Tuesday, February 1, 2011

Cinnamon Rolls

Hehehehehe!!! Lo so Lo so cosa state per dire… Mi son data alle ricette americane! Ma sono in vacanza, e sono 3 giorni su tre che andiamo a dormire alle 4 passate e ci svegliamo a mezzogiorno. Insomma, tutti I miei buoni propositi per queste vacanze si stan facendo benedire così stamattina mi sono ribellata, con sforzo sovrumano mi sono alzata e me ne sono tornata a casa, per cucinare qualcosa di buono.
Il mio Mister però forse è intollerante al latte, quindi per due settimane dovrebbe fare la prova e mangiare senza lattosio. Quindi questi sono gli ultimi giorni per finire tutto il formaggio e sfornare dolci da sbolognargli.
Come al solito io sono un’eterna indecisa e non so mai cosa cucinare per primo. Lui voleva comprare il preparato base per I cinnamon rolls, ma non l’abbiamo trovato, e io in cuor mio avevo già deciso di farglieli lo stesso. Poi ho visto la ricetta ed era un bel pain in the ass, se mi perdonate la finezza. Allora ho deciso di rifare il banana bread usando margarina e il latte di soya al posto dello yogurt, però non avevo abbastanza banane e l’avevo appena fatto. Poi mi è venuta in mente la ricetta della marmellata di banane e cocco di Azabel, e pensavo di abbinarla al plumcake di Ady, senza latte né burro.
Poi mi è tornato in mente che questa è l’unica occasione in cui ho un po’ di tempo e sono a casa e posso cucinare con un certo impegno, e quindi mi converebbe approfittarne. Insomma, ho pensato, se non li faccio adesso, sti cinnamon rolls, quando li faccio?
E così ecco qui. Di nuovo, seguita la ricetta della sua mamma.

Ingredienti:
Per l’impasto:
3 1/2 – 4 cups di farina
1/3 cup di zucchero
1 tsp sale
2 bustine di lievito di birra disidratato Mastro Fornaio (= 4 1/2 tsp) + 2 cucchiaini di zucchero perché qui non ho il lievito fresco
1 cup latte
1/4 cup margarina a temperatura ambiente (= 57g)
1 uovo grande

Per il ripieno: (raddoppiate le dosi se volete dei cinnamon rolls ancora più morbidi, umidi e gustosi)
1/2 cup zucchero
2 tsp cannella in polvere
1/4 cup burro a temperatura ambiente
Facoltativo:
1/2 cup uvetta
1/4 cup noci sminuzzate

Per la glassa: (raddoppiate le dose se proprio non ne avete mai abbastanza!!! Io non l'ho fatto per mancanza di ingredienti ma la prossima volta mi preparo prima!)
1 cup zucchero al velo
1 tbsp burro a temperatura ambiente
1/2 tsp vanilla
1 - 2 tbsp latte

