Non avete idea di cosa mi stia costando scrivere questo post, tra le lacrime che mi accecano e la consapevolezza che sarebbe meglio se scrivessi la mia tesi, anziché commiserarmi. Ma sono una persona che porta a termine sempre quello che ha iniziato, bene o male, quindi, avendo cominciato a condividere con voi questa "storia" dall'inizio, mi sembra giusto e ordinato scrivere anche la sua interruzione.
Dopo venerdì sera, in cui il mio pensiero costante negli ultimi tempi (leggasi: il Vj) si era comportato come se niente fosse, e non mi aveva assolutamente considerata per tutta la serata in modo particolare (non un incrocio di sguardi, non un'offerta di passaggio, nessuna delle solite cose), e che mi aveva salutata con un "Ciao Ele.. ci sentiamo"; ieri non ce l'ho più fatta, l'ho chiamato e gli ho proposto un picnic in macchina accompagnato da due chiacchiere.
Dopo cena ci siamo visti, abbiamo mangiato il dolce e bevuto il mirto che avevo portato, poi è cominciata. Alla fine ha parlato quasi sempre lui, e io ero così stupita e impegnata a ricacciare indietro le lacrime e a darmi un contegno, che gli ho detto ben poco di quello che volevo dirgli.
Non saprei cosa riferire, abbiamo parlato per due ore e mezza, non solo di noi, ma di tutto: di libri, musica, amici, viaggi, storie vecchie, progetti, sogni,... La cosa più buffa e ridicola è stata che, nonostante tutto, io abbia passato una bella serata, e sia stata benissimo.
Non voglio dire cosa mi ha detto, perché non renderebbe mai l'idea, e, forse per consolare me, mi direste che non è una bella persona, che non mi merito tutto questo, che meglio perderlo che trovarlo, e invece io non voglio sentire niente di tutto questo, perché dopo e nonostante quello che mi ha detto ieri, mi piace ancora di più, perché ho capito che è una persona ancora migliore di quello che pensassi. Perché gli piace leggere, conosce la storia e la filosofia, è intelligentissimo, e ha una concezione di rapporto di coppia molto affine al mio. Forse è proprio questo che mi fa soffrire, il fatto che una persona così non la si trovi facilmente.
Spero che una volta tornata dalla Cina, i tempi siano più maturi per entrambi. Per adesso va così. A questo punto, sono ancora più contenta di partire.
Lo so, non si è capito niente in queso post, ma certe cose non si può proprio scriverle. Mi sono rifiutata anche coi miei amici, con cui parlerò poi a voce. Volevo solo concludere questo capitolo, o meglio interromperlo, visto che chiuderlo è l'ultima cosa che voglio.
Non so più cosa dire, quindi credo finirò qui. Adesso devo pensare a me.
Dopo venerdì sera, in cui il mio pensiero costante negli ultimi tempi (leggasi: il Vj) si era comportato come se niente fosse, e non mi aveva assolutamente considerata per tutta la serata in modo particolare (non un incrocio di sguardi, non un'offerta di passaggio, nessuna delle solite cose), e che mi aveva salutata con un "Ciao Ele.. ci sentiamo"; ieri non ce l'ho più fatta, l'ho chiamato e gli ho proposto un picnic in macchina accompagnato da due chiacchiere.
Dopo cena ci siamo visti, abbiamo mangiato il dolce e bevuto il mirto che avevo portato, poi è cominciata. Alla fine ha parlato quasi sempre lui, e io ero così stupita e impegnata a ricacciare indietro le lacrime e a darmi un contegno, che gli ho detto ben poco di quello che volevo dirgli.
Non saprei cosa riferire, abbiamo parlato per due ore e mezza, non solo di noi, ma di tutto: di libri, musica, amici, viaggi, storie vecchie, progetti, sogni,... La cosa più buffa e ridicola è stata che, nonostante tutto, io abbia passato una bella serata, e sia stata benissimo.
Non voglio dire cosa mi ha detto, perché non renderebbe mai l'idea, e, forse per consolare me, mi direste che non è una bella persona, che non mi merito tutto questo, che meglio perderlo che trovarlo, e invece io non voglio sentire niente di tutto questo, perché dopo e nonostante quello che mi ha detto ieri, mi piace ancora di più, perché ho capito che è una persona ancora migliore di quello che pensassi. Perché gli piace leggere, conosce la storia e la filosofia, è intelligentissimo, e ha una concezione di rapporto di coppia molto affine al mio. Forse è proprio questo che mi fa soffrire, il fatto che una persona così non la si trovi facilmente.
Spero che una volta tornata dalla Cina, i tempi siano più maturi per entrambi. Per adesso va così. A questo punto, sono ancora più contenta di partire.
Lo so, non si è capito niente in queso post, ma certe cose non si può proprio scriverle. Mi sono rifiutata anche coi miei amici, con cui parlerò poi a voce. Volevo solo concludere questo capitolo, o meglio interromperlo, visto che chiuderlo è l'ultima cosa che voglio.
Non so più cosa dire, quindi credo finirò qui. Adesso devo pensare a me.
