Thursday, October 6, 2011

Torta morbida pere e cioccolato

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Questa risale a inizio luglio, mentre ero in Italia. Abbiamo trascorso la prima domenica in campagna, da nonna e zii. Di solito, la zia, che è un’ottima cuoca, fa sempre la stessa, solita torta. E’ tipica piemontese e sarà anche buona, però che palle! Insomma, I miei cugini ogni volta si lamentano e di solito sono io che mi occupo di portare una torta nuova –anche se mia zia la sua vuola farla comunque Sarcastic smile…-.
Questa volta, però, ero atterrata sabato, e quindi mi sono presentata a mani vuote. E quale sorpresa quando, entrando in cucina, abbiamo visto una nuova torta, che sembrava pure parecchio invitante! Quando ho saputo che era con le pere e il cioccolato, ho detto “Noooooo….!”, perché l’accostamento non mi ha mai fatta impazzire.
Però, mai togliersi il beneficio del dubbio, per cui, dopo la grigliata, vieni torta!
Oh: una delizia. Morbida, umida, gustosissima, ma delicata, leggera. Una di quelle che andresti avanti finché no l’hai finita, una di quelle che non stufa.
Tutta contenta ho chiesto la ricetta a mia zia e mi son sentita arrivare la stessa risposta:
“Mah, farina, zucchero, uova, un pochino di burro….”
“Sì ma, zia, QUANTO burro? Quanta farina? Mi devi dare le misure!!”
“Eh ma io, mica lo so, l’ho fatta un po’ così, toh… Sarà stato tanto così di burro…”
“E quanti grammi sono tanto così?”
“Ahah I grammi, vuole sapere lei! Ma io non lo so…. Ehhh, saran 80 grammi…”
“Va bene, 80 grammi. Ok. Poi, farina? Quanta?”
…..
Insomma… Una missione impossibile.
Tuttavia, sono riuscita a scribacchiare le quantità un po’ alla buona di tutti gli ingredienti.
L’ho rifatta a casa quella stessa settimana.
Sarà che ero preoccupata che non venisse, sarà che davvero mia zia non ha la minima idea di cosa faccia mentre lo fa, però non era buona come la sua. La mia era troppo molle, la sua aveva una bella crosticina ed era più sostenuta. Ho pensato che fosse solo questione di ridurre le pere e di aumentare la farina. E magari usare uno stampo leggermente più piccolo.
Comunque buona, eh. Ma la consistenza fa, eccome. Questa la posso riprovare anche in Cina, quindi aggiornerò la ricetta se mi ricapita di riprovarci. E’ talmente facile!
E voi, ve la sentite di provare? Ve la sentite di “sentire” cosa dice l’impasto, e aumentare o diminuire le dosi, basandovi solo sul vostro tatto?
E’ una sfida? Maybe…… In ogni caso, ecco la ricetta!

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Ingredienti:
80 g burro
5 cucchiai di farina
1 cucchiaio di maizena
5-6 cucchiai zucchero
2 uova
buccia di 1/2 limone
sale
1 bustina di lievito
100 g o più di cioccolato fondente
2 pere grosse o 3 piccoline (quelle dure però)

Lavorate burro e zucchero a crema, aggiungete le uova una per volta, la buccia del limone grattugiata, il pizzico di sale, la bustina di lievito.
Poi aggungete le pere tagliate a cubettini piccini, infine il cioccolato, sempre a pezzetini piccoli.
In forno caldo per circa 40’.

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SOFT PEARS & CHOCOLATE CAKE

Ingredients

80 g butter
5 Tbsp flour
1 Tbsp cornstarch
5-6 Tbsp sugar
zest of 1/2 lemon
16 g baking powder
a pinch of salt
2 big pears or 3 small ones (they need to be hard)
100 g or more bitter chocolate

Mix butter and sugar until creamy, then add the eggs, one at a time; the lemon zest, the pinch of salt, the flours, the baking powder. Then, the pears cut in small pieces and the chocolate also cut in small pieces.
Bake at 350° for about 40 minutes.