Mischiate 2 cups di farina con lo zucchero, il sale e il lievito coi 2 cucchiaini di zucchero con un mestolo di legno.
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Scaldate il latte insieme al burro per qualche minuto al microonde. Dovrebbe essere circa 50°. Aggiungete il latte col burro, e poi l’uovo.
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Cominciate a lavorare di frusta elettrica, prima per 1 minuto a bassa velocità, poi, dopo aver raschiato l’impasto dai bordi, proseguite un altro minuto a velocità media.
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Aggiungete la restante farina 1/2 cup alla volta, amalgamandola col cucchiaio di legno.
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Io non ho aggiunto tutta la farina, in totale me ne sono servite 3 cups più quella per impastare. Dovete avere un impasto appiccicoso e soffice.
Trasferite l’impasto su un piano infarinato e cominciate a impastare, aggiungendo poca farina sulle vostre mani o sul piano se appiccica troppo.
Lavorate per 6-8 minuti. Vi accorgerete che è pronto quando, anche senza aggiungere farina, l’impasto sarà lucido ma NON si attaccherà al piano né alle mani.
Imburrare leggermente una ciotola e trasferitevi l’impasto, raccolto a palla.
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Ungetelo bene e copritelo con pellicola non tirata e con uno strofinaccio da cucina. Lasciate lievitare 1 ora 1 ora e mezza o finché non avrà raddoppiato di superficie. Io l’ho messo in forno intiepidito e spento, è salito che è un piacere.
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Schiacciate gentilmente la vostra palla, per togliere l’aria, poi prendetela e trasferitela sul piano infarinato. Con un mattarello infarinato, stendete l’impasto in un rettangolo il più regolare possibile. L’impasto è morbido ed elastico e si lavora facilmente.
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Mischiate lo zucchero con la cannella e fondete il burro.
Spennellate il rettangolo di pasta col burro, volendo potete aiutarvi con un pennello. Poi spargeteci sopra il composto di zucchero e cannella e, se le avevate previsti, uvetta e noci.
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Preparatevi la placca del forno rivestita di carta forno.
Pian piano, partendo dal lato più lungo del rettangolo, arrotolatelo su se stesso. Io l’ho chiuso con le dita inumidite con acqua.
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Con un coltello, tagliate il rotolo a fette di 2,5 cm l’una, e sistematele sulla placca distanziate tra loro.
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Coprite con pellicola lasciata molle e fare lievitare per 30 minuti.
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Poi potete rimuovere la pellicola e cuocere. Io invece ho messo la placca in forno perché aspetto il Professore e G. a cena e voglio gustarmeli ancora tiepidi! Non so se funzionerà, però…Se aspettate in linea ve lo dico in direttissima! Occhiolino
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Eccoli!
Sfornateli appena colorati e preparate la glassa mentre si intiepidiscono.
Mischiate lo zucchero al velo, la vaniglia (io ho usato lo zucchero al velo vaniglinato quindi niente vaniglia), il cucchiaio di burro molto morbido e infine il latte o l’acqua per creare una glassa. Potete aggiungerne nel caso non bastasse la quantità indicata.
Colate la glassa sui cinnamon rolls con un cucchiaio, creando delle strisce decorative. Qui se n’è occupato Lui, quindi niente strisce, ma chissene!
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Gustateli appena tiepidi!
Noi li abbiamo mangiati come dessert dopo una cena abbastanza abbondante ma abbiamo fatto comunque il bis. Se non ci fossero stati qui il Prof. e G., creo avrei fatto il tris. Sono ottimi! Anche per me che mi sto abituando alla cannella, che prima era una sconosciuta visto che alla mia mamma non piace. Il sapore non è troppo forte ma è delizioso!
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Stamattina li abbiamo mangiati per colazione: scaldati al microonde sono diventati sofficissimi!!! Con un bel caffè americano… A real treat!!
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Just enjoy!
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Ah, alla fine farli non è stato così complicato come avevo pensato… Mi sa che li ripeto!!!
Buon Chinese New Year’s Eve!!!

Saturday, January 29, 2011

Banana Bread

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Ciao fanciulle/i!! Finalmente, non mi sembra vero, ricomincio con le ricette!!! In queste vacanze dovrei stare a casa e voglio approfittarne per riprendere il ritmo.
Per cominciare, una ricetta americana, dritta dritta dalla casa del mio Professore Americano! La ricetta è quella usata da sua mamma… Alto rischio quindi!! Ma il risultato è stato perfetto, testimoniato da un sms dalla cavia: “But your banana bread is excellent!!! How did you do???”. Mi ha detto che è esattamente identico a quello di sua mamma. Esame superato!
La ricetta ora! (come l’ho fatta io, che non avevo il buttermilk e non ho aggiunto le noci, per direttiva del Prof!).

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Ingredienti:

1 1/4 cup zucchero
1/2 cup di burro ammorbidito
2 uova
3 banane mature
1/2 cup di yogurt bianco 
1 tsp vaniglia (non l’ho messa, mi pare)
1 1/2 cup farina 
1 tsp bicarbonato di sodio
1 tsp sale
 
Scaldate il forno a 170-180°.
Lavorate burro e zucchero fino ad ottenere una crema. Aggiungete le uova e montate con le fruste elettriche. Aggiungete le banane schiacciate, lo yogurt e la vaniglia. Sbattete bene.
Aggiungete la farina, il bicarbonato e il sale e amalgamate.
Rovesciate il composto in uno stampo da plumcake imburrato (io fondo un pochino di burro e poi lo spalmo bene bene con un pennello).
Infornate sul secondo piano del forno, a partire dal basso. Cuocete per un’ora e un quarto con calore sotto sotto, ma tenetelo d’occhio! Dopo 50’ io ho messo il calore sia sopra che sotto. Valida prova stuzzicadenti. 

