genitori, che vanno alla scuola media vestite e truccate volgarmente, che restano incinte a 13 anni e che in casa non sanno fare un’emerita mazza!
Insomma… tanti bei discorsi, interessanti e vari. Poi è arrivato Jack, ci siam messi a guardare un film, e Sako si è di nuovo addormentato abbarbicato a me, come un bambino. Mi sento più una mamma per lui, più che una qualsiasi sorta di ragazza o compagna. Ma va beh, inutile dire che a me va bene così, vero?
Ieri sera non si è fatto sentire, e oggi finora nemmeno. Indovinate il mio umore com’è? Dico solo che stamattina ho pulito tutta casa, e che ieri sera l’ho passata mangiando tutto quello che c’era. Zucca al forno, poi latte con un pacco di biscotti al cioccolato, poi mezza confezione di datteri, poi ho finito le arachidi, poi una scodella di porridge con mezzo vasetto di marmellata. Infatti adesso è la mezza e ancora non ho mangiato niente! Vado, va’… ve faccio sapè!