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Saturday, October 1, 2011

Zucchini bread

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Quando ho sentito: “zucchini bread”, ho subito pensato a quello che noi chiamiamo “plumcake salato”. Poi ho letto la ricetta e ho visto cannella, zucchero, vanilla… Ma che roba è??!? Ho pensato.
Tuttavia, questa ricetta compare nel libro che ho ereditato dalla nonna del mio Grunting Bear (questo è il nome indiano che gli ho affibbiato dopo aver visto insieme Dances with Wolves, a me invece il mio capo ha assegnato Talks too much, o Cooks with the oven, il primo potete immaginare perché, il secondo perché dice che cucino sempre col forno). Dicevo, questa ricetta compare nel famoso libro, quindi ho voluto provarla, anche solo per curiosità.
Ho letto varie ricette, tra cui quella di Joy Of Baking, qui, da dove ho pigramente copiato la ricetta in inglese modificandola un pochino. Alla fine l’ho fatto quasi uguale, poche modifiche e solo perché non avevo la mela né la voglia di uscire a comprarla. Viva la sincerità!Smile

Ingredienti:
1 1/2 cups di zucchini grattugiati
50 g noci tostate in forno per 8-10 minuti, fatte raffreddare e spezzettate grossolanamente
1 1/2 cup farina
1 tsp bicarbonato di sodio
1/4 tsp lievito vaniglinato
1/4 tsp sale
1/4 tsp noce moscata
1/2 tsp cannella
1/2 cup olio di semi di mais
1 cup zucchero
2 uova
1/2 cup cocco

Imburrate uno stampo da plumcake e scaldate il forno a 180°.
Grattugiate gli zucchini usando una misura media. Combinate farina, sale, bicarbonato, lievito, cannella e noce moscata, mischiate bene con la frusta.
A parte sbattate olio, zucchero e uova. Unite gli zucchini, mischiate bene, poi unite il composto di farina, amalgamate leggermente, infine il cocco.
Cuocete per circa 1 ora, controllando la cottura con uno stecchino.


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La cottura è riuscita perfetta: colore bello dorato uniforme, una crosticina croccante e deliziosa e un dentro umido con la sorpresa dei pezzi di noci.
Il gusto… beh, è interessante. Al primo morso non mi è piaciuto molto, ma ho apprezzato la crosticina e la consistenza interna, poi al secondo morso ero già meno diffidente e dopo la prima fetta ho fatto che papparmene un’altra.
Non riesco a capire come considerarlo: non è dolce, ma non è salato. Forse, togliendo la noce moscata, potrebbe passare per dolce… Mhhhh…. questa potrebbe essere un’idea. Vedete voi. A me francamente sembra un lontano cugino del pane di segale o integrale, che sta bene sia abbinato a qualcosa di dolce che a qualcosa di salato.
Suggerirei burro, che è universale.
Insomma, se siete persone curiose e avete voglia di novità… Provatelo! Chissà cosa dirà Grunting Bear… Vi farò sapere!

PS. Grunting Bear ha assaggiato lo zucchini bread, non solo ha detto che "It's great! Yes... a perfect zucchini bread", ma ha anche detto: "You are a genius!". Dice di scaldare le fette al microonde e poi di imburrarle col burro leggermente salato. Io continuo a ritenere che per le nostre abitudini il sapore è un po' strano, ma... almeno so che è proprio così che deve venire!

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Ingredients:
1 1/2 cups shredded zucchini
50 g walnuts
1 1/2 cups flour
1 tsp baking soda
1/4 tsp baking pwder
1/4 tsp salt
1/4 tsp nutmeg
1/2 tsp cinnamon
1/2 cup corn oil
1 cup sugar
2 eggs
1/2 cup grated coconut

Preheat oven to 350 degrees F and place rack in center of oven. Butter a loaf pan. 
Toast the walnuts until lightly browned and fragrant (about 8 minutes). Let cool and then chop coarsely.
Grate the zucchini using a medium grater.
In a large bowl, whisk together the flour, baking soda, baking powder, salt, ground cinnamon, and nutmeg.
In another bowl beat the oil, sugar and eggs until well blended. Beat in the grated zucchini. Add the flour mixture, beating just until combined. Then fold in the nuts and coconut. Scrape the batter into the prepared pan and bake until the bread has risen and a toothpick inserted in the center comes out clean, about 55 to 65 minutes. Place on a wire rack to cool and then remove the bread from the pan. Well wrapped, this bread will keep for several days at room temperature (if unfrosted) or for several days in the refrigerator (if frosted). This bread can be frozen.
 