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Fate raffreddare per 10 minuti poi rimuovetelo dallo stampo e lasciatelo raffreddare su una griglia.
Aspettare almeno 2 ore prima di tagliarlo.
Si conserva benissimo se lo avvolgete stretto in pellicola. Potete anche metterlo in frigo per conservarlo di più.

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Consiglio? Scaldate le fette al microonde, prima di mangiarle.


Modo uso.

Del Professor Bear: burro.
Mio: marmellata d’ananas.

Awesome.







Tuesday, January 25, 2011

Ricordi di Thailandia…

Mi sono fatta aspettare come sempre ma per farmi perdonare mentre il forno cuoce vi lascio una cartolina (anzi dai, sarò generosa anche se rischio di farmi odiare: ve ne lascio un po’ di più!) dal luogo delle nostre prime vacanze di Natale!
La Thailandia è un posto che offre diverse possibilità a seconda che si sia in cerca di divertimento, relax o avventura. Noi abbiamo optato per la fuga dalla vita frenetica e dal miliardo e mezzo di popolazione in Cina, e ci siamo goduti un mare limpido, un sole forte e l’ombre delle palme sotto cui si beveva il coconut milkshake almeno una volta al giorno (corretto… Occhiolino).
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Alle 18 avevamo l’appuntamento fisso col tramonto, e a volte abbiamo corso in scooter per non perdercelo. Non so perché ma entrambi andiamo pazzi per il tramonto, stavamo ad osservare il sole in ogni secondo della sua discesa, cercando sempre posti nuovi da cui goderci lo spettacolo.
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Bangkok poi è unica: ha un fascino tutto particolare. Non che l’abbia proprio esplorata perché eravamo stanchi e il tempo era poco, ma è sicuramente una delle città più interessanti. E’ da vedere e scoprire senza fretta, per capire. Una città frenetica ma al tempo stesso avvolta in un’atmosfera quasi irreale, come se una realtà ne nascondesse un’altra notturna.
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La Thailandia ha anche una sua meravigliosa tradizione culinaria. Dietro a ogni piatto, dietro ogni gesto o strumento per la sua preparazione, c’è una storia curiosa o affascinante.
E la cucina Thai è anche una delle preferite dal mio Professor Bear, e quindi con l’entusiasmo di entrambi mi sono iscritta a un corso di cucina intensivo di un pomeriggio (era l’unica soluzione).
Mi sono divertita tantissimo e, detto senza alcuna presunzione, è stata la volta che ho mangiato meglio, sarà perché ho potuto regolare la quantità di peperoncino a mio gusto (per me la maggior parte dei piatti Thai sono troppo piccanti anche se ottimi), sarà perché abbiamo cucinato tutti insieme e tutto era così bello e colorato!
Gli scatti di seguito sono un regalo di Sophie, una ‘collega’ di corso, che gentilmente mi ha mandato le foto visto che – sì, credeteci che è vero – la mia macchina fotografica è morta il terzo giorno durante una gita in kayak durante la quale abbiamo rischiato di restare in mezzo al mare senza forze (abbiamo calcolato male la distanza di un’isola e al ritorno avevamo la corrente contro).
Getting ready for the spring-rolls
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Grounding the coconut
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Pad Thai
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Io che pesto la base per il Green Curry
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Masman Curry
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Green Curry (questo l’ho fatto io)
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Green Papaya Salad
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Mango Coconut Sticky Rice
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Banana Spring- Rolls
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Siamo tornati e mi veniva da piangere. Di sole, di mare, di spiaggia e tramonti non ne avrei mai abbastanza.
Il mio uomo è sempre più fantastico e dolce, e adesso oso persino chiamarlo scherzosamente il mio hairy Teddy Bear e spupazzarmelo alla grande, e lui ride e si fa coccolare come un bambino!
Novità particolari sono che mi ha dato le sue chiavi. Le mie le aveva già, perché vivendo da sola avevo paura di dimenticarmele e chiudermi fuori (come già successo), e lui è a un tiro di schioppo da me, quindi… Lui me le ha date appena tornati.
Passiamo insieme quasi tutte le sere, o qui o da lui.
Si è comprato l’IPhone 4 e ci sta tirando tutti matti. Di sicuro non è di quelli che lo usa solo per telefonare, ma sfrutta tutto il potenziale di quel fantastico apparecchio tuttofare.
Una sera mi ha chiamata su Skype e ha voluto che accendessi la videocamera, così ci siamo prima visti da lì, mentre lui faceva le smorfiacce, poi io sono uscita e l’ho raggiunto.
L’altra sera sono tornata a casa dalla palestra e prima di accendere la luce ho visto qualcosa che spuntava dal tavolo. Sono rimasta un po’ interdetta poi finalmente ho acceso la luce e ho visto una bella piccola orchidea.
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Ci ho messo un po’ a realizzare poi ho visto tutte le altre piante e ho capito, e mi sono commossa. Prima di partire avevo portato le mie piante a casa del Professor Bear, così che il nostro amico potesse andare ad innaffiarle tutte insieme mentre noi non c’eravamo.
Una volta tornati ho sempre rimandato il ri-trasloco perché le piante sono 8, e dovrei fare più giri, e insomma, era troppo mafan.
E lui, mentre io ero al lavoro, me le ha riportate tutte, e mi ha aggiunto l’orchidea. Ho il terrore di farla morire perché ha bisogno di molta luce indiretta e casa mia non è per niente luminosa.
Ok adesso mi fermo. Da lunedì sono in vacanza per il Capodanno cinese e, visto che non ce la facciamo ad andare ad Haerbin, avrò tempo a sufficienza per ricominciare a scrivere a pieno ritmo e a postare un po’ di ricette!!
Per adesso vi libero dalle mie saghe infinite e vi auguro buona notte o buona giornata!!!!
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Tuesday, December 21, 2010

La migliore medicina

Tante cose son successe negli ultimi tempi, tanti sbalzi di umore, attacchi di dubbi e picchi di felicità. Non sono riuscita ad essere costante, nella memorizzazione per iscritto di tutto ciò, ma credo sia perché oramai non è più una novità, fa parte dell’ordine del giorno, ormai siamo una coppia da quasi sette mesi, e ci vediamo praticamente tutti i giorni.
Le cose da ricordare sono una mia ‘promozione’ lavorativa, e quindi l’allungamento della mia permanenza in Cina, almeno finché lui starà qui; il mio weekend a Xi’An, con due colleghi, nel mentre lui è uscito con gli altri e ha chiacchierato un po’ con Alessia, che ovviamente il giorno dopo mi ha chiamata per riferirmi tutto. Mi ha detto che lui le diceva che noi siamo giovani, che dobbiamo afferrare tutte le occasioni, e che per me era una bella occasione lavorativa alla mia azienda. E che lui vorrebbe tornare in Argentina, e cercare di mantenere i contatti con la Cina per lavoro, “But Then Ele?”. Quindi si preoccupa per me, pensando al suo futuro intendo. Almeno non sono la sola a farlo.
Altra cosuccia da annotare è che due settimane fa mi ha mandato una mail chiedendomi di mandargli una mia foto che mi piace. La sera ci siamo visti al Qbar e gli ho chiesto a cosa gli servisse, se era magari per l’application di qualcosa, magari per il biglietto del viaggio. Lui mi ha detto che è per uso privato, perché non ha nemmeno una mia foto. Che dolce!! Cuore rosso
Altra notizia, questa volta bella grossa, è che ce ne partiamo esattamente domenica prossimaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Alla fine andiamo in Thailandia, perché per via di un’incomprensione con G. e l’agenzia non ha più trovato biglietti per le Hawai’I a meno di 2000 dollari. Io dal canto mio sono più contenta perché era veramente troppo costoso e non era ancora ben definito il mio futuro al tempo, quindi mi sembrava un po’ una cosa azzardata spendere così tanto dei miei risparmi (e a marzo ho altri 6 mesi d’affitto).
Ce ne stiamo là fino all’11, Koh Chang per cominciare, poi se troviamo un posto (da non credere, è tutto prenotato!!!), ci sposteremmo in un’altra isola, per poi finire con due giorni di shopping a Bankok e poi ritorno. Non vedo l’ora! E’ la prima volta che me ne vado in un posto figo, tanto più in inverno quando qui si gela! Tornerò tutta abbronzata che bello che bello!!!
Poi in programma ma poco fattibile per questioni di vacanze e visto ci sarebbe il Vietnam insieme ad una coppia di amici… Volevamo fare Hawai’I ma sono sempre troppo care. Spero tanto di andare in Vietnam! It’s so cool!!
Altra cosuccia……… Sabato sera siamo andati in un locale che di solito non è il nostro stile, non perché sia brutto, ma perché è carissimo e c’è una band colombiana che suona latino americano, ma le due tipe vanno a prendere la gente seduta per ballare e non c’è mai nessuno in piedi! Ma sabato c’era un party ed era pieno di gente così siamo andati. A me latino americano piace, ma mi vergognavo a ballare davanti al Professore, perché lì erano tutte bravissime perché fanno lezione, io invece non sono granché, soprattutto se sono sobria e davanti a qualcuno che mi piace.
Alla fine mi sono decisa e ho trascinato prima G., poi C. Sono anche stata furba perché sono entrambi talmente negati che almeno nessuno notava me.