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Friday, September 23, 2011

Deep Dish Chicago Style Pizza

Inizio questo post scusandomi per le foto ORRENDE, ma non sono al momento in possesso di una macchina fotografica decente, per di più le foto sono state fatte con una luce che faceva altamente pietà. E non sono minimamente capace di usare Photoshop, so… Ma la ricetta è talmente valida e interessante che ho deciso di postarla lo stesso subito e di sostituire le foto alla prossima occasione.
Una sera dell’anno scorso eravamo all’LPG e una ragazza australiana si è avvicinata a me chiedendomi di dove fossi. Sentendo che ero italiana, ha subito iniziato a elogiare la cucina italiana, e ricordando le varie città che aveva visitato e tutte le pizze che si era mangiata.
Poi però, ha detto che, nonostante la fama della pizza italiana, non poteva tuttavia superare la Deep Dish Pizza di Chicago. A sentire questo, il Professore si era messo a ridere, dicendo che capiva benissimo e che era inutile prendermela perché quella pizza è veramente speciale.
Dopo averla cercata invano a Shanghai, avevo fatto alcune ricerche e pensato di provare a farla. Lui ovviamente era contentissmo, dicendo che, se l’avessi fatta, sarebbe stato molto molto colpito.
E così, un anno dopo, mi sono decisa.
Sicuramente non è la stessa cosa, io non avevo alcun ingrediente ‘originale’, ma nonostante tutto mi è piaciuta molto la pasta, che tra l’altro non ho neanche dovuto lavorare a lungo.
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Ingredienti:
258 ml acqua tiepida
503 g farina
1 tsp sale
2 tsp lievito di birra (io ho usato la bustina)
81 ml olio di semi di mais
olio d’oliva (evo)
mozzarella a fette sottilissime molto asciutta
salame/salsiccia cruda
salsa di pomodoro ben scolata
parmigiano, sale, origano, basilico
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Setacciate la farina col sale, poi fate un buco al centro e versateci l’acqua tiepida e il lievito.
Iniziate a mescolare dal centro con una forchetta, prendendo pian piano la farina dai bordi, fino ad avere un miscuglio che potete impastare. Aggiungete l’olio di semi a filo, e continuate a impastare energicamente con le mani, infine formate una palla di pasta. Ungete la palla con un filo d’olio evo, girate la palla per ungerla da tutti I lati, poi lasciatela nella sua ciotola, coperta da un panno, a lievitare.
Io di solito la metto nel forno spento dopo averlo scladato un po’.
Trascorse due ore, la palla dovrebbe essere raddoppiata di volume. Se avete tempo, potete reimpastarla e farla lievitare nuovamente 1 ora-1ora e mezza. Infine, ungete le teglie (a me ne son venute due da 23 e 20cm, più 3 piccole pizzette), e dividete l’impasto. Stendetelo, poi lasciatelo riposare mezz’oretta (renderà più facile stenderlo).
Ristendete bene le pizze, facendo un bordo bello alto.
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Coprite il fondo con la mozzarella (bisognerebbe usare un formaggio asciutto e tagliato sottilissimo), poi distribuite il salame o la salsiccia. Volendo, potete ancora spargere un po’ di mozzarella fresca tritata e del basilico. Coprite tutto con la salsa di pomodoro (che potete anche fare al momento cuocendo brevemente dei pelati con cipolla, aglio e basilico). Salatela se dolce. Infine, cospargete con un mix di parmigiano e origano.
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Cuocete in forno a 230° per 25-30 minuti, nella parte bassa, fino a che il bordo sarà ben dorato.
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Assolutamente impossibile mangiarsi una pizza a testa!!! Ma vale la pena provare, io l’ho fatta con gli ingredienti cinesi e le sottilette invece della mozzarella, ed è riuscita bene!!
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Ingredients:
8.75 oz warm water
17.75 oz All Purpose flour
1 tsp salt
2tsp active dry yeast
2.75 oz corn oil
olive oil
mozzarella cheese
pepperoni or uncooked sausage
6 in 1 crushed tomatoes (drained)
parmesan and oregano mix
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Put the flour and the salt in a bowl (it’s better to sift it first), then make a hole in the centre. Pour the water and the yeast, then start kneading. Add the corn oil, still kneading, and keep kneading until you can form a ball of dough.
Grease well the ball with some olive oil, then let it rise covered with a towel for a couple of hours (I like to let it rise in the warm oven – I heat it up until warm and then I turn it off).
If you have time, after 1.5 hour you can knead it again and let it rise another time.
When the dough has doubled its volume, it’s ready, Grease with olive oil 2 pans (I made one 9inches and one 8inches pan plus 2 small pizzette), and divide the dough equally.
Roll out the pizzas, making high edges.
Spread the slices of mozzarella cheese at the bottom, spread some pepperoni or uncooked sausage, then covered with the tomatoes sauce, add some salt if needed, then add some parmesan-oregano mix at the top, and in the oven at 450°F for 25-30 minutes until the edges become a nice golden brown color.
Enjoy!!