Poi… Ta-daaaa. A. mi ha chiesto di ballare. Ahahahaah io non ci volevo credere, invece poi l’ha fatto davvero. Lo giuro, non avrei scommesso una cippa che sapesse anche solo muovere un passo, sembra così rigido!!!! E invece… Non solo se la cava e CONOSCE i passi di salsa, ma conduce benissimo!!!! Guidata da lui mi sono ritornati in mente i giri che avevo imparato al corso speedy di 8 anni fa e devo dire che abbiamo fatto una porca figura!!! Avrei voluto urlare che qualcuno ci filmasse, o scattasse qualche foto, ma nessuno l’ha fatto. Che peccato… Poi mi ha ringraziata per aver ballato con lui e avergli insegnato (… Perplesso io???), e ci siamo sbaciucchiati un pochino davanti a tutti…. Cosa che non facciamo mai.
E questi sono i picchi…
Ma ci sono anche i momenti bassi, purtroppo… Ad esempio, lo scorso weekend mi raccontava che non sta dormendo bene, e si è fatto dare qualche medicina. Poi da lì mi ha raccontato che due anni fa è stato senza dormire se non un’ora per notte 3 settimane, fino a che la mamma di Maggie gli ha dato delle pastiglie efficacissime. Mi ha detto che era molto triste e quando è così non riesce a dormire. La domanda non l’ho fatta ma lui ha risposto lo stesso, mi ha detto che adesso non è triste né depresso, ma un po’… gloomy.
Insomma, io sono un’insicura, e mi dispiace sapere che la persona con cui sto non è felice, e la cosa rende un po’ triste pure me. Così entriamo in un circolo che non ci fa bene. E questo mi causa gli incubi…… Così reali che al risveglio non riesco neanche a guardarlo in faccia e non riesco a trattenere le lacrime un po’ dal sollievo un po’ dalla paura che possa succedere davvero e io sentirmi così.
Io e Ale eravamo andate a casa sua, io avevo dei campioni da fargli vedere, ed ero tutta eccitata perché avevo un sacco di notizie da riferirgli. Eravamo in camera da letto, in una casa grande e luminosa che non ci azzecca nulla con la sua, e io ero seduta sul bordo del letto, chinata a frugare in una borsa, con le spalle alla porta. Lui era in piedi ai piedi del letto, in boxer e maglietta. Mi sono girata per dargli i campioni e una ragazza russa, biondina e con la frangetta è entrata in camera in versione appena docciata. Sono stata un fulmine, ho spinto via Ale che era sul mio percorso e mi ci sono avventata contro per tirargli una sberla con tutte le mie forze, forse quella che non gli ho tirato dopo la notte di Halloween. Ma lui era troppo alto e grosso, non riuscivo a dargli una sberla come si deve, ma solo piccoli schiaffetti che non bastavano a sfogare tutta la mia rabbia e il mio odio, gli urlavo contro di tutto e alla fine sono salita sul gradino del letto per raggiungerlo meglio, ma continuavo a non riuscire a dargli la sberla che volevo, quelle che pure il suono fa male. E lui non faceva una piega, dicendo qualcosa tipo scusa non lo faccio più ma con leggerezza, senza pensarlo davvero.
Poi me ne sono andata in soggiorno ed ero di nuovo chinata su un borsone a raccogliere tutta la mia roba e lui è entrato e si è seduto sul divano, e si è messo a giocare con la XBox. Io gli sputavo addosso tutta la mia rabbia e delusione, ricordandogli che mi ero fidata, che l’avevo perdonato e ci era ricascato! E lui, ridendo, mi ha detto: “Ha ha ha. I know you care too much about me, Ele”. Insomma, mi stava facendo capire che sapeva che non avrei avuto la forza di lasciarlo andare e quindi lui sapeva di avere tanto potere su di me da poter fare tutto il cazzo che voleva. Io a queste parole dette sghignazzando non sono più riuscita a finire la mia frase, ero veramente allibita e incredula, e così ferita ovviamente, che me ne sono andata in bagno mentre gli dicevo che avrebbe visto, se non me ne sarei andata e non mi avrebbe mai più dovuto nemmeno cercare. Ero a sciacquarmi la faccia quando è entrata in bagno la ragazza (completamente diversa, vestita tipo scolaretta, capelli biondi lunghi senza frangia, con gli occhiali). Ci presentiamo cordialmente, poi lei mi chiede il mio numero, al che le dico che questo mi sembra un po’ eccessivo. E poi, noto un pezzo di carta, vicino allo specchio del lavandino, con una frase strana, che accidenti non riesco a ricordare. Ma finiva con il nome di Maggie, e la frase voleva dire qualcosa, so solo che mi ha un po’ sollevato, perché poteva essere interpretata in modo da dare una spiegazione perfettamente plausibile a quello che era successo.
Mi sono svegliata al buio, ancora stringendo le meningi e cercando di capire perché quella ragazza era lì se non per scopi poco innocenti, e poi mi veniva in mente che era uscita dalla doccia e che nessuno dei due aveva negato davanti alla mia furia omicida, e che comunque, in ogni caso, anche se mi avessero dimostrato che non era successo niente, lui era stato un perfetto asshol e non avrei mai più potuto guardarlo allo stesso modo, sapendo che poteva essere così.
Pensavo a tutto questo piangiucchiando quando mi sono girata e l’ho visto, accanto a me, addormentato. Ho subito distolto lo sguardo, confusa. E finalmente ho iniziato a capire che avevo sognato.
Mi è preso il magone e mi sono messa a sedere per cercare di calmarmi, avevo il cuore a mille e il groppo in gola. Mi sono rimessa giù per non svegliarlo e gli ho dato un’altra occhiatina. Lui si è svegliato per via dei miei movimenti e mi ha preso la mano, e io d’istinto ho tenuto rigida la mia. Mi ci è voluta tutta la notte per convincermi che davvero non aveva detto quella frase e che è molto improbabile che ricapiti una cosa del genere, di questo sono razionalmente convinta.
La mattina dopo ero ancora turbata, e di tanto in tanto mi riuscivano le lacrime. Lui si è accorto che avevo qualcosa ma non sapevo se raccontargli del sogno, una parte di me voleva farlo, per fargli capire le cose che mi rendono insicura di lui, così che magari lui si faccia un esame di coscienza, perché lui è il tipo che poi ci pensa su. Però sembrava anche volergli ricordare il suo sbaglio e la storia di Halloween e quando l’ho perdonato gli ho anche detto che avrei resettato tutto quindi non volevo tirarla fuori.
Adesso lui è in viaggio per lavoro e tornerà domani. In questi due giorni mi sono dedicata alle cose che di solito quando c’è lui non ho il tempo di fare (pulire, mail, blog, foto, …), e sono contenta di aver avuto questa ‘pausa’ per me stessa.
Adesso ovviamente mi manca già. Prima di partire mi ha lasciato tre maglioni che gli hanno ristretto in tintoria e glieli ho rimessi a posto, lui ha detto che era il regalo di Natale più bello che avrebbe potuto ricevere.
In ogni caso, siamo fortunati, perché abbiamo la cura per la mia insicurezza e i suoi dubbi sul futuro: si chiama Koh Chang, e la cominciamo insieme domenica Isola con palma. ลาก่อน!!! (Goodbye!)