Tuesday, September 6, 2011

Torta alla Ricotta – Ricotta Tarte

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Ricetta presa da qui. E’ stata la prima che ho fatto appena tornata in Italia… Finalmente un dolce alla ricotta!!!I OTTIMA! L’ho fatta una sera che avevamo un’amica di mamma a cena e gliene abbiamo dato un pezzo per sua mamma, la nonna Maddalena, e il giorno dopo Luisa ci ha chiamate per farsi dare la ricetta che quando la badante della nonna ha assaggiato la torta è andata in visibilio e ha voluto la ricetta immediatamente!! Beh, eccola qua…! Smile

Ingredienti:
500 g di ricotta vaccina
200 g di zucchero
4 uova
100 g mandorle tritate (non le avevo…)
uvetta sultanina (se piace)
amaretti 6 (io 3, e bastavano per I miei gusti)
pangrattato per la tortiera
cioccolato a pezzi irregolari (aggiunta mia)
 
Montare 2 uova intere + 2 tuorli con lo zucchero. Quando il composto è ben spumoso aggiungervi la ricotta.
Montare a parte i 2 albumi.
Poi, mescolando delicatamente, incorporare i due albumi, le mandorle, l'uvetta, gli amaretti sbriciolati e il cioccolato tagliato grossolanamente.
Prendere una tortiera da 24 cm di diametro (la torta deve risultare alta): oliarla e cospargerla di pangrattato. Versarvi il composto, livellarlo bene ed infornare: forno statico, 180° per circa 40 minuti. Fate la prova dello stecchino, ma tenete conto che l'impasto non sarà molto asciutto (tuttavia non liquido, ma molto ben sodo!).
Togliete la torta dalla stampo SOLO quando fredda. Cospargere di zucchero a velo.
Conservatela in frigo.
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RICOTTA TARTE
500 g flour
200 g sugar
4 eggs
100 g ground almonds (I didn’t have them)
raisin
3 Amaretti
chocolate
breadcrumbs

Beat the 2 eggs and the yolks with the sugar, until very soft, then add the ricotta cheese.
Beat the eggs whites until stiff, then, incorporate them to the beaten eggs, then add the almonds, the raisin, the crumbled Amaretti and the chocolate roughly cut in irregular pieces.
Grease and cover with breadcrumbs a 9 inches pan. Pour in the batter, then bake at 180°C for 40’.
Use a toothpick to check if the cake is ready. It’s not supposed to be dry, but well firm.
Let the cake cool before cutting it. Keep refrigerated.
Enjoy…!























Tuesday, August 30, 2011

Thai Green Papaya (Mango) Salad – Som-Tam

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Lo scorso sabato, stufa marcia di non far niente, passati davanti a un banco della frutta ho adocchiato I manghi verdi, e ho deciso che avremmo finalmente cucinato thai. Dovevamo fare qualcosa, non darla vinta alla pioggia incessante.
Abbiamo deciso il menù, abbiamo comprato tutto, e la sera abbiamo preparato I nostri piatti. Devo dire che dopo cena eravamo molto più felici e decisamente soddisfatti!! Tra green papaya salad, pocco con la sweet chilli sauce e lo sticky rice, e il mango coconut sticky rice, la cucina si è riempita di odori conosciuti, amati, che ci sono mancati, e, provando a chiudere gli occhi assoporando I piatti, si poteva quasi sentire il rumore del mare ai nostri piedi e percepire e la luce rossa del tramonto all’orizzonte.
La green papaya salad si fa, come il nome stesso suggerisce, con la papaya verde, che qui non si trova, non c’è verso. Al corso di cucina Thai, però, avevano detto che si poteva anche usare il mango verde. Così, stavolta abbiamo provato, e ci siamo buttati! Il risultato è stato ottimo, addirittura dirò che, mentre per A. non è stata una sorpresa perché è il suo piatto preferito, per me, che il troppo piccante non mi piace e quindi in Thailandia non l’avevo mai mangiata, ma solo assaggiata, stavolta me la sono fatta fuori tutta. E piaciuta mi è!!!

Ingredienti:

per la salsa

2 Tbsp di salsa di pesce (questa puzza tantissimo)
3 Tbsp di succo di lime (in teoria dovrebbero essere solo 2, più 1-3 Tbsp di succo di tamarindo, ma chi lo trova qui?)
2 Tbsp zucchero
3 tsp zucchero di cocco/palma

Mischiate il tutto. Semplice, no?

Per l’insalata

3-4 spicchi d’aglio piccoli
2-3 peperoncini rossi
2 manghi verdi
1 carota
pomodori ciliegini
qualche fagiolino verde (crudo)
gamberetti
basilico (io ho usato quello italiano)
arachidi

In un mortaio grande, col pestello smaciullate aglio e peperoncino. Aggiungete I fagiolini tagliati a pezzetti di circa 3cm, pestate leggermente sempre col pestello. Aggiungete la carota a julienne, I pomodori a tocchetti, sempre pestando leggermente, per creare un po’ di succo. Aggiungete infine I manghi a julienne, il basilico, I gamberetti, poi condite con la salsa (circa 3-4 cucchiai, assaggiate prima), servite, e guarnite con la arachidi pestate grossolanamente.

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Ingredients

For the sauce:

2 Tbsp fish sauce (this really stinks)
3 Tbsp lime juice (if you can get the tamarind juice, put 2 Tbsp of lime juice and 1-3 Tbsp of tamarind juice. I love it, I’d used 3)
2Tbsp sugar
3 tsp of palm or coconut sugar

Mix all the ingredients together (pretty simple huh?).

For the salad:

3 red chillies
3-4 cloves of garlic
2 green mangoes
1 carrot
cherry tomatoes
2 long green beans
shrimps
basil
roasted peanuts

Pound the garlic and chillies in a mortar. Add the green beans cut in 3cm length pieces. Crush them slightly with the pestel. Add the shredded carrot (cut in julienne). Pound again a little. Add the tomatoes cut in pieces, pound again so that some sauce comes out.
Add the shredded mangoes, the shrimps, the basil. Serve, and garnish with some peanuts roughly crashed.

Down

Sono viva… non felice, non serena, ma sempre qui.
Non saprei dire che succede esattamente, non è un bel periodo con lui e questo sicuramente è la causa.
Anche se dopo il mio crollo con lacrime e fiumi di cose non dette nel giro di una settimana le cose tra noi sembravano tornate alla normalità, ovvero a com’erano prima che partisse, poi certe non sono cambiate e io ancora non mi sento amata come so che si può essere. Questo mi rende di pessimo umore, e non aiuta certo lui, che mi vede sempre mogia o triste o lì lì pronta per piangere, ad apprezzarmi di più. Ma non posso farci niente, e l’estate mancata non fa che accentuare questo senso di depressione.
Mi ero promessa che non mi sarei più tenuta dentro niente, per non ricadere nell’errore di buttargli addosso 43 giorni di cose non dette, ma a farsi non è facile come dirlo. Ogni giorno che un motivo che mi frena, problemi di lavoro, problemi di salute, notizie poco buone da casa. E così, accumulo. Quando traboccherà per la seconda volta il mio vaso?
Parliamo di case, parliamo di Florida, parliamo di lavoro, ma siamo ancora qui. Ho quasi l’impressione che faccio prima a farlo io, il primo passo. E l’ho fatto. Piccolo, ma l’ho fatto. Ho scaricato il pdf di tutte le azienda italiane negli USA, sto rifacendo il CV e lo manderò a tutte quelle in Florida. Voglio almeno farlo, anche se non portasse a niente.
Parliamo di andarcene in Florida e di comprare una casa indipendente, ma vedo come stanno andando le cose e mi chiedo se sia la cosa giusta da fare. Questi problemi che io sento non li lasceremo dietro solo perché ci spostiamo. E, se anche fosse, ce ne saranno degli altri. E ogni volta io dovrei stare così per mesi? Mi chiedo se sia giusto anche solo pensare di andare avanti con un passo tanto grande, quando non sono convinta di essere quella che lui vorrebbe se non mi avesse già. Cosa che lui è. O era, prima che le cose cambiassero. So che lo è ancora, è sentire che per lui non è lo stesso che mi fa stare male.
Ci vedo lontani. Ora ha anche ripreso a fumare e non lo sopporto proprio. Sembra che, ogni volta che mi viene voglia di avvicinarmi per abbracciarlo, per riprendere contatto, lui per sfiga accenda la sigaretta, e io mi blocco. E’ una stronzata, piccole cose, eppure ci siamo allontanati. Non so cosa pensa lui. Mi sembra impossibile che non si accorga che così non va, eppure quando gli ho tirato fuori che forse era meglio se io uscissi di scena così che potesse pensare alla sua famiglia senza che io fossi un problema per il suo ritorno a casa, lui è cascato dalle nuvole, letteralmente, mi ha detto che non era cambiato niente tra di noi, assolutamente.
A parte questo, che però a dirla tutta è quasi tutto ciò che conta, il lavoro va bene. Ho avuto un aumento, il mio capo è uno dei miei migliori amici qui e ringrazio che possa parlargli perchè altrimenti sarei già scoppiata più di una volta. Ma certe cose non le dico, sono troppo private e ho rispetto per A., le tengo per noi.
Quello che pensavo oggi, di ritorno dalla palestra, è che, mentre lui era via, dopo un primo periodo di assestamento, in cui mi sentivo totalmente persa, poi ho trovato il mio equilibrio, la mia vita regolare in cui decido solo io, mangiare alla stessa ora, un pasto leggero, la palestra fino all’ora che mi sono prefissata, fare le mie cose, I miei piccoli acquisti, il mio blog, le mie mail. Quando ho questo, sono in pace, sto bene fisicamente, e se sto bene fisicamente, sto bene anche di spirito. Lui mi manca e lo vorrei con me, certo, ma sopporto bene la mancanza.
In due tutto è diverso. Questa vita sregolata, ogni giorno diverso, mi acciacca tantissimo. Palestra saltata per vedersi, cene fuori senza avere fame, a orari assurdi, andare a letto alle 3-4 del mattino e svegliarsi alle 7, passare I weekend senza fare praticamente niente. Questo non mi fa stare bene, e di conseguenza anche il mio spirito è più debole, è più facile abbatterlo, come posso ben vedere in questi giorni. Qualsiasi cosa mi fa venire le lacrime, di ogni cosa vedo il negativo e basta.
Così non va. E stasera pensavo che, se non riesco a gestire una vita di coppia ed essere serena, cosa potrò mai aspettarmi da me stessa con una famiglia? Forse sono solo capace a stare da sola? Ele, quella che fin da piccola era la “donnina”, responsabile e affidabile, che sognava I suoi bambini e di essere una mamma e moglie perfetta e felice, voi vedere che era tutto sbagliato? No, non è possibile. Se solo tutto tornasse come prima……. Era così bello……

Monday, August 8, 2011

Dear Maggie


My dear Maggie,
Today it would be your 33th birthday, you would be a little depressed because you’d feel you’re getting older, and you wouldn’t want to celebrate, you would say “It’s not a big deal, it’s just another year gone, there’s nothing to celebrate about getting older”, but then you would thank us for bringing you out for dinner.
But this year it might be different: there would be a little, handsome boy around us, smiling and making funny faces and taking all the attentions. Your kid is just the cutest kid I’ve met, he is SOOOO cute, and lovely, or adorable, as your mother in law would say. Now he’s got two teeth, but you can already see the next two coming out. When they came back from France and I went to visit them, he was so so cool, with a shorter haircut (before he really looked like he got G.’s hair and it was so funny because his hair stays in the exact same way of G.’s hair! Or maybe it was him who liked to have his son wearing his same hairstyle… ; ) ).
I really see a lot of G. in him, but he got your eyes. And your personality, I guess. I really think he’s a very calm and good kid, but he knows what he wants and doesn’t give up until he gets it. And that is just you. He’s strong, and so healthy! You would be so proud, everybody would stop you while you’re bringing him out to look at him. He’s a very good mix of you two.
Everybody loves him.
G. turned out to be a good daddy nevertheless, it had been tough, without you around, but now that the baby is fine and getting stronger and healthier he might be able to relax a little. They’ve already been in Beijing, and France!! Can you believe that? He traveled already more than I have!
Two weekends ago we convinced G. to bring him to the Liuqinghe Beach, and he did it! It was so much fun, we took some nice pictures of him and Zoey playing in the little swimming pool.
You now, he is crazy for A., he LOVES him! I’ve always been good with kids but when he sees A. I don’t exist anymore, he doesn’t see anybody else! I have a photo of the two of them, it’s one of the sweetest things ever.
We’re having a party for his first birthday, but we’ll celebrate on Saturday because we don’t want to associate such a happy event to a sad one; G.’s mum is cooking and I’m in charge of the cake. I’ve already chosen one, according to G. request. You will see the pictures after the party, but I’m sure you would love it too! Guess what? It’s the cake you used to have all the time in Shanghai. Among 30 different types, you always chose that one (by the way, you won’t believe this… Paul closed!!! There’s no Paul in Shanghai anymore, we were just soooo disappointed!).
This year so many things happened. The biggest news is that G. and your baby moved in a new place, right where I used to live when we met the first time. We would have wanted him to get closer to us, that would have made it easier to get together or in case of necessity, but the apartment is really nice and you would like it. Yesterday a family from my company moved in the same neighborhood, they also got a child who is 2 and really funny, so I thought they might become friends.
Few weeks ago they went to France and they visit the whole family. And in two weeks G. is leaving to Denmark, since Kim and Maria’s wedding is the 27th. We won’t go, unless A. will change his mind, but G. knows how important it would have been for you so he’s going anyway.
This year your birthday falls on Monday. If you were here we couldn’t go to to HBR for dinner like we did last year, they changed the whole system, which was working perfectly, and now it’s just so mafan that I don’t think we’ll go again.
Yours parents also are fine, last time I saw your mum she looked healthier than the time before and I was relieved. I think I’ll see them again next Saturday.
You know, the last three days I have been wondering whether to invite G. for dinner tonight, I don’t know if he’d rather stay home alone or get out and keep his mind busy. Maybe A. will arrange to take him out.
Dear Maggie, today won’t be an easy day for all the people who knew you, but I don’t want to make you sad. Your child is just fine, and G. is too, most of the times, that’s all it matters. I wish you could see it. Maybe you can, I have no idea, but it would be really great if it was possible. Wouldn’t it be the perfect birthday gift?
Bye, Maggie. We are missing you.
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